MADRI DI BICICLETTE di Massimo Fagioli
Scendo le scale di casa mia, chiavi pronte per slucchettare la bicicletta legata al palo (ebbene sì, proprio ad un palo visto che non ci sono rastrelliere per le biciclette) e trovo sul sellino un volantino che pubblicizza un libro, un romanzo di un certo Massimo Fagioli che scopro vivere nel quartiere di Santo Spirito a Firenze, lo stesso dove abito io. Il titolo del libro è “Madri di biciclette”, la frase dell’introduzione recita così :
” … mentre le Amministrazioni gestiscono con affanno i problemi di mobilità e di inquinamento, la resistenza quotidiana è affidata all’impegno di pochi volonterosi pedalatori” … dovevo leggerlo!
Il libro è piacevole e a tratti divertente. Tutto il racconto, che oscilla tra episodi sovversivisi più o meno leciti di un associazione di ciclisti chiamata “Nouvelle Velò″ al cui interno operano segretamente le “Madri di biciclette”, è sapientemente condito da una costellazione di personaggi disegnati in modo macchiettistico che talvolta ricordano i ben più coloriti e profondi personaggi della saga Malaussene di Pennac. Proprio a questi personaggi e soprattutto al protagonista-presidente soprannominato simbolicamente Asfalto sono affidate le idee e le parole più ideologiche (qualche volta narrativamente sconnese suppur valide a mio parere, come se in puzzle incastri un pezzo a forza) su ecologia, viabilità alternativa, uso sconsiderato dell’auto e inefficienza delle istituzioni. C’è da dire che molte cose possono sfuggire ad un lettore non fiorentino, perchè oltre ad essere ambientato in una Firenze intasata dai problemi della viabilità tocca problematiche cittadine che per chi non è del posto può trovare difficoltà a comprendere. Resta comunque molto spassoso immaginarsi l’occupazione del “Palazzo Antico” da parte di un gruppo di ciclisti offesi e incazzati per aver assistito all’ennesimo sgombero delle biciclette legate al palo da parte dei carroattrezzi del comune o l’invasione di un tratto di autostrada operata da un centanio di biciclette scampanellanti. Insomma è un libro da leggere, soprattutto per chi è amante della bicicletta come mezzo di trasporto cittadino; aggiungo inoltre un invito a comprarlo per incentivare un autore nuovo come Fagioli (leggete una sua intervista qui) al suo secondo romanzo e una editoria che cerca di trovare nuove penne soprattutto nell’ambito locale come la Società Editrice Fiorentina.
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La settimana scorsa ho parteciapto per lavoro ad un corso di aggiornamento sul reference in biblioteca, ovvero su quello che è il lavoro che svolgo io in quanto, pur lavorando dentro una biblioteca, non posso chiamarmi propriamente bibliotecario. Il reference non è altro che quell’insieme di strumenti, risorse e attività che la biblioteca offre all’utente per l’accesso alle informazione e alla conoscenza… e anche così rimane alquanto vago il ruolo che posso avere io in biblioteca. Può essere tutto e niente, posso limitarmi a stare seduto sulla mia sedia da ufficio e, come un commesso del supermercato, fare prestiti e restituzioni in modo meccanico e inespressivo, oppure, essere un punto di riferimento per l’utenza che ha bisogno di cercare e entrare in contatto con un tipo più o meno specifico di informazione. La seconda ipotesi mi sembra l’unica valida, penso, altrimenti che cosa lavoro a fare? Ma questo nell’Italia delle biblioteche non è certo il pensar comune, anzi per molti il solo azzardarsi ad accendere il cervello per aiutare l’utenza è un paradosso talmente grosso che richiede l’intervento di un qualche sindacato!
un lavoro garantito e sicuro che ti da la possibilità di lavorare il meno possibile avendo la pensione garantita. La biblioteca pubblica è per la maggioranza degli italiani un posto da frequentare qualche volta quando sei studente e poco più, perchè in Italia la biblioteca tradizionale e di conservazione è l’unica realtà che conosciamo. La biblioteca pubblica, comunale o di quartiere, è tutta un’altra cosa e le sue potenzialità sono infinite. L’insieme dei servizi che si possono trovare al suo interno, da internet gratis alla possibilità di ascoltare musica e vedere film, il bar al interno, le iniziative per grandi e piccini che periodicamente possono essere organizzate la rendono un posto estremamete gradevole dove passare due ottime ore in compagnia o da soli a fare ciò che più ci piace. Perchè la cosa funzioni, tuttavia, è necessario che l’attività di chi ci lavora tutti i giorni sia costante e organizzata, che implichi, oltre alla naturale gentilezza e predisposizione verso l’utenza (cosa nient’altro che scontata nel nostro bel paese), una volontà progettuale che abbracci le piccole iniziative come l’assecondare le tendenze culturali del momento mettendo in evidenza il materiale presente in biblioteca con scaffali tematici e vetrine delle novità, fino ai grandi servizi di reference.
Grazie ad internet ed al corso al quale ho partecipato ho potuto fare un giro nel resto d’europa e del mondo scoprendo che le principali biblioteche hanno un servizio di reference digitale estremamente efficace e interessante. Il reference digitale non è altro che il servizio di un bibliotecario a distanza, via telefono o, appunto internet. Oltre al Question point, che consiste nello scrivere una mail alla biblioteca chiedendo l’informazione necessaria e in due o tre giorni un bibliotecario risponde dandoti le informazioni che cercavil, altro servizio veramente interessante è la chat in tempo reale; un bibliotecario è disponibile in chat per ogni informazione e in pochi minuti riesce ad indirizzarti sui siti che ti possono interessare per la tua ricerca se non riesce lui stesso a risponderti accuratamente. Ho provato e subito sono stato accontentato. Ovviamente è tutto in inglese, perchè un servizio del genere in Italia non esiste ancora.
computer, figuriamoci se è disposto a fare questo tipo di servizio. Quello che voglio dire è che la biblioteca pubblica è un luogo estremante utile per tutti e chi ci lavora dentro deve conoscere le potenzialità e l’utilità del proprio lavoro. Pertanto spingo tutti, oltre a recarsi in biblioteca per qualunque necessità, a pretendere che le persone che ci lavorano dentro siano in grado oltre a darvi le informazioni di base e a svolgere il normale servizio che siano per voi dei veri e propri consulenti delle vostre ricerche, che vi sappiano guidare nel trovare tutte le informazioni che cercate.
Ormai da anni il traffico cittadino di Firenze è congestionato (già lo era di suo, ma adesso lo è di più) dai faraonici lavori per la realizzazione della Tramvia
Prato. Lunedì 3 dicembre, teatro
Comincerò da “Diramazioni“, evento di tre giorni, presentato dall’associazione culturale Cambiamusica! - Firenze, che ha svegliato la casa del popolo di