Archive for Marzo, 2008

BOKEH…tra noi

Posted by emionirico on Mar 29 2008 | Pescara, Fotografia, Cultura, Arte, Abruzzo

BOKEH | Fotografia creativa

BOKEH nel senso di sfocatura, che all’opposto di “controllo della messa a fuoco” di una fotografia è la creativa capacità di rendere espressivo lo “sfuocato” il “non a fuoco”. La sensibilità di cogliere nell’imperfezione dei piani di un’immagine la perfezione delle infinite sfumature di colori di sapori e di sensazioni, un punto di vista più profondo e a volte più imprevedibile. Quella profondità di campo visivo che oltrepassa la tecnica pura e semplice.

 

 

E’ il portfolio di Valentina Di Berardino e Stefano Marzoli. Il sito presenta gallerie fotografiche, reportages, immagini di still life. Le sezioni interne si differenziano in Fotografia, Grafica e giornalismo. Un “bilocale” on-line per condividere la passione per la fotografia e l’estetica dell’immagine e non solo.

Stefano Marzoli“Mi sono avvicinato alla fotografia analogica aderendo al gruppo “Basilio Cascella” spinto dalla voglia di sperimentare la scrittura con la luce. Classe 1979. Sono nato a Pescara e…

Valentina Di Berardino

E’ arte la fotografia? Chi lo sa e chi se ne importa? Mi piace! (Edward Weston)

“Minox 35 GL. E’ la prima macchina fotografica che ho avuto. Mirino galileiano con indici fissi per la correzione della parallasse, pellicola da 35 mm, apertura fissa a f 2.8, solo 200 grammi. Era il 1993, avevo undici anni e mi accingevo a caricare il mio primo rullino.”

www.bokeh.it | info@bokeh.it

Popularity: 14% [?]

no comments for now

I sensi offessi, ovvero: le macchine aiutano a star male (parte seconda)

Posted by kinski on Mar 28 2008 | Ambiente, Recensioni, Libri

Rifacendomi alla mia prima riflessione sull’uso sconsiderato e catastrofico che facciamo dell’automobile (per non parlare delle macchine in generale) ho trovato chi, già più di trent’anni fa, trovava l’automobile un mezzo esclusivamente negativo.
Questo “chi” è Ivan Illich che ha pubblicato  su Le monde nel 1973 un articolo-saggio dal titolo  Energie et équité. Questo saggio si può trovare oggi pubblicato in un libretto edito da Bollati-Boringhieri dal titolo Elogio della bicicletta. Il saggio è un appassionato e tecnico elogio di un mezzo che è nato nello stesso periodo dell’automobile, ma che incarna in sè una filosofia del trasporto completamente opposta. Si parla sempre di progresso e di varie forme possibili di progresso. Quello che più mi ha stupito e stupisce è l’accusa di ottusità che Illich fa agli specialisti delle società tecnologizzate. Dall’avvento del motore si ritiene unilateralmente che una maggiore velocità implichi di fatto  una maggiore libertà di spostamento e di movimento; per risolvere gli ingorghi la chiave è costruire reti ad alta velocità spostando il più possibile il traffico umano dal centro alle periferie con tutto ciò che ne consegue ed evitando di fatto il problema.
Già, perchè il problema è il mezzo e la velocità stessa; spiegato in termini percentuali si scopre che l’uomo spende molto più tempo nello spostamento da un posto all’altro di quanto non succedava prima o, ancor peggio, di quanto non succede nei paesi non sovraindustrializzati. Chiaro segno di progresso regresso, direi, che insieme all’impatto che ha sui sensi di ognuno di noi come ho cercato di spiegare nell’articolo precedente, crea un interessante quadretto di idiozia positivista … ma non è tutto.
Illich cerca di dimostrare, e secondo me ci riesce, come l’automobile sia in realtà una sorta di tornasole del livello sociale di una persona: il possedere una macchina o meno o, come è al giorno d’oggi, il possedere un certo tipo di automobile è segno evidente di appartenenza ad una certa classe sociale, cosa di fatto che crea divisione sociale e classismo. La cosa assurda è che non c’è alcun tipo di vantaggio nel possedere una automobile di un certo “livello”  piuttosto che un’altra perchè il tempo dedicato allo spostamento è lo stesso se non maggiore (un appunto: per tempo dedicato allo spostamento si tiene conto anche del tempo lavoro necessario al comprare e al mantenere una automobile, che forse è il punto più assurdo di tutto il sistema). In sostanza le meraviglie tecnologiache come le mercedes, i Land Rover o gli ultimi e più assurdi arrivati Suv non migliorano affatto la situazione (anzi, la peggiorano in quanto a spazio e inquinamento) e non apportano alcun tipo di vantaggio pratico se non quello alquanto fitizzio di stare più comodamente seduti durante le tre ore di ingorgo quotidiano e di possedere un efficace status simbol. Il bombardamento pubblicitario sulle automobili al quale siamo sottoposti ne è un esempio chiaro.
Se talvolta il saggio può risultare eccessivo questo serve, secondo me, a farci comprendere quanto siamo ormai dipendenti non solo fisicamente ma anche mentalmente dalla condizione di automobilista.

