Archive for the 'Letteratura' Category

MADRI DI BICICLETTE di Massimo Fagioli

Posted by kinski on Giu 04 2009 | Firenze, Recensioni, Libri, Letteratura

Scendo le scale di casa mia, chiavi pronte per slucchettare la bicicletta legata al palo (ebbene sì, proprio ad un palo visto che non ci sono rastrelliere per le biciclette) e trovo sul sellino un volantino che pubblicizza un libro, un romanzo di un certo Massimo Fagioli che scopro vivere nel quartiere di Santo Spirito a Firenze, lo stesso dove abito io. Il titolo del libro è “Madri di biciclette”, la frase dell’introduzione recita così :
” … mentre le Amministrazioni gestiscono con affanno i problemi di mobilità e di inquinamento, la resistenza quotidiana è affidata all’impegno di pochi volonterosi pedalatori” … dovevo leggerlo!

Il libro è piacevole e a tratti divertente. Tutto il racconto, che oscilla tra episodi sovversivisi più o meno leciti di un associazione di ciclisti chiamata “Nouvelle Velò″ al cui interno operano segretamente le “Madri di biciclette”, è sapientemente condito da una costellazione di personaggi disegnati in modo macchiettistico che talvolta ricordano i ben più coloriti e profondi personaggi della saga Malaussene di Pennac. Proprio a questi personaggi e soprattutto al protagonista-presidente soprannominato simbolicamente Asfalto sono affidate le idee e le parole più ideologiche (qualche volta narrativamente sconnese suppur valide a mio parere, come se in puzzle incastri un pezzo a forza) su ecologia, viabilità alternativa, uso sconsiderato dell’auto e inefficienza delle istituzioni. C’è da dire che molte cose possono sfuggire ad un lettore non fiorentino, perchè oltre ad essere ambientato in una Firenze intasata dai problemi della viabilità tocca problematiche cittadine che per chi non è del posto può trovare difficoltà a comprendere. Resta comunque molto spassoso immaginarsi l’occupazione del “Palazzo Antico” da parte di un gruppo di ciclisti offesi e incazzati per aver assistito all’ennesimo sgombero delle biciclette legate al palo da parte dei carroattrezzi del comune o l’invasione di un tratto di autostrada operata da un centanio di biciclette scampanellanti. Insomma è un libro da leggere, soprattutto per chi è amante della bicicletta come mezzo di trasporto cittadino; aggiungo inoltre un invito a comprarlo per incentivare un autore nuovo come Fagioli (leggete una sua intervista qui) al suo secondo romanzo e una editoria che cerca di trovare nuove penne soprattutto nell’ambito locale come la Società Editrice Fiorentina.  

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Terzani, Kapuscinski, Politkovskaja: viaggio nella vecchia e nuova Russia

Posted by kinski on Mar 16 2009 | Società, Recensioni, Politica, Libri, Letteratura

