Questo è un articolo con basi scientifiche. Sul serio. Chi scrive ha fatto un esperimento nei giorni scorsi. Ha visitato un numero imprecisato di siti d’asta in giro per la rete annotandosi le cose più bizzarre che vi sono “accattabili”. Ha escluso armi e munizioni di ogni lignaggio e fatta (cazzo se abbondano) e prestazioni sessuali (quante cose si imparano) concentrandosi solo su quelle cose che potrebbero strappare un benigno sorriso ai lettori. Siamo in campagna elettorale e quindi non ha incluso nell’elenco un vibratore di 25 cm con la testa di un noto politico italiano. Dico solo che è prodotto vicino ad Arcore, sul serio anche questo, e che se gli si innesta la marcia numero 3 emette mugolii e gemiti con la voce del politico in questione. Roba sconcertante. Ecco l’elenco: 1) Urina di lupo venduta per scacciare animali indesiderati dal vostro cortile; 2) Una sostanza che impedisce ai cani di mangiare la propria cacca con l’etichetta raffigurante un volpino coprofilo; 3) Profumo per maschi gay fatto per attirare altri gay e qui non vi dico il nome perchè fa davvero scompisciare; 4) Urina “vergine” per superare i test antidoping con la scritta “fornitore ufficiale della Juventus”; 5) Un carro armato “formato famiglia” di produzione americana che può contenere cinque membri dell’equipaggio; 6) Un concentrato con l’odore di scorreggia in bottigliette tipo profumo; 7) Una specie di metal detector per gli UFO; Un campione del terreno di Roswell su cui sarebbero atterrati gli alieni; 9) Il didietro di un cervo (vero eh!) senza le istruzioni per l’uso;10) Uranio.
Ciao a tutti, quest’oggi vorrei portare alla vostra attenzione un fatto di cronaca gravissimo, accaduto un paio di settimane fa, accompagnato da un caso di disinformazione altretttanto gravissimo da parte dei nostri organi di stampa e di informazione nazionali. Premetto che questo gravissimo episodio, per essere compreso appieno, deve essere osservato mettendo da parte per un attimo, ma del tutto, le proprio simpatie e/o inclinazioni ideologiche relative alla politica che possano tradursi nello schierarsi dall’una o dall’altra parte, cosa che non porterebbe a nulla se non al solito scontro verbale a colpi di paroloni come “libertà“, “democrazia” e “diritto alla vita” col risultato di allontanarsi sempre più dai fatti. Per questo ci sono già Lupi, Gasparri, Cicchitto, solo per citarne alcuni. Torniamo ai fatti: lunedì 23 Marzo un Pakistano di 35 anni, Mohammad Basharat è il suo nome, lavoratore ed immigrato regolare in Italia, è stato aggredito a Tor Bella Monaca (Roma), mentre era fermo al semaforo sul suo furgone, da un gruppo di ragazzi, molto probabilmente italiani. Il malcapitato è finito in coma e versa in condizioni gravissime, tanto che a causa dell’emorragia cerebrale è stato operato al cervello ma le sue condizioni restano sostanzialmente disperate. La moglie, incinta di 3 mesi, ha abortito a causa del forte stress emotivo. In due parole, una vita ed una famiglia distrutte. L’ipotesi più accreditata, anche l’unica plausibile, è quella di un attacco xenofobo perpetrato sostanzialmente “a caso” su un immigrato per punirlo della sua “grande colpa” di essere straniero. Questa notizia francamente mi ha sconvolto. Ma non finisce qui. L’altro aspetto davvero inquietante è sul come, dove e quando sono venuto a conoscenza di questo gravissimo caso di cronaca. L’ho saputo infatti per caso, facendo zapping, e da TG4 (Rete 4), che non guardo assolutamente mai e che è quanto di più lontano ci possa essere relativamente ad una buona informazione. E quando? Domenica 29 Marzo, ovvero 6 giorni dopo che questo episodio orrendo è avvenuto. Vi dico che lo stesso giorno (29 Marzo) ho visto altri 2 telegiornali nazionali sulla Rai ed entrambi hanno dato ampio spazio ai morti accoltellati durante risse varie avvenute tra pregudicati e mezzi criminali a Roma, Milano ed Arezzo, ma nessuno ha speso neanche 5 secondi per riportare la vicenda del povero Pakistano di Tor Bella Monaca. Ma non finisce qui: io guardo il TG1 delle 20.00 tutti i giorni perché, nonostante il dazio di vedere tutti i giorni Italo Bocchino, ritenevo che almeno per i fatti gravi di cronaca fosse abbastanza equo. Ebbene, non c’è stata traccia alcuna di questo fatto gravissimo né il 23, ovvero quando il fatto è successo, né tantomeno nei giorni successivi. Potrebbe bastare, ed invece c’è dell’altro, purtroppo. Passiamo alla carta stampata nazionale, ovvero Corriere e Repubblica (entrambi online). Anche in questo caso non c’è traccia del fatto che qui ho riportato. Se andate a guardare il database dei fatti di cronana avvenuti nelle settimane precedenti non troverete nulla a questo riguardo. Al seguente link trovate, ad esempio, i fatti di cronaca del 23 Marzo de La Repubblica:
Io mi auguro che qualcuno che leggerà questo mio intervento possa smentirni, possa dimostrarmi che forse dormivo mentre i TG nazionali, il Corriere e la Repubblica davano questa notizia gravissima e che quindi il dramma di una persona e di una famiglia dovuta alla demenza xenofoba, ottusa ed ignorante di un gruppo di lobotomizzati, non si accompagni ad un’informazione altrettanto ottusa e tendenziosa. Altrimenti a me vengono in mente pensieri strani. Ad esempio che una notizia del genere, in cui la vittima è un extracomunitario regolare e non un italiano, è in controtendenza con l’iniezione quotidiana di paura, diffidenza ed odio xenofobo verso gli stranieri (preferibilmente romeni), che le televisioni ed i giornali nazionali ci sparano in vena ogni giorno (pensate alla Caffarella ad esempio). A questo proposito concludo chiedendovi un piccolo sforzo: per un attimo, concentratevi sui fatti di stupro e di violenza che hanno avuto uno spazio spropositato su telegiornali e giornali ultimamente in questo “democraticissimo” paese. Bene, adesso provate ad immaginare cosa sarebbe successo se il fatto gravissimo che ho riportato fosse stato perpetrato da un gruppo di romeni ai danni di un nostro connazionale…
Il Governo (sempre quello del Popolo della Libertà provvisoria) circa una settimana fa ha inviato alle regioni le nuove leggi sull’edilizia dove erano previste delle «semplificazioni in materia sismica», per la grande gioia dei pazzi palazzinari (tra cui il premier figliodiputtanesco, che vorrebbe costruire delle newtown di cartapesta persino sulla propria pelata). Immediatamente dopo il sisma abruzzese hanno modificato in fretta e furia il testo: Claudio Scajola detta alle agenzie che il piano casa «dovrà essere utile anche per le protezioni antisismiche» e il nuovo documento dato alle Regioni, ritoccato l’altro ieri in tutta fretta, ha un «articolo 2» nuovo nuovo con il titolo «misure urgenti in materia antisismica». Gli edifici costruiti secondo le norme sismiche prontamente crollano (l’ospedale dell’Aquila e lo studentato inclusi); gli esperti che prevedono i sismi (cosa confermata anche da altri istituti di ricerca) vengono denunciati per “procurato allarme”; i soccoritori hanno a disposizione i camion Fiat Om che non partono perché arrivati in Italia ai tempi del piano Marshall; la protezione civile del Friuli scesa solidale in Abruzzo non viene impiegata; i materassini gonfiabili vengono gonfiati a mano; Mara Carfagna (che Dio ce ne scampi) propone per i bimbi abruzzesi la “clown terapia”; tutto quanto sembra un film dei fratelli Coen invece è l’Italia governata da un premier redarguito dalla regina Elisabetta perchè urla durante il G20…
Nei giorni scorsi si è tornati a parlare dell’Onda, il movimento studentesco che a novembre sembrava voler scuotere il nostro Paese e che a Roma pochi mesi dopo si è invece ritrovato asserragliato nella cittadella universitaria, dove i manganelli hanno ormai libero accesso. Scontrin e violenze di cui si è parlato troppo poco, considerando che i manganelli erano rigorosamente al contrario, che è stata proibita una manifestazione senza validi motivi, che mai come in questa occasione è stato evidente il clima di repressione e fascistizzazione delle istituzioni che da un anno a questa parte si respira a Roma.
Nel frattempo è arrivato nelle nostre sale “L’onda” di Dennis Gansel, giovane regista tedesco politicamente impegnato e da noi sconosciuto: un film intenso, veloce, carico e al tempo stesso semplicissimo.Un film che dovrebbe vedere chi si crogiola nella tranquillità di una vita vissuta all’ombra di diritti acquisiti senza combattere e quindi dati per scontati, ma anche chi crede nella forza delle proprie idee e nel diritto di imporle ad ogni costo, in quanto portatrici di un mondo migliore per tutti. Un film che dovrebbe essere presentato in ogni classe di ogni liceo del così detto ‘mondo occidentale’.