Consiglio vivamente di leggere questo saggio pensando che a trent’anni dalla sua prima uscita le cose non sono altro che peggiorate. 

“Un paese si può definire sottoattrezzato quando non è in grado di dotare ogni cittadino d’una bicicletta o di fornire come supplemento un cambio a cinque velocità a chi voglia trasportare gente pedalando. E’ sottoattrezzato se non può offrire buone strade ciclabili oppure un servizio pubblico gratuito di trasporto motorizzato (ma alla velocità delle biciclette!) per chi intende viaggiare per più di poche ore consecutive. Non esiste alcuna ragione tecnica, economica o ecologica perchè in qualsiasi luogo si debba oggi tollerare una simile arretratezza. Sarebbe scandaloso se la mobilità naturale di un popolo fosse costretta suo malgrado a stagnare a un livello pre-bicicletta.
Un paese si può considerare sovraindustrializzato quando la sua vita sociale è dominata dall’industria del trasporto, che determina i privilegi di classe , accentua la penuria di tempo e lega sempre più strettamente la popolazione ai binari ch’essa le traccia.”

Ivan Illich (Elogio della bicicletta - pag. 64)

Popularity: 11% [?]

no comments for now

Convertiamoci in mondovisione!

Posted by alexkc on Mar 27 2008 | Società, Roma, Religione, Politica, Notizie, Opinioni, Italia

Nel caos ultimo della mia vita me la stavo per perdere. Una conversione pasquale di uno dei più noti giornalisti che lavorano in Italia non è un avvenimento che capita tutti i giorni. Che Giuliano Ferrara si facesse donna o che la Santambé sposasse un albanese l’avrei potuto capire, ma che l’egiziano più simpatico d’Italia si facesse bagnare la fronte da Benedetto 1.6, questo no, neanche me lo sarei mai potuto immaginare.

E dire che Magdi Allam in passato m’era sembrato un uomo davvero nel pieno delle sue facoltà che ben scriveva su argomenti che m’interessavano molto. Trovavo misurati ed equilibrati, critici ma non distruttivi i suoi commenti.

Poi succede l’imprevisto/imprevedibile/impensabile: l’occhialuto ed emaciato giornalista che conosce l’italiano meglio di almeno il 98% dei calciatori italiani non solo abbandona la sua religione (cosa che avrei trovato, da laico, una benedizione), ma si tuffa nella versione omologa che tanto ci piace qui da noi. Io la vedo un po’ così: non mangio più la carne e mi do al prosciutto!