Sono le 13.40 di lunedì 19 agosto 1991 a Mosca, simbolo indiscusso e granitico dello strapotere sovietico c’è un colpo di stato, i neostalinisti cercano di far fuori Gorbacev. E’ l’inizio della fine. Il golpe dura tre giorni, i neostalinisti non hanno l’appoggio di nessuno, Gorbacev torna al potere ma solo per dimettersi poco dopo; Elsin, presidente della Russia, destituisce il partito comunista al potere e lo rende illegale. L’U.R.S.S. è morta, il comunismo finito, Lenin definitivamente sepolto.
Tiziano Terzani si trova sul lunghissimo fiume siberiano dell’Amur in quei giorni, sopra un barcone chiamato emblematicamente “Propagandist”. L’U.R.S.S. non era assolutamente una terra unica, ma un’unione neppure troppo unita, anzi spesso nemica, di razze e di popoli, di vecchi stati sovrani e potenti e di culture millenarie. Terzani freme, vuole andare a Mosca, sente di trovarsi nel preciso istante di un cambiamento epocale, eppure intorno a lui è tutto silenzioso, sull’Amur tutto è fermo, tutto è riamsto come ieri e come è da 70 anni. Pensa che forse è a Mosca che bisogna essere ora, pensa che laggiù a migliaia di chilometri di distanza dall’Amur nel cuore e nel cervello di questo infinito impero qualcosa stia succedendo lungo le strade, che anche il popolo stia parteciapando al radicale cambiamento della sua storia. Muoversi in Russia non è facile e il golpe dura troppo poco. Terzani arriverà a Mosca solo un mese e mezzo dopo quel 19 agosto a comunismo caduto. In quel mese e mezzo attraverserà tutta l’Asia centrale ascoltando le testimonianze di popoli per lo più sconosciuti o peggio dimenticati come i Tagiki, gli Uzbechi, i Kazaki, i Chirghisi e gli Armeni, passando per città cariche di storia come Samarcanda, Baku, Bukhara. Il suo è un viaggio affascinante che lo porta a stretto contatto con la povertà, la paura e il sospetto verso il prossimo che i 70 anni di comunismo sovietico hanno lasciato in quei paesi. Parallelamente risorgono il senso di rivalsa, il nazionalismo e il fondamentalismo religioso che trasformano l’Asia centrale in una polveriera pronta ad esplodere. In ogni città piccola o grande che sia vengono tirate giù le statue di Lenin con ogni mezzo a disposizione, tutte le statue, migliaia di Lenin fino alla Piazza Rossa di Mosca dove Terzani sussurra sotto gli occhi delle guardie del KGB “Buonanotte, signor Lenin” in quello stesso mese d’ottobre simbolo della rivoluzione.

