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MADRI DI BICICLETTE di Massimo Fagioli

Posted by kinski on Giu 04 2009 | Firenze, Recensioni, Libri, Letteratura

Scendo le scale di casa mia, chiavi pronte per slucchettare la bicicletta legata al palo (ebbene sì, proprio ad un palo visto che non ci sono rastrelliere per le biciclette) e trovo sul sellino un volantino che pubblicizza un libro, un romanzo di un certo Massimo Fagioli che scopro vivere nel quartiere di Santo Spirito a Firenze, lo stesso dove abito io. Il titolo del libro è “Madri di biciclette”, la frase dell’introduzione recita così :
” … mentre le Amministrazioni gestiscono con affanno i problemi di mobilità e di inquinamento, la resistenza quotidiana è affidata all’impegno di pochi volonterosi pedalatori” … dovevo leggerlo!

Il libro è piacevole e a tratti divertente. Tutto il racconto, che oscilla tra episodi sovversivisi più o meno leciti di un associazione di ciclisti chiamata “Nouvelle Velò″ al cui interno operano segretamente le “Madri di biciclette”, è sapientemente condito da una costellazione di personaggi disegnati in modo macchiettistico che talvolta ricordano i ben più coloriti e profondi personaggi della saga Malaussene di Pennac. Proprio a questi personaggi e soprattutto al protagonista-presidente soprannominato simbolicamente Asfalto sono affidate le idee e le parole più ideologiche (qualche volta narrativamente sconnese suppur valide a mio parere, come se in puzzle incastri un pezzo a forza) su ecologia, viabilità alternativa, uso sconsiderato dell’auto e inefficienza delle istituzioni. C’è da dire che molte cose possono sfuggire ad un lettore non fiorentino, perchè oltre ad essere ambientato in una Firenze intasata dai problemi della viabilità tocca problematiche cittadine che per chi non è del posto può trovare difficoltà a comprendere. Resta comunque molto spassoso immaginarsi l’occupazione del “Palazzo Antico” da parte di un gruppo di ciclisti offesi e incazzati per aver assistito all’ennesimo sgombero delle biciclette legate al palo da parte dei carroattrezzi del comune o l’invasione di un tratto di autostrada operata da un centanio di biciclette scampanellanti. Insomma è un libro da leggere, soprattutto per chi è amante della bicicletta come mezzo di trasporto cittadino; aggiungo inoltre un invito a comprarlo per incentivare un autore nuovo come Fagioli (leggete una sua intervista qui) al suo secondo romanzo e una editoria che cerca di trovare nuove penne soprattutto nell’ambito locale come la Società Editrice Fiorentina.  

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Vietato andare in bicicletta, è indecoroso!

