Archive for the 'Politica' Category

New economy

Posted by sreckojurisic on Apr 21 2009 | Satira, Economia, Politica, Italia

Questo è un articolo con basi scientifiche. Sul serio. Chi scrive ha fatto un esperimento nei giorni scorsi. Ha visitato un numero imprecisato di siti d’asta in giro per la rete annotandosi le cose più bizzarre che vi sono “accattabili”. Ha escluso armi e munizioni di ogni lignaggio e fatta (cazzo se abbondano) e prestazioni sessuali (quante cose si imparano) concentrandosi solo su quelle cose che potrebbero strappare un benigno sorriso ai lettori. Siamo in campagna elettorale e quindi non ha incluso nell’elenco un vibratore di 25 cm con la testa di un noto politico italiano. Dico solo che è prodotto vicino ad Arcore, sul serio anche questo, e che se gli si innesta la marcia numero 3 emette mugolii e gemiti con la voce del politico in questione. Roba sconcertante. Ecco l’elenco: 1) Urina di lupo venduta per scacciare animali indesiderati dal vostro cortile; 2) Una sostanza che impedisce ai cani di mangiare la propria cacca con l’etichetta raffigurante un volpino coprofilo; 3) Profumo per maschi gay fatto per attirare altri gay  e qui non vi dico il nome perchè fa davvero scompisciare; 4) Urina “vergine” per superare i test antidoping con la scritta “fornitore ufficiale della Juventus”; 5) Un carro armato “formato famiglia” di produzione americana che può contenere cinque membri dell’equipaggio; 6) Un concentrato con l’odore di scorreggia in bottigliette tipo profumo; 7) Una specie di metal detector per gli UFO; 8) Un campione del terreno di Roswell su cui sarebbero atterrati gli alieni; 9) Il didietro di un cervo (vero eh!) senza le istruzioni per l’uso;10) Uranio.

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Gremlins, Berlusconi e la morale degli anni ‘80

Posted by sreckojurisic on Apr 01 2009 | Berlusconi, Satira, Politica


Ci è capitato di recente di rivedere Gremlins (diretto, sorpresa, sorpresa, da Spielberg) e di apprezzarne la profondità morale.

Il film, raffigura una comunità perfetta, una cittadina yankee con tutti i suoi tipi umani, e l’effetto disastroso che su di essa ha la moltitudine di bestiole cattivissime che sanguinano roba verde e un mogwai buono, buono di nome Gizmo, da cui parte tutta la serie di sfortunati eventi. Le calamità sono dovute alla congenita incapacità della razza umana di rispettare alcune banali regole. La morale del film, pronunziata dal solito saggio cinese, sarebbe che gli umani (occidentali) non sono maturi e che con mogwai buono hanno combinato quello che hanno combinato tutto il mondo - un casino.

Siamo nell’84 (la decade, anzi lo stato mentale, è quello peggiore di tutti), la muraglia berlinese non è ancora caduta e Spielberg, lo semita più lungimirante, raffigura una serie di mostri nani che si vestono e atteggiano come uomini mettendo in piedi un’anarchia violentissima infrangendo leggi umane.

E poi uno vede sui giornali Berlusconi col capello da ferroviere e capisce che sono ancora tra noi…    

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L’onda, dall’Italia alla Germania

Posted by Alessandra on Mar 26 2009 | Politica, Italia, Cinema

Nei giorni scorsi si è tornati a parlare dell’Onda, il movimento studentesco che a novembre sembrava voler scuotere il nostro Paese e che a Roma pochi mesi dopo si è invece ritrovato asserragliato nella cittadella universitaria, dove i manganelli hanno ormai libero accesso. Scontrin e violenze di cui si è parlato troppo poco, considerando che i manganelli erano rigorosamente al contrario, che è stata proibita una manifestazione senza validi motivi, che mai come in questa occasione è stato evidente il clima di repressione e fascistizzazione delle istituzioni che da un anno a questa parte si respira a Roma. 