Non è facile per chi, come me, ha comunque un profondo rispetto per l’ideologia comunista leggere attraverso le parole di Terzani il degrado sociale e l’apatia spirituale che gli anni del comunismo sovietico hanno consegnato ai popoli dell’Unione; ed è ancora più difficile per chi ha vissuto durante la guerra fredda nella convinzione che il comunismo sovietico fosse l’unica possibilità di riscatto sociale. Era tutto falso. L’ateicissima Unione Sovietica di Stalin era un cimitero a cielo aperto dove nel nome di una nuova religione terrena si potevano commettere eccidi, stermini e genocidi di massa. Kapuscinski giornalista freelance come Terzani , da polacco vittima del dominio sovietico, ripercorre nel suo Imperium un viaggio tra ricordi, racconti ed esperienze attraverso tutta l’Unione Sovietica dal 1939 al 1992. La sua penna è meno affascinante di quella di Terzani, grazie alla quale il paesaggio, i sapori e l’aspetto delle terre dall’Asia centrale fanno da contrappeso alla realtà sociale che in esse vive e si muove. Kapuscinski si sofferma sulla storia, sui tragici eventi che colpiscono, talvolta agnentando, il tessuto sociale russo e panrusso; la sua scrittura è più fredda, diretta ed inesorabile. “Imperium”  è una costellazione di fatti e situazioni che descrivono il tragico e drammatico fallimento del sistema sovietico, eppure nessuno, neppure in Russia, si aspettava che quel monolitico sistema sociale e amministrativo si potesse sgretolare con tale rapidità:
” (…) proprio prima del disfacimento dell’U.R.S.S., nella sovietologia occidentale in genere e tra i politologi americani in particolare, s’era diffusa la teoria che l’U.R.S.S. rappresentasse il modello del sistema più duraturo al mondo. (…), tra i politologi americani non ce n’era uno che avesse previsto la caduta dell’U.R.S.S.”. (TESTO INTEGRALE)
Come dire, il grande potere che può avere l’informazione e la propaganda sull’immagine e la forza del potere politico. Ed è proprio nell’informazione, o meglio, nei “viaggi collettivi della società russa nel mondo dell’informazione” che Kapuscinski vede uno dei due processi che hanno portato al crollo dell’U.R.S.S.(l’altro lo lascio scoprire alla vostra lettura). Lo stato sovietico teneva fortemente sotto controllo l’informazione e l’opinione pubblica a tal punto che era pericoloso anche solo esprimere un parere critico o contrario al sistema; ecco perchè la “Glasnost” introdotta da Gorbacev fu una vera e propria rivoluzione sociale e culturale. La fase di transizione che si vive non soltanto in Russia, ma in tutti i paesi dell’ex Unione Sovietica ha portato grande scompiglio e indirizzi politici diversi in ogni nazione. Col grido morte al comunismo e viva la democrazia nei molti stati indipendenti nati dal crollo del ‘91 si può vedere di tutto; nella Russia federale c’è Putin che forse non è tanto diverso da uno Zar o da un segretario generale del vecchio partito comunista. Proprio come in passato si scopre che la maggior preoccupazione di Putin è quella di tenere sotto controllo l’opinione pubblica e quindi l’informazione. Tutti, o quasi, conoscono la giornalista Anna Politkovkaja uccisa “misteriosamente” nell’atrio del palazzo di casa sua a Mosca più di due anni fa. Lei raccontava le verità scomode, la tragica guerra cecena, i crimini commessi dall’esercito russo contro la popolazione, l’attentato al teatro Dubrovka dove fu instancabile mediatrica. Tutte verità che minano il buon nome di Putin che sulla lotta al terrorismo islamico e internazionale ha costruito la sua immagine e il suo potere. E’ stata uccisa da un sicario a faccia scoperta … “misteriosamente” … e non è stata l’unica. Dal 2000 la redazione del “Novaja Gazeta” il giornale dove Anna scriveva, nato nel ‘93 e da subito dichiaratosi indipendente, conta 5 vittime “misteriosamente” uccise oltre alle minaccie di morte ricevute da altri due giornalisti per le inchieste sul Caucaso e sull’uccisione della Politkovskaja stessa. Significative le parole del caporedattore Muratov che al rifiuto da parte della redazione di chiudere il giornale ha raccomandato di agire con cautela e di avere più rigardo per la propria vita. Proibito parlaresi intitola la raccolta di scritti della Politkovskaja uscita in Italia nel gennaio del 2007, edita da Mondadori: al suo interno un’interessante prefazione di Adriano Sofri e un insieme di articoli schietti e drammatici che ripercorrono le tragedie di una guerra che continua.
Non è tutto. Non figurano solo giornalisti nella lista di omicidi “misteriosi” della nuova Russia Federale, ma anche politici, e una in particolare una deputata e dirigente del partito “Russia Democratica” che si batteva per i diritti delle minoranze, soprattutto del Caucaso, e che già avevo incontrato nel libro di Kapuscinski; si chiamava Galina Starovoitova. Coraggiosamente aveva aiutato il giornalista ad entrare nel Nagorno Karabach, exclave armena in territorio azerbajgiano occupato dall’armata rossa e dalle milizie azerbajgiane. L’intento di Kapuscinski, far conoscere al mondo la situazione di quelle terre e il calvario del popolo armeno, l’intento della Starovoitova, fare in modo che Kapuscinski potesse vedere e parlare. Era il 1990, sarà uccisa “misteriosamente” otto anni dopo. Putin dichiarerà che non ci sono prove certe che si tratti di omicidio politico.
Venti anni fa crollava il muro di Berlino, la Russia federale compie 18 anni, ma il diritto all’informazione è un qualcosa che ancora non appartiene al popolo russo e panrusso.
Dovrebbe far riflettere la grande amiciazia che lega Putin a Berlusconi, dovrebbe far riflettere la considerazione che hanno questi due grandi amici dell’opinione pubblica.

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Cidade de deus

Posted by kinski on Set 17 2008 | Società, Libri, Letteratura, Cinema

Durante questa lunga e calda estate mi sono buttato nella lettura di un libro del quale non conoscevo l’esistenza fino al giorno in cui mi è capitato sotto mano mentre etichettavo un gruppo di libri in biblioteca (questa è una delle grandi fortune di lavorare in un posto pieno di libri). Il libro in questione è Cidade de Deus di Paulo Lins, titolo che è diventato famoso grazie al film omonimo, ma misteriosamente uscito in italia col titolo tradotto in inglese City of God di Fernando Meirelles. Due parole sul brutto viziaccio italico di cambiare titolo ai film stranieri: è pressoché incomprensibile il perchè in Italia il film debba essere conosciuto col titolo inglese, penso che non ci voglia un traduttore universale per capire che Cidade de Deus significa Città di Dio, anzi penso che sia molto più comprensibile che City of God visto che il portoghese è molto più simile all’italiano di quanto non lo sia l’inglese… ma tant’è noi ci teniamo il titolo inglese in nome dell’anglofonizzazione assoluta che gradualmente invade il pensar comune. 