E’ che l’ironia mi vien difficile parlando di un uomo che apprezzavo e del quale ho letto un paio di libri in passato. Pensavo che un uomo che provenisse dall’Islam moderato e che fosse anche apparentemente saggio e disposto a fare passi di dialogo in entrambe le direzioni, potesse essere una sorta di grimaldello che avvicinava le parti in lotta.

E poi tutto finì a Pasqua, con Magdi che guarda negli occhi Benedetto 1punto6 e tutti i buoni propositi che si sfaldano come lo zucchero a velo sul diplomatico in una giornata ventosa. Non bastasse questo vado a spulciare sulla Rete e mi ritrovo Allam che insulta i laicisti, siti che smentiscono tutto ciò l’egiziano afferma nei suoi libri (basati pare, su dati a dir poco non riscontrabili).

Continuo a non capire… non capisco che senso abbia acuire lo scontro di civiltà, non capisco il perché di una decisione che mette a repentaglio la sua vita senza aggiungere nulla alla vita degli altri, non capisco perché abbandonare una fede cieca per buttarsi su di una almeno gravamente malata di miopia, non capisco che bisogno ci sia di dircelo in mondovisione.

Magdi, solo tu puoi spiegarcelo!

Popularity: 11% [?]

2 comments for now

Chi è risorto a Pasqua?

Posted by xamav on Mar 26 2008 | Società, Sfoghi, Religione

Una breve riflessione.

Chi, mi chiedo chi. Cristo o l’uomo timorato (e deviato mentalmente). Chi è risorto? Ho visto gente, nelle funzioni varie celebrate nel mondo, torturarsi le gambe con pietre cosparse di schegge di vetro lacerandosi la carne. Ho visto gente farsi piantare chiodi nei palmi delle mani, crocifissi ancora. Ancora, nel terzo millennio.

No, tutto ciò non può essere sano, costruttivo, edificante. Tutto ciò non può essere sopportato dalla stessa Chiesa che fa finti richiami all’ordine per impedire manifestazioni del genere. Se ci fossero migliaia di persone a flagellarsi le carni in nome di una qualche setta tutti inorridirebbero,  si scaglierebbero contro, tutti troverebbero l’artefice per farlo fermare.

Mi chiedo: perché la Chiesa non blocca di forza e di posizione tali atteggiamenti estremi, a dir poco macabri?

Mi rispondo: perché… proprio perché ci troviamo nella società dell’immagine: i chiodi che bucano la carne viva dalla quale gronda sangue vero, queste immagini, fanno ormai il giro del mondo in pochi istanti attraverso ogni media visivo disponibile. Arrivano ovunque e aiutano di conseguenza a mantenere vivi i timori. I timori, appunto, ancestrali. I timori, quindi, che servono, ancora oggi nel terzo millennio, a controllare il ragionamento e il pensiero e le emozioni. E a sottostare allla paura dell’ignoto, dell’inspiegabile.

Popularity: 9% [?]

