Archive for Luglio, 2007

Orgoglio e pregiudizio oggigiorno

Posted by xamav on Lug 18 2007 | Lavoro, Sfoghi, Aneddoti

Il pensiero comune diviene apologia di reato.

Luglio, fa proprio caldo, forse è questo che manda in pappa il cervello, quando si sta per strada, che non si ragiona. Nel parcheggio di fianco al liceo a Pescara ho appena spento la macchina, vedo subito che si avvicina un tizio, un ragazzo. E’ pieno di piercing, ha un cartellino appeso al petto ma penso “che ci vuole a farsene uno stampato a casa?”… già so che dovrò mollargli qualche spicciolo, chissà che vuole, chissà che scuse mi butta. Tanto vanno nei buchi alle braccia questi soldi, già lo so. Eccolo:
- Salve, quanto sosta nel parcheggio?
Mi si rivolge cordiale, non capisco, sembra a posto.
- Quanto costa, come funziona? - chiedo io.
- Mezz’ora sono 50 centesimi.
Il mezzo tossico ha messo pure le tariffe, penso, e mica si vergogna questo abusivo.
Ha un blocchetto in mano, guardo bene il suo tesserino al petto, sembra regolare.
Pregiudizi.
Mi sbaglio.
Mi vergogno del pensiero, in alcuni termini sarei uno psicocriminale per Orwell in 1984. Il ragazzo mi rilascia regolare ricevuta infatti, la guardo, è tutto a posto. Mi sbaglio io, prevenuto io a osservargli l’anima sbirciando dai suoi vari buchi alle orecchie.

Passa qualche ora. Giornataccia per il mio pensiero. Mi ricapita.

La cassiera del Sosty. Sto alla cassa, ma il pregiudizio errato di prima mi porta a giudicarmi e guardare bene prima. Ha numerosi tatuaggi sul braccio scoperto dalle mezze maniche della sua semplice maglietta che indossa. Una ragazza come tante, ma tutti quei tatuaggi… qui stiamo al discount, non posso sbagliarmi, ma se me la fossi trovata per strada, se mi avesse fermato, se avessi buttato l’occhio prima sulle sue braccia rispetto che sulle sue parole, che magari poteva essere lei la parcheggiatrice  regolare (e non abusiva!), se l’avessi trovata in quel contesto tra la strada e non in un supermercato dietro la cassa (dove c’è poco da equivocare su chi sia), se… cosa avrei pensato?

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Il minchione di turno: alla guida di SMART e MINI. E la Nuova 500?

Posted by xamav on Lug 16 2007 | Motori, Società, Sfoghi

Quante volte, facciamo una statistica, intima magari che chi non vuole esporsi posso capirlo, è comprensibile non voler parlare di Smart e Mini, anzi, non voler parlare di quel 90% tra quelli che la possiedono costituito da imbecilli. Sì, imbecilli. Qualcuno si è mai accorto di almeno un paio di cose?
1. Le ragazze che guidano la Smart sono quasi sempre “bbone”.
2. Chi guida la Smart è quasi sempre un cretino. Che non sa guidare, che parte a razzo senza mettere la freccia, che svolta senza mettere la freccia, che se accosta in mezzo alla strada non mette le 4 frecce. Che lui/lei ha la Smart, è piccola, come fa a dare fastidio?
No, la cosa è grave, propongo uno studio psicologico. Forse chi ha la Smart, ma in buona percentuale anche chi ha la Mini, davvero crede che quando la sua macchina può intralciare il traffico perché parcheggiata di punta in un lato della strada allora è piccola e non crea problemi, mentre quando calano le tenebre è un salotto con musica a tutto volume e luci accese nell’abitacolo per mettere in evidenza che la guida. Mi capita spesso di incrociare Smart con la luce interna accesa. Con la Mini, come dicevo, accade pressoché la stessa cosa, anche se con questa macchina è più probabile trovare riscontro con il punto 1.
Ora, quello che mi spaventa, come non bastasse l’idiota classico alla guida della Smart (in genere l’idiota classico alla guida della Smart si riconosce dalla macchina che guida, l’idiota alla guida della “Smart” appunto, e poi dalla faccia allampadata e dal capello rifatto… oltre che dal colletto chiaro della camicetta D&G)… dicevo, come non bastasse l’idiota classico, ora temo davvero che si aggiungerà anche l’idiota alla guida della Nuova 500, e qui dico che c’è da temere. Chi spende 19.000 euri per una full otpional da taschino? Ecco, chi ce li spende non deve stare tanto bene con il cervello, oppure ne ha così tanti che se ne frega… però penso più alla prima ipotesi, presto non ci saranno soltanto Smart guidate da gnocche che entrano contromano nelle strade con la testolina un po’ sporta in avanti e gli occhi fissi appena oltre la punta del proprio nasino di plastica, ora non ci saranno più soltanto sterei a palla guidati da muscoli maschi tesi e trofi che bruciano l’asfalto con la propria Mini con slalom magistrali nel traffico… no, non basteranno le strade per metterli tutti nel traffico… propongo almeno giorni alterni: quelli pari le Mini e quelli dispari le nuove 500, la domenica spazio invece alle Smart, che un giorno intero per loro è anche troppo.
Infine un appello a quei proprietari sani di mente delle suddette automobili, che lo so che ne esistono, come esistono anche le ragazze bruttine che guidano Smart insomma, Vi prego, se trovate un vostro simile come voi motorizzato e lo vedete commettere inspiegabili minchiate (esortate probabilmente dal mezzo di locomozione sotto al proprio sedere), vi prego, fermatelo, parlateci, fategli capire che fuori da quell’abitacolo c’è una vita reale che scorre.
Grazie.