Posted by kinski on Mag 17 2009 | Firenze, Sfoghi, Opinioni

Qualche giorno fa su Repubblica.it è uscito un articolo che riportava gli allarmanti dati sulla mortalità stradale di chi va in bicicletta, ne risulta che la bicicletta è il mezzo più pericoloso. Calcolando come valore medio 1, per i ciclisti il rischio mortalità è 2,18 contro, ad esempio, lo 0,78 degli automobilisti. Cosa significa? Significa intanto che c’è più gente che va in bicicletta rispetto al passato (come si può constatare anche da qui) che nella tragicità del dato è l’unica cosa positiva (a mio parere), ma significa soprattutto che non c’è il minimo rispetto per chi ci va visto che dubito fortemente che un ciclista si schianti a 100 all’ora su un palo lungo la tangenziale. Ora l’articolo di Repubblica.it chiedeva nel suo blog di chi fosse la colpa secondo chi legge, se dei ciclisti irrispettosi delle regole stradali o degli automobilisti irrispettosi dei ciclisti; alcune risposte sono estremamente esilaranti, c’è chi dice che i ciclisti andrebbero eliminati perchè sono un pericolo pubblico o chi, geloso di pagare la sua tassa sull’automobile, ipotizza di dotare le biciclette di targa e bollo in quanto utilizzano le strade! Forse nessuno gli ha spiegato che sono nate prima le strade delle automobili e che sono state pensate per far muovere tutti gratuitamente principalemente a piedi. A me fa incazzare solo il fatto che si metta in discussione l’uso della bicicletta e che se la mortalità è alta la colpa è di che ci va; certo non posso negare che i ciclisti rispettano meno il codice stradale, ma la realtà è che per la mentalità comune le strade sono fatte per le macchine e una bicicletta è un impaccio e un fastidio senza che esista alcun rispetto per chi ha fatto una scelta giusta. Questo è inconcepibile! Il principio di base è che le città sono invivibile perchè inquinate, caotiche e imbottigliate da migliaia di macchine che paralizzano il traffico e che bisogna trovare mezzi alternativi sia privati che di massa a basso inquinamento ambientale, basso ingombro e basso inquinamento acustico e la biciletta è la principale risposta che abbiamo oggi per cominciare a risolvere il problema. Eppure che succede? Succede che i comuni non investono su infrastrutture per le biciclette come piste ciclabili, parcheggi per biciclette, possibilità di trasporto sui mezzi pubblici, sistemi di bike sharing e altro. Succede che le biciclette sono viste come un mezzo inferiore e di ingombro; succede che le persone non usano la bicicletta per paura di finire sotto una macchiana; succede che andando in bicicletta si muore non solo sotto una macchina, ma anche per colpa dello smog dei tubi di scappamento. Succede, come sta succedendo a Firenze, che, grazie al nuovo regolamento nel nostro grande “amico” e assessore alla Giunta Comunale Cioni, la polizia municipale porti via le biciclete legate ai pali perche in “divieto di sosta” con conseguente multa e rimozione forzata pari a 80 € circa più il deposito giornaliero (una bicicletta può costare molto meno!). Lo stanno facendo! Peccato che non stiano facendo i parcheggi per le biciclette. La motivazione è semplice, DECORO CITTADINO! Una bicicletta legata ad un palo fa schifo, un ingorgo in piazza Duomo è arte contemporanea.      

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New economy

Posted by sreckojurisic on Apr 21 2009 | Satira, Economia, Politica, Italia

Questo è un articolo con basi scientifiche. Sul serio. Chi scrive ha fatto un esperimento nei giorni scorsi. Ha visitato un numero imprecisato di siti d’asta in giro per la rete annotandosi le cose più bizzarre che vi sono “accattabili”. Ha escluso armi e munizioni di ogni lignaggio e fatta (cazzo se abbondano) e prestazioni sessuali (quante cose si imparano) concentrandosi solo su quelle cose che potrebbero strappare un benigno sorriso ai lettori. Siamo in campagna elettorale e quindi non ha incluso nell’elenco un vibratore di 25 cm con la testa di un noto politico italiano. Dico solo che è prodotto vicino ad Arcore, sul serio anche questo, e che se gli si innesta la marcia numero 3 emette mugolii e gemiti con la voce del politico in questione. Roba sconcertante. Ecco l’elenco: 1) Urina di lupo venduta per scacciare animali indesiderati dal vostro cortile; 2) Una sostanza che impedisce ai cani di mangiare la propria cacca con l’etichetta raffigurante un volpino coprofilo; 3) Profumo per maschi gay fatto per attirare altri gay  e qui non vi dico il nome perchè fa davvero scompisciare; 4) Urina “vergine” per superare i test antidoping con la scritta “fornitore ufficiale della Juventus”; 5) Un carro armato “formato famiglia” di produzione americana che può contenere cinque membri dell’equipaggio; 6) Un concentrato con l’odore di scorreggia in bottigliette tipo profumo; 7) Una specie di metal detector per gli UFO; 8) Un campione del terreno di Roswell su cui sarebbero atterrati gli alieni; 9) Il didietro di un cervo (vero eh!) senza le istruzioni per l’uso;10) Uranio.

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Cronaca, aggredito un pakistano… Ah sì?!

Posted by emionirico on Apr 16 2009 | Società, News, Sfoghi, Opinioni, Italia, Notizie, Cronaca