2 comments for now

I sensi offesi, ovvero: le macchine aiutano a star male

Posted by kinski on Mar 25 2008 | Ambiente, Sfoghi, Opinioni

Ci sono due ragioni per le quali scrivo questa mia riflessione. La prima la definirei romantica, la seconda sociologica o antropologica.
Partiamo dalle prima, che poi ha dato lo spunto per la seconda. Due sere fa ero affacciato alla  finestra di casa mia verso le 23 e fumavo una mezza canna osservando la strada sotto. Abito in un quartiere serenamente residenziale, dove alle 23 passano poche macchine e ancor meno pedoni. Osservavo la precisa posizione delle macchine parcheggiate a spina di pesce perfettamente posizionate davanti ai portoni dei palazzi. Ogni uomo la sua macchiana. Osservavo ripensando alla lezione di cinema sulla fotografia nella quale, non ricordo per quale ragione, siamo finiti a parlare della percezione visiva che dovevano avere i greci (già ragione sociologico-antropologica); si pensa che i greci, come tutti gli uomini di quel periodo, avessero una sinsibilità ai colori molto inferiore alla nostra. Le città greche dovevano essere una sovrabbondante accozzaglia di colori forti e accesi che a noi forse sarebbero risultate stucchevoli ed eccessive. Sicuramente però avevano un udito molto migliore del nostro e sapevano cos’è il silenzio. Una macchiana per ogni uomo, a trenta quaranta chilomentri all’ora per le strade, anche strette, della città. La strada dovrebbe essere il luogo di incontro e di passaggio, dove la gente si osserva e si conosce … si ascolta. Oggi, con la macchina, abbiamo imparato a trasportare la casa e il nostro spazio privato anche per le strade e si parla più spesso col clacson che con le parole. Un uomo parcheggia il suo motorino davanti casa, attraversa senza guardare, passa un’altro motorino che forse non lo vede, frena, suona il clacson e parla:

Motociclista: “Ohhh!!! ma vaffanculo!!!”
Pedone:
“Ma che cazzo vuoi!!!”
Motociclista: (ripartendo) “Vaffanculoooo!! … Stronzoooo….”
Pedone:
“Ma vaffanculo tuuuu!!! … ma guarda che testa di cazzo!”

La strada è il luogo dove la gente dovrebbe conoscersi. Finisco di fumare la mia mezza canna, mi sdraio a letto e comincio a guardare “Apocalypse now”.

Ragione sociologica e antropologica. Visto che i Greci avevano una vista molto meno sensibile della nostra abbellivano le loro città con colori forti e ben definiti, questo perchè i sensi condizionano il fare umano. Oggi la nostra capacità visiva riesce a comprendere colori più complessi visualizzandone le sfumature, questo perchè l’uomo come ogni essere vivente ha la capacità di evolvere i sensi in base alle prorpie necessità. Ma fino a che punto? E chi può dire quali siano, oggi, le vere necessità dell’uomo? Ci siamo abituati a vivere in città caotiche, ripiene di mezzi motorizzati che devastano i nostri sensi, soprattutto l’udito, riducendo al minimo i contatti sociali perchè riteniamo necessario spostarci velocemente ed il più lontano possibile. Anche i mezzi pubblici sono luoghi di estremo affollamento, ma di massimo individualismo … fastidio.
Tutto questo condiziona i nostri sensi e la nostra sensibilità. E’ realmente necessario spostare tutta l’evoluzione dell’uomo sul progresso tecnico e tecnologico? Non mi pare stia portando buoni frutti; se da una parte riusciamo a fare cose impensabili fino a trenta o quarant’anni fa, dall’altra staimo creando un inferno solo perchè riteniamo giusto che il progresso tecnologico venga usato al massimo in tutte le attività umane.  Viviamo in celle individuali tristemente appaganti; in casa c’è la televisione o il computer, per strada la macchina o il motorino, possimo parlare in tempo reale con New York , ma difficilmente scambiamo quattro chiacchere col vicino. Questo tipo di progresso fa schifo! C’è più gente malata di ansia, stress, depressione che gente mediamente serena. Il vero progresso è capire quali sono i limiti e le possibilità delle conoscienze acquisite. Forse dovremmo eliminare le macchine dalla città, tornare a muoverci a piedi, in bicicletta o con un qualunque mezzo che implichi uno sforzo umano, che avere necessariamente un rumoroso motore sotto al culo per andare più veloci. Stare calmi è necessario, andare veloci no. La macchina è una bella invenzione, ma dovremmo cominciare ad usarla solo per il piacere di usarla, per andare fuori città la domenica, l’esserne dipendenti implica un impoverimento della società tale da influenzare negativamente il nostro stato emotivo e sensibile e quindi il nostro fare e il nostro essere. Sono convinto che un cambiamento del genere traformerebbe le nostre città a tal punto da farle diventare vivibili, e vivere in un posto vivibile è una delle necessità più importanti per la nostra sensibilità e quindi per il  nostro fare ed il nostro essere.