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I love Benedetto 1.6 (o Giuseppe Ratzinger)

Posted by alexkc on Lug 12 2007 | Società, Religione, Politica

I love Benedetto 1.6 perché lui è per il dialogo tra le religioni (“Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava”)

I love Benedetto 1.6 perché nel suo mondo idilliaco i figli della fede sono tutti uguali (Cristo ha costituito sulla terra un’unica Chiesa, che si identifica pienamente solo nella Chiesa cattolica)

I love Benedetto 1.6 perché ha deciso di rinverdire la tradizione della Messa in latino visto che i due esami che mi mancano per la laurea in Lettere sono proprio Letteratura Latina e Grammatica Latina.

I love Benedetto 1.6 perché vuole scomunicare Harry “Il Vasaio” Potter che a me fa proprio schifo (“Si tratta di subdole seduzioni, che agiscono inconsciamente distorcendo profondamente la cristianità nell’anima, prima che possa crescere propriamente”)

I love Benedetto 1.6 perché grazie ai suoi ammonimenti non diventerò mai omosessuale (“Includere la tendenza omosessuale fra le considerazioni sulla base delle quali è illegale discriminare può facilmente portare a ritenere l’omosessualità quale fonte positiva di diritti umani. Ciò è tanto più deleterio dal momento che non vi è un diritto all’omosessualità che pertanto non dovrebbe costituire la base per rivendicazioni giudiziali. Il passaggio dal riconoscimento dell’omosessualità come fattore in base al quale è illegale discriminare può portare facilmente, se non automaticamente, alla protezione legislativa e alla promozione dell’omosessualità”)

I love Benedetto 1.6 perché mi ha fatto capire che gli Incas, i Maya e tutti quegli zotici (come conferma l’amico Mel “gomito al cielo” Gibson) erano solo una massa di stronzi (l’evangelizzazione delle Americhe non ha mai comportato l’alienazione delle culture pre colombiane, così come non fu l’imposizione di una cultura straniera”)

I love Benedetto 1.6 perché se dovessi arrivare allo stadio di malato terminale non mi dovrò preoccupare di farmi staccare la spina… almeno farò risparmiare la lagna e i pianti del funerale cattolico a parenti e amici.

I love Giuseppe “1.6″ Ratzinger per queste e tante altre straordinarie cose che hanno reso, se non più bella, almeno più movimentata la mia vita. Una cosa sola ti chiedo che da un paio di mesi mica c’ho visto tanto chiaro: se mi denunciano un caso di pedofilia vengo da te o posso andare in procura?

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Come Dio Comanda: che Ammaniti vinca il Premio Strega.