Nel frattempo è arrivato nelle nostre sale “L’onda” di Dennis Gansel, giovane regista tedesco  politicamente impegnato e da noi sconosciuto: un film intenso, veloce, carico e al tempo stesso semplicissimo.Un film che dovrebbe vedere chi si crogiola nella tranquillità di una vita vissuta all’ombra di diritti acquisiti senza combattere e quindi dati per scontati, ma anche chi crede nella forza delle proprie idee e nel diritto di imporle ad ogni costo, in quanto portatrici di un mondo migliore per tutti. Un film che dovrebbe essere presentato in ogni classe di ogni liceo del così detto ‘mondo occidentale’. 

Inutile addentrarsi nella trama, nulla sfuggirà alla vostra compresione per mancanza di ulteriori detagli,  come dicevo lo vicenza è tanto densa quanto semplice. Ma una domanda, la domanda che mette in moto tutto, la riporto su queste pagine sperando che raggiunga il maggior numero di persone possibile, oggi più che mai: 

Sapete cos’è l’autocrazia? E la dittatura?…e davvero pensate che oggi nel nostro Paese non potrebbe più succedere?

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Terzani, Kapuscinski, Politkovskaja: viaggio nella vecchia e nuova Russia

Posted by kinski on Mar 16 2009 | Società, Recensioni, Politica, Libri, Letteratura

Sono le 13.40 di lunedì 19 agosto 1991 a Mosca, simbolo indiscusso e granitico dello strapotere sovietico c’è un colpo di stato, i neostalinisti cercano di far fuori Gorbacev. E’ l’inizio della fine. Il golpe dura tre giorni, i neostalinisti non hanno l’appoggio di nessuno, Gorbacev torna al potere ma solo per dimettersi poco dopo; Elsin, presidente della Russia, destituisce il partito comunista al potere e lo rende illegale. L’U.R.S.S. è morta, il comunismo finito, Lenin definitivamente sepolto.
Tiziano Terzani si trova sul lunghissimo fiume siberiano dell’Amur in quei giorni, sopra un barcone chiamato emblematicamente “Propagandist”. L’U.R.S.S. non era assolutamente una terra unica, ma un’unione neppure troppo unita, anzi spesso nemica, di razze e di popoli, di vecchi stati sovrani e potenti e di culture millenarie. Terzani freme, vuole andare a Mosca, sente di trovarsi nel preciso istante di un cambiamento epocale, eppure intorno a lui è tutto silenzioso, sull’Amur tutto è fermo, tutto è riamsto come ieri e come è da 70 anni. Pensa che forse è a Mosca che bisogna essere ora, pensa che laggiù a migliaia di chilometri di distanza dall’Amur nel cuore e nel cervello di questo infinito impero qualcosa stia succedendo lungo le strade, che anche il popolo stia parteciapando al radicale cambiamento della sua storia. Muoversi in Russia non è facile e il golpe dura troppo poco. Terzani arriverà a Mosca solo un mese e mezzo dopo quel 19 agosto a comunismo caduto. In quel mese e mezzo attraverserà tutta l’Asia centrale ascoltando le testimonianze di popoli per lo più sconosciuti o peggio dimenticati come i Tagiki, gli Uzbechi, i Kazaki, i Chirghisi e gli Armeni, passando per città cariche di storia come Samarcanda, Baku, Bukhara. Il suo è un viaggio affascinante che lo porta a stretto contatto con la povertà, la paura e il sospetto verso il prossimo che i 70 anni di comunismo sovietico hanno lasciato in quei paesi. Parallelamente risorgono il senso di rivalsa, il nazionalismo e il fondamentalismo religioso che trasformano l’Asia centrale in una polveriera pronta ad esplodere. In ogni città piccola o grande che sia vengono tirate giù le statue di Lenin con ogni mezzo a disposizione, tutte le statue, migliaia di Lenin fino alla Piazza Rossa di Mosca dove Terzani sussurra sotto gli occhi delle guardie del KGB “Buonanotte, signor Lenin” in quello stesso mese d’ottobre simbolo della rivoluzione.