Popularity: 11% [?]

no comments for now

“Corrispondenze di sensi” - A cura di Simona Camplone

Posted by Staff on Mar 24 2008 | Libri, Letteratura, Eventi

“Corrispondenze di sensi” - A cura di Simona Camplone sarà presente alla Fiera del Libro di Napoli GALASSIA GUTEMBERG 2008 - Stazione Marittima - presso lo stand di ALBUS EDIZIONI dal 28 al 31 Marzo 2008.

La raccolta di racconti epistolari di Autori di tutta Italia, tocca i temi più svariati, dall’intimista all’ironico, al sentimentale e al tragico.

Dalla prefazione di Simona Camplone: “Le librerie sono, da sempre, custodi e madri delle lettere di ogni tempo.Abbiamo sperato, perciò, che una piccola parte di esse ci arrivasse da qualche angolo della terra, ma sempre dagli stessi cuori che, a ritmo continuo, erogano sentimenti.Da chi ha di certo molte cose chiuse in fondo a sé e non riuscirà mai a comunicarle ad altro destinatario che non sia una lettera.E sono arrivate con il vento. Le più belle sono state raccolte, come le foglie cadute a terra in autunno, e, una a una, sono state delicatamente posate tra le pagine di un libro per conservarle, come si fa proprio con le foglie dai colori indimenticabili, per fermarle nel tempo.Il libro lo avete in mano ora. E quelle foglie vi racconteranno la loro storia”.

Info: www.albusedizioni.itinfo@albusedizioni.it - www.simonacamplone.it

Popularity: 10% [?]

no comments for now

Arthur C. Clarke - Un maestro che scompare

Posted by alexkc on Mar 21 2008 | Notizie, Scienza, Libri, Letteratura, Cronaca, Cultura, Arte

Sono di parte. Clarke ha significato nella mia vita molto e ne ha segnato alcune tappe fondamentali. La passione per la fantascienza mi ha avvicinato alla letteratura fantastica e i romanzi di Arthur mi hanno convinto a scrivere la mia tesi di laurea su una delle sue storie.

Uno scrittore che al pari di Asimov (suo amico) non era un vero romanziere, quanto un uomo di scienza, un progressista, un giornalista che si prestava a raccontare storie esemplari, che pur mancando di quel piglio narrativo del grande scrittore sapevano catturare indissolubilmente il lettore anche più smaliziato.

Sarà ricordato soprattutto per il suo sodalizio con Kubrick in 2001 Odissea nello Spazio, un film, una storia che trascendono dal tempo cinematografico della pellicola imprimendosi negli occhi, nelle orecchie e nelle vene di chi ha la sensibilità di recepire stimoli tanto sofisticati e profondi.

Ma Clarke ha avuto dei meriti straordinari anche e forse soprattutto in campo scientifico: in un articolo del ‘46, Extra Terrestrial Relays, ha profetizzato l’utilizzo (al giorno d’oggi massiccio, ma allora ancor lontano da venire) dei satelliti geostazionari per le telecomunicazioni. In una dichiarazione successiva si rammaricava di non aver saputo sfruttare la sua intuizione brevettandola, essendo così riuscito a guadagnare solo i 15 dollari che gli erano stati pagati per l’articolo che aveva scritto. 

Ma l’onore di Clarke è stato anche infangato, è stato accusato atrocemente senza colpa. Accusato da due ragazzi di pedofilia si è potuto rivalere contro un giornale scandalistico inglese che aveva pagato i due facendo inventare false accuse ai danni dell’anziano scrittore forse solo per mettere in difficoltà il principe Carlo che era in procinto di dare una onorificenza a Clarke che già viveva nello Sri Lanka. Alla fine della storia il giornale ha dovuto porgere scuse ufficiali e Arthur ha potuto ricevere il suo “knighthood”.