Posted by xamav on Lug 11 2007 | Notizie, Opinioni, Libri, Letteratura, Cultura, Eventi, Cinema

C’è chi la premiazione l’ha seguita, che giura che non ci ha capito nulla, che a un certo punto proclamato vincitore lo scrittore Ammaniti Niccolò con il suo romanzo “Come Dio Comanda” (che se si prendono le sole iniziali si ottiene la pubblicità occulta della serie CDC della casa automobilistica Opel)… ma dicevo… riportando qui gli altrui umori, di una interessante chiacchierata con le mie libraie di fiducia… dicevo, che poi a un certo punto tanto clamore per Ammaniti King Of The Year (da un punto letterario di vista, e magari a giusto vedere, ancora devo leggerlo il suo) che lì per lì neanche si capiva cosa fosse successo a quelli arrivati dopo di lui. Che se io avessi voluto fare ieri una classifica per i miei lettori, mi dice una delle mie due amiche libraie, non sarei neanche stata in grado di capirci qualcosa di preciso, come per chi magari è arrivato quarto e a quanti voti. 

Ma tanto Ammaniti ha sbaragliato, e buon per lui, pare tra l’altro che sia bello davvero questo “Come Dio Comanda”, pare sia una dura storia, violenta, di rapporti difficili, ambientata nell’altrettanto freddo e duro nord padano italico. Beh, penso io, da “Io non ho paura” si è spostato totalmente, geograficamente. Il regista però è rimasto lo stesso… ora si sa che se ne dicono tante e la gente è maligna, solo che voci di corridoio danno Salvatores Gabriele già al lavoro circa la trasposizione cinematografica del nuovo Premio Strega 2007 targato Niccolò.

E già me la vedo la locandina al cinema:
Dal romanzo vincitore del Premio Strega 2007, dall’autore Niccolò Ammaniti di “Io non ho paura”, il nuovo film di Gabriele Salvatores: “Come Dio Comanda”.

Insomma, una bella manovra, a prescindere da una vera qualità che può oggettivamente esistere, una manovra letterariocinematografica davvero COME DIO COMANDA.

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G8 di Genova - Perché teppisti furono anche i poliziotti

Posted by xamav on Lug 09 2007 | Politica, Società, Opinioni, Notizie, Italia, Cronaca

Ha vinto la causa, e se ne dovrebbe parlare a gran voce di questo, perché nonostante le tante difficoltà politiche e quanto si tiene a mettere a tacere circa il comportamento ignobile e vile della polizia durante il famoso G8 di Genova, la signora Rita Sieni, di 44 anni, che il 21 luglio del 2001 fu inseguita e picchiata selvaggiamente dai tutori della legge, ha finalmente ottenuto giustizia.
Ci sono qui da mettere bene in chiaro i danni che la donna riportò: frattura di una mandibola, trauma cranico, lesioni varie in tutto il corpo.
Certo, all’epoca dei fatti, come non scambiare per una terribile e pericolosa black block una donna che manifestava con il gruppo pacifico “Coordinamento pinerolese contro il G8″? Ecco perché quando la signora scappò, come molti e giustamente vedendo i fumogeni e la carica scoordinata e cieca della polizia, fu inseguita presa e picchiata ripetutamente a manganellate. Beh, come non capire che non stavano massacrando un black block? Ecco perché, per giunta, la signora Sieni si beccò anche la spruzzata in faccia di un liquido urticante che la rese cieca per alcuni minuti
Ora il risarcimento, però, di 24.300 euro per danni biologici ed esistenziali, io sinceramente non lo farei pagare allo Stato come invece avverrà… secondo me questo è un fatto ancora più grave (o quasi) perché diventa che lo Stato paga materialmente le violenze commesse dai suoi stipendiati. Non so cosa sia accaduto a quei poliziotti, probabilmente per punizione saranno stati promossi ispettori, ma non ci sto, io, che pago le tasse, a rimetterci di tasca mia per le bravate squadriste e folli e sanguinarie di chi per giunta indossa una divisa e invece di difendere il cittadino lo aggredisce, anzi, quasi lo ammazza.No, non ci sto.E dovrebbe essere, questo, un pensiero diffuso, dovrebbe essere lampante o altrimenti mi chiedo cosa ci voglia di più chiaro di così, e lo dico a prescindere dal partito politico e dalla propria posizione in merito a quei giorni terribili. Che videro davvero la demente percolosa follia dei black block ma anche l’inutilità e la violenza della polizia sempre, guarda caso, controtempo (che quando arrivava la polizia la carica scattava sui manifestanti che li avevano chiamati e che magari le avevano già prese dai black block). E in mezzo a tanto caos e inettitudine ecco i manifestanti, quelli pacifici… quelli che più ci hanno rimesso… anche se per qualche politico bontempone nostrano ormai il termine “pacifista” è equivalente a “terrorista”. Ma questa è un’altra storia, è colpa dell’ignoranza che serpeggia prolifica nella politica che comanda.Chiudo, e ripeto. Aver vinto una causa del genere, sapendo quanto è difficile riuscire a dimostare di aver ragione anche se si è evidentemente parte lesa, dovrebbe:
1. Far capire come vanno le cose, che pian piano a distanza di anni esce la verità. All’epoca, invece, sembravano tutti delinquenti e terroristi i manifestanti, e santi gli agenti di polizia.
2. Far pagare agli agenti stessi, che non la passino liscia, perché è quanto di più infame possa esistere chi fa l’esatto opposto di quel che la propria divisa gli imporrebbe. Divisa che lo stesso innocente che subisce violenza, tra l’altro, gli paga attraverso le tasse.Non c’è da pensare in questo? Infine, io quando ripenso al G8 ho sempre due immagini, una riguarda le foto di un mio carissimo amico, un poliziotto, un ventenne che stava lì in quei giorni a fare il suo lavoro, una bravissima persona, uno che ho visto in foto, nel cuore di Genova, tutto trofio abbracciando la sua arma, poi in posa puntandola come stesse sparando, poi ancora in pose maschie fatte di adrenalina di caricatori e giochi di guerra. Divertenti, le foto, se non fossero state vere, in un clima vero di guerriglia, fuori da certi terribili avvenimenti. E invece, eccolo, ho visto il gioco in foto, in un contesto del genere. Lui e la sua squadra, tutti così in foto, senza niente di male, se fosse stato carnevale. Eppure era proprio quel G8.
Poi mi viene in mente anche un’altra cosa, penso che le manifestazioni di piazza, soprattutto quelle importanti che hanno risonanza, sono ottime per fermare le manifestazioni di piazza stesse. Perché se è caos, se è paura e violenza, se è il far west e il pericolo reale di morte in onda 24 ore su 24 e con una eco abnorme, allora sì che il pacifista che è rimasto a casa la volta successiva anche ci resterà a casa, così come in primis chi ci è stato, e che è tornato con la testa fracassata.