Il film lo conoscevo già molto bene ed è per questo che ho comincato a leggere il libro. Presentato al festival di Cannes nel 2002 fece subito discutere per la crudezza con la quale metteva a nudo la realtà delle favelas di Rio, garantendosi così un buon successo di pubblico, ma non l’amata palma d’oro.  

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La figa del Cavaliere

Posted by ZefiruccioCrisafulli on Lug 29 2008 | Berlusconi, Satira, Politica, Letteratura

Il premier, nel formare il terzo governo Berlusconi, si è circondato di donne. Di dubbie qualità morali e intellettuali, ma comunque donne. La Carfagna ha sì la gamba corta all’italiana e la caviglia tozza, ma è comunque una donna. La “Ministra” dell’Istruzione porta l’occhiale alla Mughini ma è pur sempre una donna. Un simile comportamento del premier dalla folta chioma, oltre, naturalmente, a far pensare al citazionismo televisivo (ad es. Beato tra le donne) fa venire in mente un libello satirico del grande Gadda, Eros e Priapo, in cui l’ingegnere brianzolo diceva del priapismo del regime fascista (si può dire “fascista” in rete? sì?) e delle sue malefatte nel corso del virulento Ventennio. Qui non si ambisce a tanto ma ci preme sottolineare come il fare da onanista «che c’è andato moscio» del playboy senile che ci governa ci ricorda un po’ quello del buon Benito e di come non giovi al Bel Paese che di bello ha ormai solo le donne del Governo. La ricaduta sull’immagine dell’Italia è la stessa di Anna Falchi che, illo tempore, andò allo Zecchino d’Oro dove pianse, si masturbò fantasticando sul Mago Zurlì e altre simili amenità. Questo perché l’altra metà della pléiade la fanno La Russa, Bondi, Schifani ecc. Vediamo una soluzione al problema e la proponiamo a chi di dovere: fare un programma tipo le Veline (Le Ministrine? Le Vagine?), condotto da Marcello Pera per eleggere con gli sms del pubblico le ministre. Niente ballottaggi, spese, brogli ma un ministro in carne e figa con pochi centesimi di euro.     

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Concorso Edizioni Noubs & Sensopposto “Facce da curriculum”: I VINCITORI!

Posted by Staff on Mag 31 2008 | Concorsi, Letteratura, Blog

E’ con grande piacere che tutto lo staff di Sensopposto annuncia i nomi dei vincitori del primo concorso nazionale “Facce da curriculum“, organizzato da Edizioni Noubs (www.noubs.it) e dal blog Sensopposto (www.sensopposto.it). Di seguito vengono riportati nomi e cognomi degli autori che si sono distinti per genio, fantasia, critica e molto altro. Rispetto alle indicazioni iniziali lo staff di Sensopposto, di comune accordo con le Edizioni Noubs, ha deciso di restringere la selezioni a soli 16 autori per l’ottenimento di una rosa ancora più interessante.

Nei prossimi giorni maggiori indicazioni verrano fornite circa la pubblicazione che conterrà i vincitori e la data e il luogo della premiazione ufficiale.

Ed ecco i nomi dei vincitori (che nel frattempo verranno avvisati via e-mail):

RICCARDO MAGGI

DENIA DI GIACOMO

ADELMO MONACHESE

MAURIZIO SIGNORELLI

SIMONA MARTINI

MARIA LUISA MARICCHIOLO

GIANLUCA BEDINI

IVAN DI MARCO

LUIGI BRASILI

ENRICO FARAONI

AGNESE MONACO

LARA FONTANA

FABRIZIO BINI

STEFANO FACCINI

GIULIA RINOTTI

LUDOVICA MAZZUCCATO

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Cronache dall’altare, il matrimonio in famiglia. San Paolo agli Efesini.