Inutile addentrarsi nella trama, nulla sfuggirà alla vostra compresione per mancanza di ulteriori detagli, come dicevo lo vicenza è tanto densa quanto semplice. Ma una domanda, la domanda che mette in moto tutto, la riporto su queste pagine sperando che raggiunga il maggior numero di persone possibile, oggi più che mai:
“Sapete cos’è l’autocrazia? E la dittatura?…e davvero pensate che oggi nel nostro Paese non potrebbe più succedere?”
Dubbi ne avevo già: è da qualche mese che l’Italia gira in maniera strana - strana per chi non segue le vicende con attenzione, per chi invece si dimostra un po’ più sveglio semplicemente le cose non quadrano. Un esempio lampante c’è stato a Sanremo. La presenza di Maria De Filippi e la vittoria del suo protetto mai è potuta sembrare più scontata. A livello televisivo vuol dire: non dobbiamo più preoccuparci del dualismo Rai-Mediaset - ormai è tutta una grande Endemol-Famiglia che lavora per il bene (?) del Paese.
Ma risulta invece sempre più evidente come tutta l’informazione spinga verso una sola direzione, quella di chi è al potere: lo stesso secondo posto di Povia lo vedo come una grossa provocazione, come a dire:non avevamo il coraggio di farlo vincere, ma ricordatevi che queste parole un po’ reazionario-nazional-popolari devono rimanervi impresse nella mente.
Poi mi guardo la fine del Tg1 di oggi (domenica) e nella rubrica libri si presentano due libri - uno a favore del ponte sullo stretto e un altro che ripercorreva la storia di un fascista del ventennio.
Passando poi ai programmi trash, Domenica In versione Sanremo era tutta una riabilitazione di Povia e una specie di demonizzazione politica dell’intervento di Benigni, con Sgarbi che diceva che la posizione della Chiesa riguardo all’omosessualità è un sacrosanto diritto. Certo che dare del malato a una persona solo per le sue scelte sessuali non mi pare poi così legittimo.
Saranno casi isolati e non collegabili tra di loro, ma a me pare che qualcosa nell’informazione non vada più. Io ho sempre più l’impressione che nelle stanze di chi conta abbiano già deciso per i prossimi quattro anni che l’idea migliore è quella di spegnere una volta per tutte il cervello di noi esseri semi-pensanti. Auguri a tutti!
La caratteristica di ogni Regime che si rispetti è la mancanza di stile che si palesa attraverso quotidiani esempi di comicità scadente da parte dei capi politici, pessime scuse, anch’esse quotidiane, per i crimini di stato.
Quando tutto questo non basta il regime si avvale dei servigi di chi sempre gli è fedele: le forze armate, la polizia e simili. Gente di cui bisogna diffidare perché va in giro vestita sempre allo stesso modo, pericoloso esempio di servile omologazione.
In Italia succede proprio questo: si sgomberano centri sociali, si sgombera la munnezza, si proibiscono manifestazioni. Il tutto con poderoso dispiegamento di forze in uniforme.
Alemanno ha marciato su Roma, città in cui è praticamente impossibile commemorare l’antifascismo. La Gelmini propone di introdurre nelle scuole sempre più esercizio fisico. Il governo (rigorosamente con la minuscola) ha varato alcune leggi di segno lievemente razziale.
Attendo trepidante il momento in cui Berlusconi si metterà, come il Duce, a sciare a petto nudo.
Se gli dei ci sono, l’ultima trasmissione di Rete 4 prima di essere oscurata deve essere la diretta della lapidazione di Berlusconi con il suo sguardo vaccino, il fondotinta imperfetto e il grido che gli muore in gola.
Si parla di nuovo di Alitalia e di trattative che non si chiudono: stiamo per perdere la compagnia di bandiera, aiuto!
Ecco quanto avvenuto nelle ultime settimane, può aiutare a capire perchè la stragrande maggioranza dei dipendenti Alitalia non voglia la CAI e perchè i sindacati non stiano firmando.
Criteri che verranno applicati per la scelta dei 12500 dipendenti da assumere nella nuova compagnia per oltre 10.000 non ci sarà niente da fare, licenziati): nella riunione del 22 ottobre sono state esplicitate le modalità con cui saranno selezionati e riassunti i dipendenti del Gruppo Alitalia e Airone al netto delle espulsioni già dichiarate.