Penso, quando vedo queste cose (che poi non si sa mai chi siano questi black block), penso che così si crea terrore, quindi paura, quindi sfiducia a partecipare a certe occasioni. Mi pare si chiami terrorismo una cosa del genere…

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La polizia municipale e i Dieci Comandamenti

Posted by xamav on Lug 05 2007 | Pescara, Opinioni, Cronaca, Abruzzo

La notizia è di qualche settimana fa (fonte “Il centro”), era da un po’ che la volevo mettere on-line, perché è “carina”… si tratta dei dieci comandamenti che sono stati emanati dal comandante della polizia municipale di Pescara per i vigili, nei riguardi dei quali la gente a volte si lamenta per multe, arroganza e così via. Ecco allora come ha stabilito, il comandante, le regole che i suoi vigili osserveranno.

Un vigile deve:

1. Prestare soccorso ed assistenza ai cittadini.
(Con l’arrivo della bella stagione magari in divisa alla baywatch e d’inverno con un barilotto di grappa al collo)

2. Vigilare sul buon andamento di tutti i pubblici servizi.
(Immagino un vigile che chiede “Acqua e olio tutto a posto?” all’autista di un bus)

3. Esercitare una vigilanza attenta affinché siano rigorosamente osservate le Ordinanze del Sindaco.
(La lente di ingrandimento andrebbe fornita)

4. Accertare le infrazioni nei modi prescritti dalle leggi.
(Bene)

5. Mantenere un contegno corretto ed un comportamento in modo da riscuotere la stima, il rispetto e la fiducia della collettività.
(Potrebbero tornare utili per comprare del pane all’alba al forno, fare la fila alle poste, piantare l’ombrellone alle 7 di mattina per conto delle simpatiche vecchine che d’estate si godono il mare)

6. Salutare, sempre in forma militare, la persona che lo interpella, esprimendosi in corretta lingua italiana dando del Lei e fornendo, quando richiesto, elementi atti ad identificarlo.
(Ricordo quando stava per passare il giro d’Abruzzo e il vigile in mezzo alla strada all’altezza della stazione dei treni di Montesilvano, per controllare il traffico, bestemmiava a gran voce e in dialetto contro gli automobilisti ignari che stesse passando il giro di lì a pochi minuti… per chi non ricordasse
l’articolo che ne parlava…)