Ciao a tutti, quest’oggi vorrei portare alla vostra attenzione un fatto di cronaca gravissimo, accaduto un paio di settimane fa, accompagnato da un caso di disinformazione altretttanto gravissimo da parte dei nostri organi di stampa e di informazione nazionali. Premetto che questo gravissimo episodio, per essere compreso appieno, deve essere osservato mettendo da parte per un attimo, ma del tutto, le proprio simpatie e/o inclinazioni ideologiche relative alla politica che possano tradursi nello schierarsi dall’una o dall’altra parte, cosa che non porterebbe a nulla se non al solito scontro verbale a colpi di paroloni come “libertà“, “democrazia” e “diritto alla vita” col risultato di allontanarsi sempre più dai fatti. Per questo ci sono già Lupi, Gasparri, Cicchitto, solo per citarne alcuni. Torniamo ai fatti: lunedì 23 Marzo un Pakistano di 35 anni, Mohammad Basharat è il suo nome, lavoratore ed immigrato regolare in Italia, è stato aggredito a Tor Bella Monaca (Roma), mentre era fermo al semaforo sul suo furgone, da un gruppo di ragazzi, molto probabilmente italiani. Il malcapitato è finito in coma e versa in condizioni gravissime, tanto che a causa dell’emorragia cerebrale è stato operato al cervello ma le sue condizioni restano sostanzialmente disperate. La moglie, incinta di 3 mesi, ha abortito a causa del forte stress emotivo. In due parole, una vita ed una famiglia distrutte. L’ipotesi più accreditata, anche l’unica plausibile, è quella di un attacco xenofobo perpetrato sostanzialmente “a caso” su un immigrato per punirlo della sua “grande colpa” di essere straniero. Questa notizia francamente mi ha sconvolto. Ma non finisce qui. L’altro aspetto davvero inquietante è sul come, dove e quando sono venuto a conoscenza di questo gravissimo caso di cronaca. L’ho saputo infatti per caso, facendo zapping, e da TG4 (Rete 4), che non guardo assolutamente mai e che è quanto di più lontano ci possa essere relativamente ad una buona informazione. E quando? Domenica 29 Marzo, ovvero 6 giorni dopo che questo episodio orrendo è avvenuto. Vi dico che lo stesso giorno (29 Marzo) ho visto altri 2 telegiornali nazionali sulla Rai ed entrambi hanno dato ampio spazio ai morti accoltellati durante risse varie avvenute tra pregudicati e mezzi criminali a Roma, Milano ed Arezzo, ma nessuno ha speso neanche 5 secondi per riportare la vicenda del povero Pakistano di Tor Bella Monaca. Ma non finisce qui: io guardo il TG1 delle 20.00 tutti i giorni perché, nonostante il dazio di vedere tutti i giorni Italo Bocchino, ritenevo che almeno per i fatti gravi di cronaca fosse abbastanza equo. Ebbene, non c’è stata traccia alcuna di questo fatto gravissimo né il 23, ovvero quando il fatto è successo, né tantomeno nei giorni successivi. Potrebbe bastare, ed invece c’è dell’altro, purtroppo. Passiamo alla carta stampata nazionale, ovvero Corriere e Repubblica (entrambi online). Anche in questo caso non c’è traccia del fatto che qui ho riportato. Se andate a guardare il database dei fatti di cronana avvenuti nelle settimane precedenti non troverete nulla a questo riguardo. Al seguente link trovate, ad esempio, i fatti di cronaca del 23 Marzo de La Repubblica:

http://www.repubblica.it/cronaca/indici/index_9.html

L’unico spazio al gravissimo attacco xenofobo lo trovate sul Messaggero di Roma (a distanza di 6 giorni dal fatto):

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=52593&sez=HOME_ROMA

Altri trafiletti che riportano il fatto li trovate su siti minori di informazione locale o forum. Di seguito ne riporto un paio:

http://www.romatoday.it/cronaca/aggredito-pakistano-a-tor-bella-monaca.html

http://roma.indymedia.org/node/9068

Io mi auguro che qualcuno che leggerà questo mio intervento possa smentirni, possa dimostrarmi che forse dormivo mentre i TG nazionali, il Corriere e la Repubblica davano questa notizia gravissima e che quindi il dramma di una persona e di una famiglia dovuta alla demenza xenofoba, ottusa ed ignorante di un gruppo di lobotomizzati, non si accompagni ad un’informazione altrettanto ottusa e tendenziosa. Altrimenti a me vengono in mente pensieri strani. Ad esempio che una notizia del genere, in cui la vittima è un extracomunitario regolare e non un italiano, è in controtendenza con l’iniezione quotidiana di paura, diffidenza ed odio xenofobo verso gli stranieri (preferibilmente romeni), che le televisioni ed i giornali nazionali ci sparano in vena ogni giorno (pensate alla Caffarella ad esempio). A questo proposito concludo chiedendovi un piccolo sforzo: per un attimo, concentratevi sui fatti di stupro e di violenza che hanno avuto uno spazio spropositato su telegiornali e giornali ultimamente in questo “democraticissimo” paese. Bene, adesso provate ad immaginare cosa sarebbe successo se il fatto gravissimo che ho riportato fosse stato perpetrato da un gruppo di romeni ai danni di un nostro connazionale…

Ciao, Jacopo

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Terremoto made in Italy e i massonici millantatori della cinquantennale ultim’ora.

