Atto finale, dopo tante chiacchiere il proprietario dell’autosalone, dopo aver sputato sul governo (un po’ come sparare sulla croce verde) e dopo aver pianto soldi, aggiunge:
- Non sapete voi che spese che ha un’azienda del genere, neanche cinquanta euro possiamo farvi, neanche il portapacchi in regalo… perché lo stato fa tanti sconti, ma poi guardate che siamo noi che li anticipiano i soldi mancanti… e chissà quando ce li rimborsano…
- Vabbè, - fanno i miei - il bracciolo però…
- Ma mica è di serie il bracciolo.
- Appunto, a voi cosa costa?
- No, il bracciolo no… non sapete che spese abbiamo noi!
E conclude, lui, perché hanno tante uscite, è dura portare avanti un’autosalone del genere con quaranta persone che ci lavorano, e dopo averci fatto partecipi di queste confidenze delicate, a noi rivolte giusto perché siamo “amici” da anni (prima ancora che clienti da venti anni?, penso io), dopo averci detto che il portapacchi proprio no ma se vogliamo una cena da mille euro ce la offre, dopo averci detto dei problemi che hanno loro e di come ne discutono fra colleghi quando si ritrovano nei caffè di Roma, dopo tutto questo e neanche un bracciolo omaggio (anzi, se vogliamo ci toglie la ruota di scorta, che mio padre a tale affermazione ha sobbalzato pensando alla foratura-apertura del portabagagli-e puff! la ruota non c’è), dopo tanto ciarlare e piangersi addosso e glissare le richieste, aggiunge:
- Scusate, ora vado a messa che è tardi.
Ci saluta, cravatta di seta, va a messa e ci lascia con il suo sgaloppino (che sa un po’ di piatto a base di carne condita in vari modi, poi l’uomo è carne e a far condire sì che si fa condire, con tanto di spiedo ascendente). Va a messa con l’abito bello.
E io, che mi trovo dentro l’autosalone con i miei che bisogna cambiare la vecchia auto ormai, io penso… ah!, lui ha problemi di soldi, che si è impressionato poverino a vedere tanti sconti offerti dallo stato e riportati sul prospetto che ci hanno appena fatto per la Modus…
E mentre penso guardo la sua cravatta di seta, penso al Cristo che sta per andare a trovare, lancio uno sguardo al salottino al centro dell’autosalone dove c’è langolo bar e un maxi schermo al plasma acceso dove colleghi suoi leggono il giornale e non mi sembrano affatto corrucciati di questi sconti in bilico di rimborso. Vedo e penso. Va a messa, amen, scusate proprio il portapacchi no che già stiamo al limite, Arrivederci, coscienza a posto perché piange le spese che ha. Piange soldi, lui. Noi, amici prima ancora che clienti, noi che ne abbiamo girati molti di concessionari anche della stessa casa e che abbiamo visto che neanche un prezzo di favore ci ha fatto, noi firmiamo, che la macchina, alla fin fine, ci serve. Amen.
Eppure le abbiamo provate tutte per trattare… pensare che abbiamo applicato anche la tattica Ikea che prevede che la base girevole Sturgulp, ad esempio, si trovi in mostra sia al reparto cucina nell’impego di “vassoio girevole per pietanze”, sia al reparto soggiorno come “base girevole per orientare meglio la televisione”. Per non parlare della multipresa 3 uscite 2 pezzi Koppla nel reparto X impegata per attaccare Y, poi nel reparto Z per attaccare W, poi nel reparto A per attaccare B… e così via fino al tuo reparto per attaccarti al piffero, che alla fine quando hai finito il giro e la Koppla l’hai avuta sotto agli occhi per circa 4 ore allora dici Mmh, ma sai che la Koppla mi serve proprio che devo attaccarci… e così ti attacchi, e cedi, al martellamento visivo ed esci pieno del certamente immancabile articolo Skazzo.
Ecco la tattica Ikea, martellare.
Che significa?
Noi quelli dell’autosalone dove abbiamo preso la macchina nuova anche a tale martellamento li abbiamo sottoposti, ci siamo presentati in varie formazioni a chiedere sempre le stesse informazioni e sconti: io e mio padre, io e mio cognato primo, mio padre e mio cognato primo, mio padre e l’altro mio cognato, mio cognato primo e mia madre, mia madre e mio padre, io e mio padre e la mia ragazza e mia madre. E così via. Li abbiamo martellati, ma forse ecco, di fronte a tanta grazia la tattica Ikea proprio non basta.
All’atto della stipula, senza parlare dei molteplici preventivi della concorrenza presentati sfacciatamente da noi sotto i loro occhi, senza sentirci dire sì ma possiamo togliervi qualcosa (no il bracciolo ho capito che è peggio di un invito da mille euro a cena)… all’atto della stipula ci presentano il contratto, noi ci guardiamo in faccia, alla fine costa come acquistarla da altre parti, alla fine firmiamo.
E com’è che quando vado a Ikea invece mi fregano sempre che cedo a furia di essere martellato?
Forse all’Autosalone, però, che sono così devoti. Qualcosa di miracoloso accade davvero. E allora cedi tu. E quasi ti dispiace quando il proprietario batte cassa e se ne va mogio mogio, che altro proprio non può fare per noi se non prendersi quelle poche migliaia di euro e destinarci una preghiera. E allora, appunto firmiamo.
Popularity: 12% [?]