Uomo colto e intelligente, ironico e generoso, Clarke è stato un faro che ha illuminato la science fiction sdoganandola da quei pregiudizi che hanno spesso relegato la letteratura fantastica in genere a una brutta copia dell’arte considerata alta.

Arthur, non posso che ringraziarti, navigherai sempre nei miei pensieri che conserveranno uno straordinario ricordo di te, che di sicuro hai reso migliore la mia vita e quelle di tante altre persone nel mondo.

Popularity: 15% [?]

2 comments for now

Fisco… gli evasori VIP sono vittime dell’evasione fiscale. E’ la società!

Posted by emionirico on Mar 20 2008 | Economia, Lavoro, Satira, Società, Sfoghi, Notizie, Opinioni, Politica, Italia

La società. LA società! LA SOCIETA’!!!

Proprio la nostra società come l’insieme di individui, nemmeno più animali, che condividono fini e comportamenti, che si relazionano e si accordano per costruire una vita più serena e più comoda e più pulita e più sicura e più lunga e più allegra e più buona e più felice e più ricca e più sana e più stimolante e più tutto ciò che di più si possa pensare rispetto a alla comunità con se stessi. Il più umana possibile per creare una comunità un gruppo. Il gruppo! Lo insegnano a scuola dalla preistoria, lo insegnano per far capire che l’uomo da solo sarebbe incapace di vivere e di esprimere la sua natura intima. L’uomo è tale e superiore nel momento in cui non è solo. E da allora iniziano i mattoni di storia che ci accompagnano sui banchi di scuola e sulle tavole delle nostre biblioteche (più o meno virtuali). La storia dell’uomo che magnificenza, che spettacolo! Millenni di questo fantastico gruppo unito come non mai. Così solidale così fraterno così collaborativo, così fantasticamente tollerante. Una bellezza questa società che fa tesoro delle sue esperienze e cresce in continuazione. Tutti collaborano tutti vivono per la comunità. Ognuno è artefice dell’evoluzione e del progresso. Ogni componente della comunità società gruppo squadra branco contribuisce al benessere e alla vita di tutti. L’insieme è sacro. Uno per tutti e tutti per la società!

Un piccolo sacrificio bisogna farlo. Il diritto/dovere di lavorare è strettamente legato al diritto/dovere di contribuire alla raccolta delle risorse necessarie per il sostentamento della comunità. Non si può essere egoisticamente isolati nel proprio orticello. E allora tasse imposte e dazi sono doni! Donazioni per noi stessi! Sono i mattoni della nostra vita in comune sono le fondamenta dei nostri interessi condivisi. Che bellezza. Ho voglia di partecipare! Dai tutti insieme lavoriamo per noi, per voi, per loro, e chi se ne frega della prima della seconda o terza persona (singolare o plurale che sia). Sììì oggi ho un paio di euri che mi avanzano e una mezz’ora di fancazzismo e sai che faccio me ne vado ad aiutare qualcuno che ha bisogno. Uno qualsiasi non c’è distinzione nella SOCIETA’! Mi gioco pure questi miseri due euri che mi avanzano. Rinuncerò a qualcosa ma ne vale la pena.

In effetti c’è tanta gente che ha bisogno di me e del mio aiutino, o meglio del sacrificio di noi poveri fessacchiotti. Come lo so? Beh se solo nel 2007 e solo in Italia il Fisco è riuscito a recuperare e incassare 859.000.000 €, 859 MILIONI di Euro, ottocentocinquantanovemilioni di euro, da 606 evasori dal debito fiscale superiore a 500 mila euro (EVASORI VIP… porelli) e nei primi mesi del 2008 136 milioni di euro iscritti a ruolo per 106 debitori (hanno solo dimenticato di partecipare) chissà quanti saranno rimasti senza nemmeno il tozzetto di pane! Comunque io un euro lo do a uno di questi e l’altro ho deciso di donarlo a uno dei 712 evasori che miseri miseri adesso sono in difficoltà!