Posted by sreckojurisic on Apr 09 2009 | Berlusconi, Italia, Abruzzo


Il Governo (sempre quello del Popolo della Libertà provvisoria) circa una settimana fa ha inviato alle regioni le nuove leggi sull’edilizia dove erano previste delle «semplificazioni in materia sismica», per la grande gioia dei pazzi palazzinari (tra cui il premier figliodiputtanesco, che vorrebbe costruire delle newtown di cartapesta persino sulla propria pelata). Immediatamente dopo il sisma abruzzese hanno modificato in fretta e furia il testo: Claudio Scajola detta alle agenzie che il piano ca­sa «dovrà essere utile anche per le prote­zioni antisismiche» e il nuovo documen­to dato alle Regioni, ritoccato l’altro ieri in tutta fretta, ha un «articolo 2» nuovo nuovo con il titolo «misure urgenti in materia antisismica». Gli edifici costruiti secondo le norme sismiche prontamente crollano (l’ospedale dell’Aquila e lo studentato inclusi); gli esperti che prevedono i sismi (cosa confermata anche da altri istituti di ricerca) vengono denunciati per “procurato allarme”; i soccoritori hanno a disposizione i camion Fiat Om che non partono perché arrivati in Italia ai tempi del piano Marshall; la protezione civile del Friuli scesa solidale in Abruzzo non viene impiegata; i materassini gonfiabili vengono gonfiati a mano; Mara Carfagna (che Dio ce ne scampi) propone per i bimbi abruzzesi la “clown terapia”; tutto quanto sembra un film dei fratelli Coen invece è l’Italia governata da un premier redarguito dalla regina Elisabetta perchè urla durante il G20…

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Gremlins, Berlusconi e la morale degli anni ‘80

Posted by sreckojurisic on Apr 01 2009 | Berlusconi, Satira, Politica


Ci è capitato di recente di rivedere Gremlins (diretto, sorpresa, sorpresa, da Spielberg) e di apprezzarne la profondità morale.

Il film, raffigura una comunità perfetta, una cittadina yankee con tutti i suoi tipi umani, e l’effetto disastroso che su di essa ha la moltitudine di bestiole cattivissime che sanguinano roba verde e un mogwai buono, buono di nome Gizmo, da cui parte tutta la serie di sfortunati eventi. Le calamità sono dovute alla congenita incapacità della razza umana di rispettare alcune banali regole. La morale del film, pronunziata dal solito saggio cinese, sarebbe che gli umani (occidentali) non sono maturi e che con mogwai buono hanno combinato quello che hanno combinato tutto il mondo - un casino.

Siamo nell’84 (la decade, anzi lo stato mentale, è quello peggiore di tutti), la muraglia berlinese non è ancora caduta e Spielberg, lo semita più lungimirante, raffigura una serie di mostri nani che si vestono e atteggiano come uomini mettendo in piedi un’anarchia violentissima infrangendo leggi umane.

E poi uno vede sui giornali Berlusconi col capello da ferroviere e capisce che sono ancora tra noi…    

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L’onda, dall’Italia alla Germania

Posted by Alessandra on Mar 26 2009 | Politica, Italia, Cinema

Nei giorni scorsi si è tornati a parlare dell’Onda, il movimento studentesco che a novembre sembrava voler scuotere il nostro Paese e che a Roma pochi mesi dopo si è invece ritrovato asserragliato nella cittadella universitaria, dove i manganelli hanno ormai libero accesso. Scontrin e violenze di cui si è parlato troppo poco, considerando che i manganelli erano rigorosamente al contrario, che è stata proibita una manifestazione senza validi motivi, che mai come in questa occasione è stato evidente il clima di repressione e fascistizzazione delle istituzioni che da un anno a questa parte si respira a Roma. 