Non è facile per chi, come me, ha comunque un profondo rispetto per l’ideologia comunista leggere attraverso le parole di Terzani il degrado sociale e l’apatia spirituale che gli anni del comunismo sovietico hanno consegnato ai popoli dell’Unione; ed è ancora più difficile per chi ha vissuto durante la guerra fredda nella convinzione che il comunismo sovietico fosse l’unica possibilità di riscatto sociale. Era tutto falso. L’ateicissima Unione Sovietica di Stalin era un cimitero a cielo aperto dove nel nome di una nuova religione terrena si potevano commettere eccidi, stermini e genocidi di massa. Kapuscinski giornalista freelance come Terzani , da polacco vittima del dominio sovietico, ripercorre nel suo Imperium un viaggio tra ricordi, racconti ed esperienze attraverso tutta l’Unione Sovietica dal 1939 al 1992. La sua penna è meno affascinante di quella di Terzani, grazie alla quale il paesaggio, i sapori e l’aspetto delle terre dall’Asia centrale fanno da contrappeso alla realtà sociale che in esse vive e si muove. Kapuscinski si sofferma sulla storia, sui tragici eventi che colpiscono, talvolta agnentando, il tessuto sociale russo e panrusso; la sua scrittura è più fredda, diretta ed inesorabile. “Imperium”  è una costellazione di fatti e situazioni che descrivono il tragico e drammatico fallimento del sistema sovietico, eppure nessuno, neppure in Russia, si aspettava che quel monolitico sistema sociale e amministrativo si potesse sgretolare con tale rapidità:
” (…) proprio prima del disfacimento dell’U.R.S.S., nella sovietologia occidentale in genere e tra i politologi americani in particolare, s’era diffusa la teoria che l’U.R.S.S. rappresentasse il modello del sistema più duraturo al mondo. (…), tra i politologi americani non ce n’era uno che avesse previsto la caduta dell’U.R.S.S.”. (TESTO INTEGRALE)
Come dire, il grande potere che può avere l’informazione e la propaganda sull’immagine e la forza del potere politico. Ed è proprio nell’informazione, o meglio, nei “viaggi collettivi della società russa nel mondo dell’informazione” che Kapuscinski vede uno dei due processi che hanno portato al crollo dell’U.R.S.S.(l’altro lo lascio scoprire alla vostra lettura). Lo stato sovietico teneva fortemente sotto controllo l’informazione e l’opinione pubblica a tal punto che era pericoloso anche solo esprimere un parere critico o contrario al sistema; ecco perchè la “Glasnost” introdotta da Gorbacev fu una vera e propria rivoluzione sociale e culturale. La fase di transizione che si vive non soltanto in Russia, ma in tutti i paesi dell’ex Unione Sovietica ha portato grande scompiglio e indirizzi politici diversi in ogni nazione. Col grido morte al comunismo e viva la democrazia nei molti stati indipendenti nati dal crollo del ‘91 si può vedere di tutto; nella Russia federale c’è Putin che forse non è tanto diverso da uno Zar o da un segretario generale del vecchio partito comunista. Proprio come in passato si scopre che la maggior preoccupazione di Putin è quella di tenere sotto controllo l’opinione pubblica e quindi l’informazione. Tutti, o quasi, conoscono la giornalista Anna Politkovkaja uccisa “misteriosamente” nell’atrio del palazzo di casa sua a Mosca più di due anni fa. Lei raccontava le verità scomode, la tragica guerra cecena, i crimini commessi dall’esercito russo contro la popolazione, l’attentato al teatro Dubrovka dove fu instancabile mediatrica. Tutte verità che minano il buon nome di Putin che sulla lotta al terrorismo islamico e internazionale ha costruito la sua immagine e il suo potere. E’ stata uccisa da un sicario a faccia scoperta … “misteriosamente” … e non è stata l’unica. Dal 2000 la redazione del “Novaja Gazeta” il giornale dove Anna scriveva, nato nel ‘93 e da subito dichiaratosi indipendente, conta 5 vittime “misteriosamente” uccise oltre alle minaccie di morte ricevute da altri due giornalisti per le inchieste sul Caucaso e sull’uccisione della Politkovskaja stessa. Significative le parole del caporedattore Muratov che al rifiuto da parte della redazione di chiudere il giornale ha raccomandato di agire con cautela e di avere più rigardo per la propria vita. Proibito parlaresi intitola la raccolta di scritti della Politkovskaja uscita in Italia nel gennaio del 2007, edita da Mondadori: al suo interno un’interessante prefazione di Adriano Sofri e un insieme di articoli schietti e drammatici che ripercorrono le tragedie di una guerra che continua.
Non è tutto. Non figurano solo giornalisti nella lista di omicidi “misteriosi” della nuova Russia Federale, ma anche politici, e una in particolare una deputata e dirigente del partito “Russia Democratica” che si batteva per i diritti delle minoranze, soprattutto del Caucaso, e che già avevo incontrato nel libro di Kapuscinski; si chiamava Galina Starovoitova. Coraggiosamente aveva aiutato il giornalista ad entrare nel Nagorno Karabach, exclave armena in territorio azerbajgiano occupato dall’armata rossa e dalle milizie azerbajgiane. L’intento di Kapuscinski, far conoscere al mondo la situazione di quelle terre e il calvario del popolo armeno, l’intento della Starovoitova, fare in modo che Kapuscinski potesse vedere e parlare. Era il 1990, sarà uccisa “misteriosamente” otto anni dopo. Putin dichiarerà che non ci sono prove certe che si tratti di omicidio politico.
Venti anni fa crollava il muro di Berlino, la Russia federale compie 18 anni, ma il diritto all’informazione è un qualcosa che ancora non appartiene al popolo russo e panrusso.
Dovrebbe far riflettere la grande amiciazia che lega Putin a Berlusconi, dovrebbe far riflettere la considerazione che hanno questi due grandi amici dell’opinione pubblica.

