La storia dell’uomo e di come distrusse se stesso
I più accorti tra i nostri lettori sapranno già che l’uomo è un animale bizzarro. Che mentre tutto il resto del mondo animale vive secondo l’istinto, la nostra specie si muove in una sorta di metateatro della vita dove alcune tra le regole basilari in vigore sono il mentire a se stessi, il dimenticare le proprie convinzioni a seconda dell’umore dell’aria, il mettere la testa sotto la sabbia salvo dimenticarla lì per anni interi.
Ma come non divertirsi in questo enorme parco giochi che è la nostra vita! Ecco… a me però sta venendo a noia… trovo le puerili questioni che affliggono la quotidianità dell’uomo come un grande forziere tanto ricercato che alla fine si scopre pieno di puzzette di mucca.
Passiamo la vita a lamentarci di cose che poi non facciamo nulla per combattere. I potenti poi agiscono sistematicamente all’opposto di quello che professano. La coerenza sembra tanto la secchioncina intelligente alla Lisa Simpson: tutti ne parlano come di una celebrità, ma se ne guardano bene dall’avere rapporti con lei.
I telegiornali si riempiono la bocca (di sangue) con l’elenco dei giovani che perdono la vita sulle strade e poi ci si ribella quando si cerca di vietare macchinoni ai neopatentati… come sono maledettamente trendy quei bolidini dalla 500 alla Mini! Ci si lamenta dell’alcool nelle discoteche, ma gli spot sono invasi da gran fighe che non vedono l’ora di farsi un seduta al bagno col più cool della discoteca… sì, ma nulla di tutto questo senza l’immancabile superalcolico
Le sigarette… che spasso! Costano tanto, ammazzano senza pietà ma hanno quei bei pacchettini che quasi quasi mi vien voglia pure a me di iniziare a fumare tanto sono colorati. A cosa serviranno quelle scritte che predicono morte, invecchiamento della pelle, devastazione nucleare e orchite in un mondo di edonismo sfrenato? Frenga ‘n cazzo delle parole, il contenuto non è nulla, l’involucro è tutto. E quattro spinelli distruggeranno il mondo? Sì, il mondo dei potenti.
Ah… i potenti!
Questi potenti che parlano agli stronzi come noi di pace nel mondo e tra di loro si spartiscono le pedine del risiko. Sapete, io temo che anche tra di loro facciano i finti tonti: secondo voi Blair quando andava da Bush gli diceva ‘George, allora, andiamoci a prendere st’Iraq che ci servono i pozzi di petrolio’? Ma no, siamo nel teatro del mondo e come tutti i bravi attori fingeranno di credere alle castronerie che dicono. E allora l’asse del male bla bla bla, Le Torri Gemelle bla bla bla eccetera eccetera… io temo che neanche si ascoltino tra di loro.
Questi potenti che decidono chi si merita una bella guerra e chi no: se sei negro come in Rwanda non gliene fraga una ceppa a nessuno, se sei bianco ma sei un morto di fame, non sarai negro ma neanche di te frega una qualunque tipo di ceppa a nessuno. Se invece sei bianco/nero/giallo/rosso/verde o qualunque altro colore primario o secondario, ma possiedi petrolio, acqua, armi o potere, allora la questione va ridiscussa. Se ripassiamo al photoshop un afgano, un iracheno e un arabo dell’Arabia Saudita io credo che il codice del colore della pelle sarebbe molto simile… allora vuol dire che è come ai tempi della Democrazia Cristiana: agli amici si riserva sempre un trattamento di riguardo.
O il nostro amato Benedetto 1punto6 che si dichiara contro l’AIDS salvo proibire l’unica cosa che potrebbe aiutare a frenarlo… avrà mica paura che il nostro pene finisca all’inferno distaccato dal resto del corpo?
Nel flipper della mia vita le palle girano sempre più velocemente. Apriamoli gli occhi, guardiamo quello che ci circonda, viviamo criticamente, pensiamo, accendiamo il cervello e spegniamo quello che ci offusca, obnubila la mente. Usciamo dall’oscurantismo e creiamoci delle idee, usciamo dall’intrico di rami, da quel pantano buio e ululante nel quale ci siamo arenati… cominciamo a vivere, ora.
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