Archive for Febbraio, 2007

Marchette de nosotros

Posted by xamav on Feb 28 2007 | Recensioni, Teatro, Opinioni, Cultura, Aneddoti, Chieti, Abruzzo

Brutto, ma mica poco. Tanto! Cosa? Scusate ma non posso dirlo(?). Marchette. Che il bello e il brutto di zone piccole è che se magari ne parli male dai fastidio a qualcuno. Se ne parli bene di certo no. Fai bene. Punto. Vabbè ma a me lo spettacolo “Vieni avanti cretino!” di Insegno e Ciufoli proprio non è piaciuto!… cazzo, l’ho detto… che poi se uno fa marchette è probabilmente voce del verbo “marchettare”, nel mio di ora caso il verbo che ha voce sarà quindi “smarchettare”.

Però il “non mi è piaciuto” va motivato o altrimenti si parla a vanvera come avviene spesso, va messo il motivo, in breve, in brevis, o non va benes. Ecco, il punto è che si trattava di sketch su battute vecchie come il cucco rimesse in scena, freddure, che sembrava un barzellettiere di Bramieri buonanima… e sarebbe stato meglio. Altroché.

Insomma, se ridi dieci minuti e il tutto dura quasi un’ora e mezza è mica buon segno (poi altri del pubblico li sentivo ridere, mi chiedevo come facevano, poi ho pensato alla TV di oggi, e ho capito che è una buona palestra de filippica per il nulla) .

Che poi Insegno e company non è che mi stanno antipatici, ma mi aspettavo qualità nel ridere. Che forse io chieda troppo? Insomma, ora non marchetto, che tanto di articoli belli in merito ne usciranno per questo spettacolo che ho visto al Supercinema di Chieti, e fortuna che era gratis per me, che dovevo fotografarlo per lavoro… che poi alla fine le ballerine erano mica male, l’orchestra dietro coperta da un velo che appariva e scompariva a seconda delle luci era una bella idea. Peccato che mancava la cosa fondamentale di uno spettacolo comico: far sganasciare dalle risate.

Vabbè, saluto, ho smarchettato, prima o poi capiterà qui che marchetterò anche io, è certo, tutti ci cascano, ma è certo che sarà per qualcosa che davvero avrò gradito. A proposito, ma di arte moderna, vogliamo parlarne? Un cubo blu al centro di una stanza cosa diavolo è? Io mi infervoro su questioni del genere, che ora tutto è arte perché parte dal “Minchius Prolificus”, zona del cervello che pare sia sviluppata solo nei veri artisti… con la scusa di fare foto per riviste ne ho di cose da dire… questa la rimando alla prossima però.

P.S.: Una signora in buon dialetto ha detto, all’uscita, “Sì, c’ho spis pur vint euro…”

P.P.S.: “Marchettare”, Aut. Minch. Ric.

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Intorno alla figura dell’intellettuale in Abruzzo Citeriore - Breve trattato di biologia culturale pescarese (parte prima)

Posted by sreckojurisic on Feb 26 2007 | Società, Sfoghi, Pescara, Abruzzo

A Pescara, in epoche remote zona paludosa e malarica e in seguito crocevia delle vie della transumanza del centro-meridione italico, l’habitat si presenta oltremodo favorevole alle specie appartenenti alla cosiddetta fauna di matrice creativa. L’ambiente della ridente località del litorale aprutino si presenta salubre a causa della sua appena ottantennale storia amministrativa la cui giovinezza e dinamismo politici favoriscono moti culturali dei bipedi mammiferi a base di carbonio. La forte presenza dell’elemento equoreo (mare e fiume) conferiscono caratteristiche singolari alla fascia costiera pescarese. La brezza adriatica, ad esempio, ricca di iodio, favorisce lo sviluppo della corteccia cerebrale racchiudente funzioni necessarie alla posta in essere del pensiero artistico.
Nonostante le premesse naturali siano buone, in un simile ambiente svolgere le mansioni da intellettuale è una pratica ostica e comporta l’evolversi stando alle regole della selezione naturale, la darwiniana struggle for life. L’embrione dell’intellettuale di Pescara è pieno di buoni propositi e, dopo una gestazione canonica di nove mesi, nasce corredato di una vasta gamma di idee in nuce.
Cresce nutrendosi di carne di pecora adibita ad “arrosticino”, tipica pietanza locale ricca di proteine e di ferro, che gli dà nutrimento sufficiente allo sviluppo corretto delle facoltà mentali. Sin dalla più tenera età, egli crede di valere intellettualmente qualcosa e ambisce ad inserirsi nel movimento generale di idee cittadine. Imprende così un complesso processo di formazione. Inizialmente frequenta le pomeridiane partite di canasta della genitrice per apprendere i rudimenti del comportamento borghese e benpensante che in seguito cercherà di obliare ma che ne segnerà inevitabilmente l’etologia futura. (continua…)