Posted by emionirico on Mag 06 2008 | Sfoghi, Società, Storia, Religione, Opinioni, Eventi, Letteratura, Libri, Cultura

Leggetene e consideratene tutti, ovunque siate e qualsiasi cosa siate! Leggetene e appropriatevene con l’istinto di sapere e con la voglia di conoscere! Approfonditene il senso e le parole, andatene oltre le regole dell’imparare! Ogni domenica o quasi, dipende dalle scalette nuziali di quest’estate 2008, potrò assistere a celebrazioni sacre di matrimoni e così vorrei approfittarne per capire e leggere il senso di parole cotanto elevate secondo sacre scritture. Mi farò trasportare dai momenti e dai respiri delle voci dei testimoni di dio che nel sacramento di un matrimonio uniscono gli uomini agli dei. Il rito è lì e ne possiamo assorbire la linfa. Il rito è lì e dobbiamo viverne l’essenza. Così, visto che la sostanza di un’unione matrimoniale è così intima da non poter essere ogni volta vissuta da tutti noi “estranei”, almeno i testi e le scritture a fondamento della forma di tale unione sono a noi tutti disponibili. Così ve le rendo in nome della conoscenza e della cultura. Fatene ciò che sentite più vostro, seguite la vostra anima umana/divina! Se dalle scritture bisogna partire e ad esse bisogna tornare che il nostro giro inizi senza fine…

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (Ef 5,2.21-33)

Fratelli, camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi. Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo. Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto. E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola. Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito.

Parola di Dio

Tutti: Rendiamo grazie a Dio

 

SALMO RESPONSORIALE (Sal 128,1-6)

Rit. Benediciamo il Signore fonte della vita.

Beato l’uomo che teme il Signore

e cammina nelle sue vie.

Vivrai del lavoro delle tue mani,

sarai felice e godrai d’ogni bene.

Rit Benediciamo il Signore, fonte della vita.

La tua sposa come vite feconda

nell’intimità della tua casa;

i tuoi figli come virgulti d’ulivo

intorno alla tua mensa.

Rit Benediciamo il Signore, fonte della vita.

Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore.

Ti benedica il Signore da Sion!

Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme

per tutti i giorni della tua vita.

Possa tu vedere i figli dei tuoi figli.

Pace su Israele!

Rit. Benediciamo il Signore, fonte della vita

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11 aprile, Pescara, libreria Libernauta: “Cento anni di cultura palestinese” di Isabella Camera d’Afflitto

Posted by Staff on Apr 11 2008 | Libri, Pescara, Letteratura, Eventi, Estero, Cultura

Oggi 11 aprile 2008, ore 21, incontro con Isabella Camera d’Afflitto, docente di Letteratura Araba Moderna e Contemporanea dell’Università “La Sapienza” di Roma. L’autrice di “Cento anni di cultura palestinese” presenterà il suo libro (Edizioni Carocci, 2008) presso la libreria Libernauta di Pescara in via Teramo, 27.

Presenta Elvira Diana, docente di Letteratura Araba dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara.

Per informazioni: info@libernautalibri.it.

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“Corrispondenze di sensi” - A cura di Simona Camplone

Posted by Staff on Mar 24 2008 | Libri, Letteratura, Eventi

“Corrispondenze di sensi” - A cura di Simona Camplone sarà presente alla Fiera del Libro di Napoli GALASSIA GUTEMBERG 2008 - Stazione Marittima - presso lo stand di ALBUS EDIZIONI dal 28 al 31 Marzo 2008.

La raccolta di racconti epistolari di Autori di tutta Italia, tocca i temi più svariati, dall’intimista all’ironico, al sentimentale e al tragico.

Dalla prefazione di Simona Camplone: “Le librerie sono, da sempre, custodi e madri delle lettere di ogni tempo.Abbiamo sperato, perciò, che una piccola parte di esse ci arrivasse da qualche angolo della terra, ma sempre dagli stessi cuori che, a ritmo continuo, erogano sentimenti.Da chi ha di certo molte cose chiuse in fondo a sé e non riuscirà mai a comunicarle ad altro destinatario che non sia una lettera.E sono arrivate con il vento. Le più belle sono state raccolte, come le foglie cadute a terra in autunno, e, una a una, sono state delicatamente posate tra le pagine di un libro per conservarle, come si fa proprio con le foglie dai colori indimenticabili, per fermarle nel tempo.Il libro lo avete in mano ora. E quelle foglie vi racconteranno la loro storia”.

