Ha vinto la causa, e se ne dovrebbe parlare a gran voce di questo, perché nonostante le tante difficoltà politiche e quanto si tiene a mettere a tacere circa il comportamento ignobile e vile della polizia durante il famoso G8 di Genova, la signora Rita Sieni, di 44 anni, che il 21 luglio del 2001 fu inseguita e picchiata selvaggiamente dai tutori della legge, ha finalmente ottenuto giustizia.
Ci sono qui da mettere bene in chiaro i danni che la donna riportò: frattura di una mandibola, trauma cranico, lesioni varie in tutto il corpo.
Certo, all’epoca dei fatti, come non scambiare per una terribile e pericolosa black block una donna che manifestava con il gruppo pacifico “Coordinamento pinerolese contro il G8″? Ecco perché quando la signora scappò, come molti e giustamente vedendo i fumogeni e la carica scoordinata e cieca della polizia, fu inseguita presa e picchiata ripetutamente a manganellate. Beh, come non capire che non stavano massacrando un black block? Ecco perché, per giunta, la signora Sieni si beccò anche la spruzzata in faccia di un liquido urticante che la rese cieca per alcuni minuti
Ora il risarcimento, però, di 24.300 euro per danni biologici ed esistenziali, io sinceramente non lo farei pagare allo Stato come invece avverrà… secondo me questo è un fatto ancora più grave (o quasi) perché diventa che lo Stato paga materialmente le violenze commesse dai suoi stipendiati. Non so cosa sia accaduto a quei poliziotti, probabilmente per punizione saranno stati promossi ispettori, ma non ci sto, io, che pago le tasse, a rimetterci di tasca mia per le bravate squadriste e folli e sanguinarie di chi per giunta indossa una divisa e invece di difendere il cittadino lo aggredisce, anzi, quasi lo ammazza.No, non ci sto.E dovrebbe essere, questo, un pensiero diffuso, dovrebbe essere lampante o altrimenti mi chiedo cosa ci voglia di più chiaro di così, e lo dico a prescindere dal partito politico e dalla propria posizione in merito a quei giorni terribili. Che videro davvero la demente percolosa follia dei black block ma anche l’inutilità e la violenza della polizia sempre, guarda caso, controtempo (che quando arrivava la polizia la carica scattava sui manifestanti che li avevano chiamati e che magari le avevano già prese dai black block). E in mezzo a tanto caos e inettitudine ecco i manifestanti, quelli pacifici… quelli che più ci hanno rimesso… anche se per qualche politico bontempone nostrano ormai il termine “pacifista” è equivalente a “terrorista”. Ma questa è un’altra storia, è colpa dell’ignoranza che serpeggia prolifica nella politica che comanda.Chiudo, e ripeto. Aver vinto una causa del genere, sapendo quanto è difficile riuscire a dimostare di aver ragione anche se si è evidentemente parte lesa, dovrebbe:
1. Far capire come vanno le cose, che pian piano a distanza di anni esce la verità. All’epoca, invece, sembravano tutti delinquenti e terroristi i manifestanti, e santi gli agenti di polizia.
2. Far pagare agli agenti stessi, che non la passino liscia, perché è quanto di più infame possa esistere chi fa l’esatto opposto di quel che la propria divisa gli imporrebbe. Divisa che lo stesso innocente che subisce violenza, tra l’altro, gli paga attraverso le tasse.Non c’è da pensare in questo? Infine, io quando ripenso al G8 ho sempre due immagini, una riguarda le foto di un mio carissimo amico, un poliziotto, un ventenne che stava lì in quei giorni a fare il suo lavoro, una bravissima persona, uno che ho visto in foto, nel cuore di Genova, tutto trofio abbracciando la sua arma, poi in posa puntandola come stesse sparando, poi ancora in pose maschie fatte di adrenalina di caricatori e giochi di guerra. Divertenti, le foto, se non fossero state vere, in un clima vero di guerriglia, fuori da certi terribili avvenimenti. E invece, eccolo, ho visto il gioco in foto, in un contesto del genere. Lui e la sua squadra, tutti così in foto, senza niente di male, se fosse stato carnevale. Eppure era proprio quel G8.
Poi mi viene in mente anche un’altra cosa, penso che le manifestazioni di piazza, soprattutto quelle importanti che hanno risonanza, sono ottime per fermare le manifestazioni di piazza stesse. Perché se è caos, se è paura e violenza, se è il far west e il pericolo reale di morte in onda 24 ore su 24 e con una eco abnorme, allora sì che il pacifista che è rimasto a casa la volta successiva anche ci resterà a casa, così come in primis chi ci è stato, e che è tornato con la testa fracassata.
Penso, quando vedo queste cose (che poi non si sa mai chi siano questi black block), penso che così si crea terrore, quindi paura, quindi sfiducia a partecipare a certe occasioni. Mi pare si chiami terrorismo una cosa del genere…
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