7. Durante il turno di servizio non chiacchierare inutilmente con i colleghi o altre persone, non fumare e non assumere bevande alcoliche o superalcoliche.
(E vorrei vedere che non fosse così…)

8. Quando impegnato nella viabilità fare uso costante del fischietto.
(Anche qui, potrebbe tornare utile integrarlo nelle corde vocali, no?, che il fischetto è inequivocabile, chi non capisce le così chiare disposizioni che ti giungono via fischietto quando stai alla giuida in mezzo alla città e non si sa nemmeno dove sta il vigile e con chi ce l’ha?)

9. Non abusare a proprio vantaggio dell’autorità che deriva dalla funzione esercitata.
(Vorrei sapere se un vigile riceve una multa che succede…)

10. Non frequentare persone dedite ad attività immorali o pregiudicate.
(E le lunghe e frequenti chiacchierate con le prostitute?, ah, no, quelli in genere sono i carabinieri e la polizia…)

Bene, questo è quanto, teniamole a mente queste 10 regole, non si sa mai, potrebbero tornare utili in un incontro ravvicinato del terzo tipo…

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Giuseppe Ratzinger - Primo Ministro della Chiesa

Posted by alexkc on Lug 04 2007 | Società, Religione

Ieri mattina salgo in macchina, accendo la raDio, mi accingo a rinnovare il mio parco ascolti inserendo un disco del ‘98 (”Break” degli Enchant) quando sento una voce che mi è ormai familiare: quella dello speaker di Radio Maria. Se non fossi estremamente razionalista e non rifiutassi l’idea di un destino predeterminato sarei costretto a pensare che in tutto ciò ci sia un qualche disegno superiore; ogni volta che accendo la raDio in macchina (almeno l’80% delle volte) il caso vuole che la ricerca random delle stazioni mi porti proprio su quelle frequenze.

La voce di “Padre Livio“, se il sito di Radio Maria riferisce correttamente, a volte m’incanta con la sua pacatezza.  E’ ben lungi dal convincermi di una qualunque cosa riguardante il suo credo, ma a me piace ascoltare anche le persone con le quali non sono d’accordo. Nello specifico si parla del discorso dell’Angelus di domenica 1° luglio di Giuseppe Ratzinger (o Papa Benedetto 1-punto-6 se preferite). Dopo una premessa riguardante la lettera da lui inviata alla Chiesa Cinese, si parla del concetto di “libertà e sequela di Cristo“. Per dirla in breve, la libertà non sarebbe quella che noi sciocchi razionalisti vediamo come libero arbitrio, quanto la libertà di sottomettersi alla volontà di Dio (le parole non saranno state esattamente queste, ma il significato è perfettamente lo stesso).

Al che mi viene da pensare: ma i cattolici sono sempre e comunque d’accordo con il loro “primo ministro”? Perché sono arrivato a questa perniciosa questione? Ci sono giunto perché negare la libertà come libero arbitrio (che tra l’altro non mi pare la Bibbia rifugga completamente) mi è sembrato un azzardo un po’ grosso, anche se di certo non il più clamoroso della gestione 1.6

Quando c’era Berlusconi io mi lamentavo tutti i giorni, invocavo sì un aiuto divino (qualunque cosa esso voglia dire) e anche se sapevo che nulla sarebbe cambiato, mi sentivo meglio dopo essermi sfogato un po’. Questo perché è logico non essere sempre e comunque in sintonia con le idee di chi ci governa. A me fa incazzare da matti anche il Governo Prodi al quale non lesino critiche, ma i cattolici cosa fanno con il loro Capo di Governo? Considerando che neanche lo votano (nel senso che non possono come in democrazia esprimere una preferenza) dovrebbero essere almeno un po’ infastiditi quando il loro portavoce si esprime in maniere poco consona.

Che “Padre Livio” sia sempre e comunque d’accordo con Benedetto Uno/Punto/Sei ci può stare. Ma tutti voi altri amanti del Vecchio e Nuovo Testamento? Non sarebbe entusiasmante avere il libero arbitrio di decidere se quello che il vostro “governo” vi propina è giusto o no? A voi la risposta.

Io mi congedo con un saluto a Padre Livio: a domattina… abbiamo almeno l’80% di possibilità d’incontarci di nuovo!

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