Info: www.albusedizioni.itinfo@albusedizioni.it - www.simonacamplone.it

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Arthur C. Clarke - Un maestro che scompare

Posted by alexkc on Mar 21 2008 | Notizie, Scienza, Libri, Letteratura, Cronaca, Cultura, Arte

Sono di parte. Clarke ha significato nella mia vita molto e ne ha segnato alcune tappe fondamentali. La passione per la fantascienza mi ha avvicinato alla letteratura fantastica e i romanzi di Arthur mi hanno convinto a scrivere la mia tesi di laurea su una delle sue storie.

Uno scrittore che al pari di Asimov (suo amico) non era un vero romanziere, quanto un uomo di scienza, un progressista, un giornalista che si prestava a raccontare storie esemplari, che pur mancando di quel piglio narrativo del grande scrittore sapevano catturare indissolubilmente il lettore anche più smaliziato.

Sarà ricordato soprattutto per il suo sodalizio con Kubrick in 2001 Odissea nello Spazio, un film, una storia che trascendono dal tempo cinematografico della pellicola imprimendosi negli occhi, nelle orecchie e nelle vene di chi ha la sensibilità di recepire stimoli tanto sofisticati e profondi.

Ma Clarke ha avuto dei meriti straordinari anche e forse soprattutto in campo scientifico: in un articolo del ‘46, Extra Terrestrial Relays, ha profetizzato l’utilizzo (al giorno d’oggi massiccio, ma allora ancor lontano da venire) dei satelliti geostazionari per le telecomunicazioni. In una dichiarazione successiva si rammaricava di non aver saputo sfruttare la sua intuizione brevettandola, essendo così riuscito a guadagnare solo i 15 dollari che gli erano stati pagati per l’articolo che aveva scritto. 

Ma l’onore di Clarke è stato anche infangato, è stato accusato atrocemente senza colpa. Accusato da due ragazzi di pedofilia si è potuto rivalere contro un giornale scandalistico inglese che aveva pagato i due facendo inventare false accuse ai danni dell’anziano scrittore forse solo per mettere in difficoltà il principe Carlo che era in procinto di dare una onorificenza a Clarke che già viveva nello Sri Lanka. Alla fine della storia il giornale ha dovuto porgere scuse ufficiali e Arthur ha potuto ricevere il suo “knighthood”.

Uomo colto e intelligente, ironico e generoso, Clarke è stato un faro che ha illuminato la science fiction sdoganandola da quei pregiudizi che hanno spesso relegato la letteratura fantastica in genere a una brutta copia dell’arte considerata alta.

Arthur, non posso che ringraziarti, navigherai sempre nei miei pensieri che conserveranno uno straordinario ricordo di te, che di sicuro hai reso migliore la mia vita e quelle di tante altre persone nel mondo.

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15 febbraio, ore 18 - Corrispondenze di sensi

Posted by xamav on Feb 13 2008 | Pescara, Libri, Letteratura, Eventi, Abruzzo

Presentazione del libro “Corrispondenze di sensi”  (Albus Edizioni, settembre 2007), un’antologia di lettere e scritture a cura della pescarese Simona Camplone. La presentazione si svolgerà venerdì 15 febbraio 2008 alle 18.00 nella Libreria Edison di Pescara in via Carducci 102/104 (Palazzo Esplanade). L’antologia è frutto di una selezione nazionale, effettuata via internet, di 17 brevi scritti a tema epistolare. Spiccano gli autori abruzzesi Martina Lumenti, di Pescara, Cristina Mosca, di Giulianova, Simona Novacco, di Pescara,  e Liliana Sghettini, di Pescara ma residente a Parigi. Saranno presenti la curatrice ed alcuni autori della pubblicazione. Condurrà la presentazione e quindi il dibattito Massimo Avenali, già curatore dell’antologia “Entrata d’emergenza - Dodici nuovi accessi all’Abruzzo” (Perrone Editore, Roma, 2007). Verranno letti dei brani di entrambe le antologie dagli stessi autori.

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