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Prove di inciucio Rai-Mediaset e Tg a senso unico. Non sarà ancora dittatura, ma qualcosa non quadra

Posted by alexkc on Feb 23 2009 | Società, Televisione, Berlusconi, Sfoghi, Politica, Italia, Opinioni, Cultura

Dubbi ne avevo già: è da qualche mese che l’Italia gira in maniera strana - strana per chi non segue le vicende con attenzione, per chi invece si dimostra un po’ più sveglio semplicemente le cose non quadrano. Un esempio lampante c’è stato a Sanremo. La presenza di Maria De Filippi e la vittoria del suo protetto mai è potuta sembrare più scontata. A livello televisivo vuol dire: non dobbiamo più preoccuparci del dualismo Rai-Mediaset - ormai è tutta una grande Endemol-Famiglia che lavora per il bene (?) del Paese.

Ma risulta invece sempre più evidente come tutta l’informazione spinga verso una sola direzione, quella di chi è al potere: lo stesso secondo posto di Povia lo vedo come una grossa provocazione, come a dire:non avevamo il coraggio di farlo vincere, ma ricordatevi che queste parole un po’ reazionario-nazional-popolari devono rimanervi impresse nella mente.

Poi mi guardo la fine del Tg1 di oggi (domenica) e nella rubrica libri si presentano due libri - uno a favore del ponte sullo stretto e un altro che ripercorreva la storia di un fascista del ventennio.

Passando poi ai programmi trash, Domenica In versione Sanremo era tutta una riabilitazione di Povia e una specie di demonizzazione politica dell’intervento di Benigni, con Sgarbi che diceva che la posizione della Chiesa riguardo all’omosessualità è un sacrosanto diritto. Certo che dare del malato a una persona solo per le sue scelte sessuali non mi pare poi così legittimo.

Saranno casi isolati e non collegabili tra di loro, ma a me pare che qualcosa nell’informazione non vada più. Io ho sempre più  l’impressione che nelle stanze di chi conta abbiano già deciso per i prossimi quattro anni che l’idea migliore è quella di spegnere una volta per tutte il cervello di noi esseri semi-pensanti. Auguri a tutti!

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L’anti-Obama

Posted by sreckojurisic on Gen 27 2009 | Berlusconi, Politica, Estero, Senza categoria

  L’uno è alto, scuro, giovane e ha i capelli. L’altro è basso, bianco-Pierrot, vecchio e s’illude di avere i capelli.

