“Anche i francesi piangono”, ovvero: riflessioni sull’entropia sociale
Sarkozy. Torniamo a Sarkozy. La nouvelle politique, gli occhiali da sole, la vita privata al sole. A mio modesto parere, la sua ascesa al potere è uno dei fenomeni più inquietanti degli ultimi anni. La prova provata che l’ignoranza, l’isolamento e la dispersione delle nostre società in atomi tra loro non comunicanti sia un fenomeno irreversibile, la realizzazione del terzo princpio della termodinamica nella società, prima ancora che nella materia. Ho sempre creduto che i guai delle moderne democrazie venissero dalla perversione del sistema rappresentativo che dopo la crocetta sul fogliettino toglieva al popolo (pure, sovrano…!) ogni possibilità di intervento nella vita politica. Ho sempre creduto che una società coesa e istruita avrebbe comunque potuto ritagliarselo, un diritto di parola. Ed ho sempre creduto che la società fracese, con tutte le sue brutture e storture, di questa potenzialità fosse dotata. Niente regionalismi, forte senso dello Stato, un sistema di diritti sociali che “guai a chi ce lo tocca” tanto che per salvarlo si uniscono tutti, destra e sinistra, un livello di investimenti in cultura e istruzione che ce lo sognamo…aspetti che a volte conferiscono al francese medio - parigino, se posso precisare - quella spocchia odiosa così nota all’estero, ma che in patria porta ancora in piazza famiglie intere, che fa durare scioperi per settimane, che insomma “se ci incazziamo, non potete non starci a sentire”; ché noi italiani neanche ci proviamo più. E ci sarà pure un simpatico Le Pen, ma a costo di tapparsi il naso e appoggiare in masa Chirac, col cazzo che ci arriva alla presidenza (non come certi notri ex ministri di quel bel calibro…). Beh questo contesto, che avrà miliardi di altri problemi, ma che credevo uno dei più fertili per il dibattito politico “puro” e l’informazione “oggettiva” (termini entrambi da prendere con le molle…), sta cambiando ad una velocità folle grazie al presidente stile “holliwoodparty”. Anni fa, quando era solo “plausibile” candidato alla presidenza, qualcuno che vedeva lontano mi disse che quell’uomo gli faceva paura: che stava dividendo il paese “pro-contro” di sé offuscando così gli indirizzi politici col personalismo (”un po’ com’è da voi con Berlusconi…l’unica differenza è che di mestiere non fa l’imprenditore, ma è della stessa pasta…”); che era un personaggio senza scrupoli, a differenza del pur odiato Chirac, che ormai non doveva dimostrare più nulla a nessuno; che, ci fosse stato lui anni prima, piuttosto che schierarsi da avversario di Le Pen si sarebbe alleato con lui; che, che, che…
E questo è sucesso. O sta succedendo. Lo showbiz fa gola anche alla società più incazzata che conosca. La quale preferisce sorridere ad una battuta del presidente “fichetto” e sopra le righe, piuttosto che preoccuparsi delle sue reali intenzioni. Che forse nonostante la coesione nazionale, la difesa dello stato sociale, l’offerta culturale, accetterà di chiudere gli occhi mentre “Monsieur le président”, tra un sorrisetto e l’altro, stravolge il paese. Potrò sembrare catastrofica…ma trovo inquietante la simpatia che provoca il suo sucecsso mediatico. Non è questione di etichetta. La “venerazione” del Presidente d’oltralpe, pur esagerata a volte, era la garanzia formale della “serietà” della macchina politica. I cui movimenti andavano seguiti con attenzione, e fermati, se era il caso. Se il presidente fa “l’amico di tutti”, e cresce la disattenzione, e svanisce la capacità di incazzarsi, e sorge come unico desiderio quello della propria villetta (che non dico fosse assente in Francia, affatto, ma si accompagnava ad un altro, altrettanto forte, di efficienza della cosa pubblica)…e aumenta l’entropia sociale pure dove c’erano strumenti per combatterla…
Chi ci salverà dalla mucillagine…?
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Quando l’ho sentito m’è preso un colpo. Sarà che qua sul mare nevica più che in Trentino e che ieri starnutivo come un pulcino, ma l’effetto è stato devastante. La bella Carla Bruni, un’esponent-avvenente del genere non-maschile che a mio modesto parere si poteva fregiare dell’attributo di essere pensante, me la ritrovo a
Poi ho capito che c’era qualcosa dietro… eh sì! Sarà mica che il simpatico Sarkozy avrà fatto un pensierino allo Stivale? Del resto su questo fantastico giardino mediterraneo hanno banchettato talmente in tanti che dovevano prendere il numerino come al supermercato. Ancora un paio d’anni per prendere la cittadinanza (a un ex presidente francese non faranno aspettare come ai poveri sfigati dei centri d’accoglienza) e nel frattempo il governo Prodi che cade (traballa così tanto che a volte temo che le vibrazioni creino un tsunami) e lui che sfoggia la più bella first lady che si sia mai vista al quirinale!