Nel frattempo è arrivato nelle nostre sale “L’onda” di Dennis Gansel, giovane regista tedesco  politicamente impegnato e da noi sconosciuto: un film intenso, veloce, carico e al tempo stesso semplicissimo.Un film che dovrebbe vedere chi si crogiola nella tranquillità di una vita vissuta all’ombra di diritti acquisiti senza combattere e quindi dati per scontati, ma anche chi crede nella forza delle proprie idee e nel diritto di imporle ad ogni costo, in quanto portatrici di un mondo migliore per tutti. Un film che dovrebbe essere presentato in ogni classe di ogni liceo del così detto ‘mondo occidentale’. 

Inutile addentrarsi nella trama, nulla sfuggirà alla vostra compresione per mancanza di ulteriori detagli,  come dicevo lo vicenza è tanto densa quanto semplice. Ma una domanda, la domanda che mette in moto tutto, la riporto su queste pagine sperando che raggiunga il maggior numero di persone possibile, oggi più che mai: 

Sapete cos’è l’autocrazia? E la dittatura?…e davvero pensate che oggi nel nostro Paese non potrebbe più succedere?

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20 e 21 marzo - “E morirono tutti felici e contenti” a Bologna e Milano

Posted by Staff on Mar 20 2009 | Libri, Eventi

Venerdì 20 marzo 2009 - Ora: 19.30/22.00

Luogo: Betty & Books - Bologna
Indirizzo: Rialto n. 23/a

Presentazione del volume “E MORIRONO TUTTI FELICI E CONTENTI“. Antologia di fiabe non più fiabe a cura di Massimo Avenali, edita dalla Neo Edizioni. 18 autori per 18 fiabe rivisitate, riscritte, mutate. Racconti che dissacrano passato, presente e futuro, che portano a paradossi inattesi. Racconti che inducono a contrarsi amaramente sfoggiando un radioso sorriso sulle labbra. Un’opera corale che non si era ancora mai letta.

Obiettivo: contagiare uno dei cuori della Bologna storica con il proprio morbo sarcastico.Nella trasgressiva e colorata cornice di Betty&Books una serata ad hoc per un evento dai contorni fiabeschi ma dal cuore adulto, sarcastico, ironico, amaro.Previsto aperitivo mangereccio.

Interverranno gli autori Carlo Calcaterra e Giovanni Di Iacovo, il curatore Massimo Avenali e gli editori Francesco Coscioni e Angelo Biasella.

 


 

Sabato 21 marzo 2009 - Ora:18.00/20.00

Luogo:Union Club - Milano
Indirizzo:Moretto da Brescia n. 36

Presentazione del volume “E MORIRONO TUTTI FELICI E CONTENTI“. Antologia di fiabe non più fiabe a cura di Massimo Avenali, edita dalla Neo Edizioni. 18 autori per 18 fiabe rivisitate, riscritte, mutate. Racconti che dissacrano passato, presente e futuro, che portano a paradossi inattesi. Racconti che inducono a contrarsi amaramente sfoggiando un radioso sorriso sulle labbra. Un’opera corale che non si era ancora mai letta.

La Neo calcherà suolo milanese portandosi dietro il suo gioiello “E morirono tutti felici e contenti“: un’abbagliante luce di sarcasmo e amarezza, un concentrato epidermico di ilarità e brutture. Saremo ospiti dello Union Club di Milano dove presenteremo la sconsideratissima antologia di “fiabe non più fiabe” .Con noi gli autori Francesca Andriani, Angela Buccella, Giovanni Di Iacovo e Nicola Manuppelli. Tutti sotto l’occhio attento del curatore Massimo Avenali. La Neo Edizioni a seguito.All’intensa voce di Emiliano Torresi sarà affidata la lettura di estratti.

(dai comunicati Neo Edizioni)

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Maristella Lippolis, Adele né bella né brutta