   L’uno ha dietro di sé intellettuali come Bruce Springsteen, Tom Hanks, U2, Denzel Washington eccetera. L’altro ha dietro di sé intellettuali come Iva Zanicchi, Gabriella Carlucci, Elisabetta Gardini, Mara Carfagna. C’è anche Luca Barbareschi.

   L’uno ha in mente la rinascita americana che passerà attraverso l’economia e lo stato sociale, una rinascita che dovrebbe partire da dentro. L’altro ha in mente di massonizzare l’Italia con l’informazione goebbelsiana targata Carlo Rossella e svendendo l’economia italiana a se stesso.

   L’uno ha in mente degli Stati Uniti d’America nuovi, migliori. L’altro ha in mente gli Stati Uniti d’Italia.

   L’uno ha in mente un programma d’integrazione razziale importante. L’altro ha in mente, spalleggiato dal duo La Russa-Maroni, altri 20-30 mila soldati per le strade (cito) «per combattere le forze del male» e altri centri d’accoglienza posti in essere a scopo di vergognoso lucro.  

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Michelle e l’insostenibile fascino della bruttezza

Posted by Alessandra on Gen 26 2009 | Società, Politica, Opinioni, Estero

Mentre il mondo acclama la speranza del nuovo millennio, Barak-sono-molto-abbronzato-Obama, mi soffermo un attimo a considerare l’attenzione come sempre spropositata che i media dedicano alla consorte. Puntare sulla moglie per accalappiarsi le simpatie popolari è tradizione antica e universale, non c’è stata first lady che sia sfuggita all’analisi minuziosa della sua persona, e in genere la temperatura sale quanto più colei è bella, giovane o simil-tale, o al centro di tormentate vicende personali.

Non è questo il caso in questione: qui abbiamo una madre di famiglia, che dimostra esattamente l’età che ha, può sembrar tutto fuorchè una modella, e se ci capitasse di incontrarla al supermercato con addosso il maglioncino comprato all’upim e la stanchezza della giornata segnata sul viso, non esiteremmo a definirla brutta. Eppure.

Eppure gli americani sono impazziti per lei, è sotto i riflettori come poche, e soprattutto piace: motissimi commenti, poche critiche. Non è stata bistrattata nemmeno quando si è presentata all’insediamento del marito vestita di giallo canarino. Perché? L’elezione di suo marito è un evento storico, è la prima afroamericana a diventare first lady, ma  tutto questo non basta a giustificare la sua personale acclamazione popolare: e se il suo segreto fosse proprio il non esser bella?

Mi spiego: nella patinata immagine che ci viene ormai offerta del mondo dei potenti, quanto spesso succede che l’uomo del momento, giovane e aitante,  abbia al suo fianco una donna che non ha le misure giuste, né il naso all’insù, né le immancabili meches?

Michelle Obama (…ma non ci tengono al proprio cognome queste prime mogli americane?) è un modello raggiungibile per milioni di donne in tutto il mondo. I suoi fianchi grossi, l’andatura in fondo poco aggraziata, il volto dai lineamenti pesanti: quante donne riescono senza nemmeno rendersene conto a sentirsi simili a lei? Quante donne stanno oggi sognando che anche una bruttina sorridente può essere la regina incontrastata del palcoscenico?

Non è saggio fare pronostici quando si tratta di umori popolari, ma azzarderò: a meno di clamorosi passi falsi, Michelle rischia di essere la first lady più amata degli Stati Uniti d’America degli ultimi decenni. E il neo presidente rischia ben più di Clinton, se inciampa in una qualche stagista nella stanza ovale: credo che la solidarietà nei confronti della goffa e vivace Michelle supererebbe di gran lunga quella per Hillary, bionda e inamidata figlia dell’America bene.

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Gobierno ladrón e le prove generali di fascismo

Posted by sreckojurisic on Gen 23 2009 | Società, Televisione, Sfoghi, Politica, Opinioni, Italia

   La caratteristica di ogni Regime che si rispetti è la mancanza di stile che si palesa attraverso quotidiani esempi di comicità scadente da parte dei capi politici, pessime scuse, anch’esse quotidiane, per i crimini di stato.