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Problemi di “MESSA” a fuoco!

Posted by emionirico on Feb 25 2007 | Società, Sfoghi, Religione, Aneddoti

Da qualche giorno mi assilla una domanda tecnica e mistica allo stesso tempo, un quesito che mi attanaglia da quando ho iniziato a cercare, ma soprattutto da quando ho trovato, un tema per il mio post d’apertura! Il mio banco memoria si è riattivato al 28 febbraio 1988 in località Montesilvano all’interno della provincia di Pescara, giorno in cui la piangente rivierasca cittadina adriatica ha vissuto uno dei suoi eventi storici più importanti: l’apparizione della Madonna. Anzi no, l’apparizione di un segno divino!

Meglio essere precisi, l’apparizione era stata annunciata dall’allora parroco Don Vincenzo accompagnato da una veggente(?). Senza scendere in particolari chiacchierati e spettegolati su tali figure prima e dopo l’evento, ho ricordato l’attesa creata dal “sacro” apparire e dal “profano” meccanismo dei media e della massa di gente bisognosa di credere che il divino abbia bisogno di eventi pubblici per concretizzarsi. La vicenda è devastante tutt’oggi perchè è stata cementata in un dimenticatoio paradossale. Sarà perchè la maggior parte di coloro che sono accorsi da ogni parte d’Abruzzo (e fuori) e di coloro che si sono dati appuntamento sotto e sopra il fatidico Colle della Vecchia (famoso per lo scempio ambientale che subì a causa di una cava che l’ha sventrato in un fianco) già dal giorno prima, hanno subito danni alla vista per osservare il cielo. Attenzione, osservare il cielo nei pressi del sole a mezzogiorno circa di una giornata serena e limpida! La potenza della macchina propagandistica della fede e del misticismo coinvolse tutti, più o meno praticanti, più o meno fedeli! Tutti sono stati trascinati in questo turbine di eventi degno di Twin Peaks. I preparativi furono frenetici ed entusiasmanti. Alcuni più cauti, o miscredenti, si prepararono con occhiali da sole, lenti speciali, cannocchiali, zoom, teleobiettivi, videocamere, macchine fotografiche per poter guardare negli occhi il sole! Il risultato fu un delirante nulla di fatto! Niente di niente! Occhi bruciati sull’altare delle labbra di un evento costruito.

L’altra faccia della medaglia fu la scomparsa del parroco (anche se ricordo che tornò in altre parrocchie e ci fu gente che continuò a seguirlo nelle sue estasi funzioni religiose, stavolta al chiuso) e la cancellazione della sua assistente (non so, sarà stata messa al rogo?). Molti finalmente videro e continuano a vedere segni nel cielo e nel buio. La collina si è salvata, non subì la costruzione selvaggia di alberghi e santuari! Poco male ci hanno pensato pochi anni dopo a rendere possibile l’impossibile ricoprendo di cemento ogni centimetro disponibile con ville e case arroccate a guardia di quel falso santuario. Come per murare viva la propria coscienza e la propria vergogna, come per negare l’inganno e la propria colpa, tutto è stato sotterrato in esagerate cubature di cemento.

Ora, siccome credo che tutti sbagliarono attrezzatura e che anche mio padre fece un grave errore di valutazione provando con una striscia di negativo nero a convincersi che il suo ateismo fosse passeggero, la mia domanda è questa: “ma se allora avessi avuto un Nikon D80, con la sua rinomata capacità di messa a fuoco, sarei riuscito a cogliere i segni divini di quel 28 febbraio?”

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