Questa la proposta nel dettaglio:
• il personale sarà scelto con criteri di assoluta discrezionalità gestionale
• non saranno riassunti i part time
• non saranno riassunti genitori affidatari unici di minori
• non saranno riassunti lavoratori invalidi in possesso dei requisiti di legge 104
• non saranno riassunti genitori con figli invalidi a carico (legge 104)
• non saranno riassunti lavoratori con familiari invalidi a carico (legge 104)
• saranno valutate discrezionalmente le percentuali di assenza per malattia dell’ultimo triennio
• sarà valutata l’anzianità aziendale
Ultima nota: pochi giorni fa un nutrito gruppo di dipendenti (o forse ormai ex dipendenti) Alitalia ha cercato di comprare una pagina di Repubblica o del Corriere per spiegare alla gente la loro versione dei fatti.
Gli è stato risposto che un simile articolo ‘non sarebbe stato adeguato alla linea editoriale’.
Questo giusto nel caso vi steste chiedendo come mai queste notizie non circolano…
Una volta mi capitò di fare la conoscenza di un signore che di cognome faceva “Accetticquai”. Era la prima volta che avevo a che fare con una persona il cui cognome era la prima persona singolare del passato remoto di un verbo inesistente. Da quel momento rifletto sui cognomi per dileggio. Mettiamo che uno voglia, qui, riflettere sul cognome della Ministra dell’Istruzione Pubblica: Gelmini. Non ci vuole molto per capire che si tratta di un potenziale cognome da libro Cuore con una sillaba mancante (la versione corretta sarebbe senz’altro Gelsomini). In un paese dove gli ultimi premier o aspiranti tali soffrono di manie di grandezza (hanno tutti i cognomi al plurale: Prodi, Berlusconi, Veltroni) e dove il governatore d’Abruzzo nella sanità combina “cose turche” rimettendosi Del Turco, è del tutto accettabile che il Ministro della Pubblica Istruzione contenga nel proprio cognome un errore di grammatica.
Mi ci sono voluti tanti mesi ma alla fine ci sono andato. Ho visitato il sito web del governo italiano capendo un sacco di cose: il governo non vuole risolvere i problemi del Paese. Nossignore. Perché altrimenti accorpare ben tre settori chiave e attualmente punti dolenti nel reggimento della cosa pubblica (lavoro, salute, politiche sociali) sotto un solo ministro che si chiama Sacconi, è presidente dell’associazione Amici di Marco Biagi ed è autore di un libro dal titiolo “Un futuro da precari?”? Oppure: perché affidare la cultura e i beni culturali a un Bondi («My name is Bondi, Sandro Bondi?», autore di Eremitismo ed evangelismo in Agostino da Fivizzano, OSA, Institutum Historicum Ord. S. Augustini, Roma, 1998). Al di là degli scempi vistosi (Bossi al Federalismo, le carfagne varie, ecc.) abbiamo pure un ministero per la «semplificazione normativa» (ci aiuta a compilare i moduli della dichiarazione dei redditi?) affidato a Roberto «Criceto Sudato» Calderoli. Ne abbiamo anche uno per l’«attuazione del programma di governo», qualunque cosa stia a significare quest’ultimo sintagma. Per chiudere, l’ennesima chicca sui cognomi di chi ci governa: con tutti gli scandali (calcio poli ecc.) abbiamo un sottosegretario allo sport, proprietario di farmacie e consulente farmacologico della Roma, di nome Crimi.
«Ho creato un marchio di moda che si chiama Principe d’Italia, una linea uomo sport chic. Ci credo molto e tra breve la lanceremo alla grande». Sono le ultime parole famose di Emanuele Filiberto di Savoia, che è uno
Che qualche anno addietro faceva pubblicità per una marca di sottaceti;
Il cui papà ha freddato impunemente un tipo con un fucile calibro 12, su in Svizzera;
Il cui papà ha preso parte, impunemente, s’intende, a uno scandalo tutto puttane & casinò;
La cui famiglia ha chiesto il risarcimento per l’esilio dopo che gli era stato concesso il rientro in Italia;
La cui mamma è imitata da Alvaro Vitali;
Che ha sposato un’attrice francese per darsi un tono e per avere un pargolo con l’erre moscia come la sua e ora se la spassa con una moretta sulle pagine di Chi;
Che a Striscia la notizia appare farfugliando ubriaco perso;
Tutto questo per dire che, se un giorno l’Italia dovesse davvero rompersi del sistema politico vigente, per favore non cominciamo a dire «Vogliamo il modello inglese» oppure «In Spagna la monarchia funziona» o anche «Nel Nord Europa i re vanno in giro in bici». Rieleggiamo Berlusconi come facciamo sempre quando non sappiamo cosa fare, che tanto sarà ancora vivo perché mummificato, ma non incoroniamo nessuno. Nemmeno la Miss Italia.
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