   Quando tutto questo non basta il regime si avvale dei servigi di chi sempre gli è fedele: le forze armate, la polizia e simili. Gente di cui bisogna diffidare perché va in giro vestita sempre allo stesso modo, pericoloso esempio di servile omologazione.

   In Italia succede proprio questo: si sgomberano centri sociali, si sgombera la munnezza, si proibiscono manifestazioni. Il tutto con poderoso dispiegamento di forze in uniforme.

   Alemanno ha marciato su Roma, città in cui è praticamente impossibile commemorare l’antifascismo. La Gelmini propone di introdurre nelle scuole sempre più esercizio fisico. Il governo (rigorosamente con la minuscola) ha varato alcune leggi di segno lievemente razziale.

   Attendo trepidante il momento in cui Berlusconi si metterà, come il Duce, a sciare a petto nudo.

   Se gli dei ci sono, l’ultima trasmissione di Rete 4 prima di essere oscurata deve essere la diretta della lapidazione di Berlusconi con il suo sguardo vaccino, il fondotinta imperfetto e il grido che gli muore in gola.           

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In terra santa c’è posto per tutti

Posted by xamav on Gen 22 2009 | Sfoghi, Politica, Estero

Dice il Papa che “in terra santa c’è posto per tutti”. A me le parole con tante “t” e troppo corte fanno sempre un po’ dubitare. Mi ricordano frasi come “Meno tasse per tutti”, “Più tette per tutti”, “Meno tasse per Totti”, “Trentatrè trentini entrarono a Treno tutti e trentatrè trotterellando”… insomma, mi sanno sempre di cazzate.

Se in terra santa c’è posto per tutti, no, dico io, no, perché non ci va per primo il signor Papa? Se una guerra la si volesse far finire davvero, uno come il Papa potrebbe andare lì, sbandierandolo ai quattro venti e mettersi al centro della piazza più grande di Gaza modello bersaglio (magari con le belle e pregiate stoffe rosse così si vede) come un grande bersaglio umano sprezzante del pericolo che è pronto a cedere la vita per portare DAVVERO la pace. Che di belle parole, diciamocelo, dette da un balconcino, diciamocelo, ne ho un po’ le palle piene. E come diceva il mio vecchio insegnante di italiano alle superiori: “Ogni italiano ha sempre desiderato avere un balconcino da cui parlare”.

Comunque, ma che bel gesto sarebbe sarebbe andare lì in mezzo ai razzi e dire “Ragazzi io non mi muovo, sapete chi sono io? Il Papa. Sapete che succede se uno o l’altro mi prende in pieno? Che arrivano gli amici americani che in god we trust (dicono) e vi fanno il culo senza neanche pensarci e con l’appoggio del resto del mondo pro Cristo e famiglia bella. Insomma, io resto qui, in mezzo alla guerra, e voglio proprio vedere se non la finite… perché io non mi muovo da qui se non la risolvete una volta per tutte e senza ammazzarvi”.

Ecco, questo è il Papa che vorrei. Pur se di lui non me ne frega nulla ammetterei che sarebbe un eroe. Per davvero.

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Dolce voltagabbana

Posted by sreckojurisic on Gen 21 2009 | Satira, Politica

Il partito radicale è un partito fitness.
L’intero partito si esibisce in esercizi di tipo aerobico passando da un polo all’altro ad ogni campagna elettorale. Con disinvoltura.
Il loro leader storico, Pannella, si esibisce in periodiche cure dimagranti e purificanti (scioperi della fame e della sete) senza però trascurare il benessere spirituale (viaggi in Tibet e cose simili).
Il leader giovine, Capezzone, ha fatto un allenamento per la massa delle corde vocali secondo lo sistema “Sgarbi vocal training”, per poter meglio attaccare gli avversari ben più forti (Travaglio).
Il sistema Sgarbi consiste nel mettersi un paio di occhiali con montatura anonima per apparire intelligenti e ripetere sputazzando uno stesso vocabolo (solitamente «capra» o «bugiardo») 1.084 volte.
Naturalmente, gente così è un interlocutore inutile per quel che riguarda la delicata questione della legalizzazione delle droghe leggere e tutta la serie di questioni complesse legate all’aborto.

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