Posted by Biba on Mar 19 2009 | Recensioni, Libri

Maristella Lippolis, Adele né bella né brutta (Piemme, 2008). Pagine: 235. Prezzo: € 14,50.
Adele è una donna normale, né bella né brutta, come ce ne sono tante. Conduce una vita apparentemente tranquilla. Abita in un paesino del centro Italia, ha quarantacinque anni ed è sposata con Antonio, uomo dalle idee fortemente maschiliste e razziste. Non hanno figli e la loro vita scorre in un equilibrio precario ma comunque in equilibrio. Ha deciso di lasciare il lavoro nel momento in cui si è sposata, conducendo così un’esistenza da casalinga, occupata nella cura della sua abitazione e di suo marito, rinunciando per sempre al sogno più grande: diventare un famoso chef.
Questo va avanti fino a quando la vita della protagonista cambia radicalmente nel giro di pochissimo, appena nell’arco di un paio di mesi per un lasso che va da aprile a giugno. Tutto comincia nel momento in cui Adele scopre qualcosa di Antonio, che sembra avere un’amante. In questa sua scoperta, che porterà ad altro, si rivela di grande aiuto la moglie di suo cognato, Irina. Fino a questo momento il loro rapporto è stato solo superficiale, mai andato oltre i convenevoli, ma è nell’istante in cui Irina le chiede qualche suggerimento per migliorare le sue capacità in cucina che l’affinità muta di colpo portandole a una complicità e a una affinità notevoli. Quando poi Antonio decide di partire con suo fratello per qualche giorno, Adele e Irina affrontano invece un viaggio nel passato, iniziandolo con la visita a una vecchia zia di Adele, Clelia, padrona di un ristorante in un paese molto distante.
Nei giorni trascorsi insieme Adele affronta diverse esperienze dimenticate, sepolte per paura delle conseguenze, che hanno segnato però il cammino della stessa compreso il matrimonio. Riaffiorano dunque tutti gli errori, le occasioni perse, le riflessioni su ciò che è stato e ciò che è.
Al termine della breve ma intensa vacanza tornano a casa, qualcosa è cambiato ma Adele non si sente ancora pronta ad apportare grosse modifiche alla sua attuale vita, forse anche perché ha ancora bisogno di tempo per poter capire al meglio cosa fare e come comportarsi. Tutto questo fino a quando Antonio non le chiede di organizzare una cena in onore della sua candidatura alle elezioni provinciali, con una lista razzista di sua invenzione. Ed è proprio in occasione dell’evento la donna metterà darà forma alle proprie idee, al suo essere, nell’impresa di riprendersi una vita sua e più vera.
“Adele né bella né brutta” è romanzo piacevole, a volte ironico, a volte anche commovente, da leggere tutto d’un fiato.

Maristella Lippolis è nata a Ventimiglia ma vive a Pescara. È laureata in Giurisprudenza e lavora per la Provincia. A parte il suo lavoro, organizza anche laboratori di scrittura autobiografica e di storia orale. Ha pubblicato “La storia di un’altra”, che ha vinto il “Premio Chiara” nel 1999, e “Il tempo dell’isola”, entrambe con le edizioni Tracce.

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Vorrei che il culo di Berlusconi fosse edificabile…

Posted by xamav on Mar 17 2009 | Sfoghi

Ovviamente il titolo è solo una provocazione, lo dico perché visto che ormai tutto succede allora non si sa mai che poi uno ci crede. Vorrei. Vorrei tante cose. Ogni giorno quando accendo la tv vorrei spegnerla subito. Vorrei. Vorrei che il Papa quando parla dal suo balconcino con gli anelli e quella croce d’oro che peserà più della sua testa, vorrei che il Papa quando si affaccia e parla dei poveri bambini dell’Africa, di pregare per loro, vorrei che ci andasse a vivere in Africa. E non a fare un giro veloce, che non ha tempo di vederli tutti gli stati dell’Africa. Beati allora quelli che ci sono nati, che di tempo per conoscere la loro terra beffata e occupata e sfruttata e macchiata di sangue e soldi occidentali ne hanno eccome. Almeno fino a  che un macete non gli taglia una testa o una mina non gli fa saltare qualche dito. Vorrei. Vorrei che in carcere ci finissero i bastardi senza cuore assassini e stupratori. Vorrei che tutti avessero una casa e non un 30% in più che dove cazzo lo faccio se abito in città e neanche ho i soldi per l’affitto figuriamoci per comprarla una casa in mezzo al cemento per poi tirarla su con le minchiate del governo. Vorrei. Vorrei tutti attorno a una bella tavola imbandita, e libera,  in mezzo a un verde incontaminato o quanto meno compatibile con l’essere umano perché se non è la natura che si adatta all’uomo e al suo ambiente mi risulta impossibile ormai che possa essere l’uomo a rispettarla nella convivenza. Che forse allora, ad averla una possibilità del genere, neanche di carceri e vite stabilite in cubature avremmo bisogno.

E tanto meno delle cazzate di chi ti entra nel culo da una parte, e nell’anima dall’altra.

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