Per quanto riguarda il mio tempo libero lo impiegherò per un po’ di lavoro volontario e quindi gratuito. In fondo i Vip, seppur evasori, sono pur sempre VIP della SOCIETA’!

Caro FISCO mi dispiace di non poter essere d’aiuto ulteriore ma potevi pensarci un po’ prima a concentrarti su queste fasce di contribuenti “bisognosi” così mi organizzavo!!!

Sai c’è bisogno di organizzazione per andare a passare lo straccio un paio d’ore nel tugurio di Montecarlo.

MEA CULPA

Popularity: 13% [?]

no comments for now

Sono iniziati i saldi Alitalia

Posted by xamav on Mar 19 2008 | Economia, Politica, Italia, Estero

O forse meglio dire: continuano. Tutta la vicenda da seguire non è facile, ma da quello che scrivono i giornali e quello che passano il resto dei media risulta chiaro che la questione tende tutta verso la fregatura. Una svendita incredibile di quella che in ogni caso è la compagnia di bandiera. Sì, ma quale bandiera? Quella politica? Quella economica?

Qui la Gioconda del nuovo millennio vola via, è chiaro. Con tutte le conseguenze che comporta. Si parla di migliaia di esuberi. E chissà che forse qualche taglio sia necessario, economicamente parlando, fatto sta che molti resteranno a casa. E non è una bella cosa. Fatto sta che il valore della compagnia è valutato molto al di sotto di quel che effettivamente è.

Fonte AGI: “Bologna, 18 mar. -Per il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani “il caso Alitalia e’ il record mondiale dell’ipocrisia”. Il ministro, da Bologna dove si trova per una serie di iniziative elettorali, ha spiegato che “anche oggi sento dei Soloni polemici che sono - ha spiegato - quegli stessi che nel 2001 hanno preso in mano un’Alitalia che era in pareggio, hanno avuto responsabilita’ di essere azionisti come Tesoro, di essere presidenti, di aver in mano gli aeroporti lombardi, cioe’ Malpensa, Linate e Bergamo, e ci hanno consegnato un anno e mezzo fa una situazione pre-fallimentare; perche’, come si vede, Alitalia e’ difficile anche venderla. Ancora adesso - ha aggiunto bersani - sparano sentenze: se era cosi’ facile aggiustare le cose - ha concluso - avevano cinque anni per aggiustarle!” (LINK).

Fonte Sole 24 ore: “Il caso Alitalia continua a essere il tema della campagna elettorale italiana al centro dell’attenzione dei siti dei media stranieri. Il sito del quotidiano economico britannico Financial Times mette online, oltre alla corrispondenza da Roma di Guy Dimore, «L’Italia appoggia l’offerta per Alitalia», un’analisi di Paul Betts intitolata «Spinetta fa il check-in o il check-out?». L’articolo definisce il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta «un brillante negoziatore e un astuto stratega» e propone due letture della sua offerta. La prima è che, offrendo meno di quanto si aspettavano i mercati e ponendo tante condizioni, se l’offerta è alla fine accettata «ha una buona chance di integrare la compagnia aerea italiana e di riportarla al profitto». Un’altra interpretazione è che Spinetta si sia dato «un modo elegante di uscire da un’acquisizione complicata e rischiosa» ponendo condizioni impossibili da accettare per azionisti, politici e sindacati. Betts ricorda che Silvio Berlusconi, favorito nei sondaggi, è molto più freddo nei confronti della vendita rispetto al governo uscente di Romano Prodi. E alcuni degli alleati del Cavaliere, scrive, «sono chiaramente contrari all’accordo». Il servizio sull’Alitalia sul sito della tv britannica Bbc cita un “fund manager” di Milano, Alessandro Frigerio, secondo il quale Air France-Klm è per Alitalia l’unica alternativa alla bancarotta e il prezzo offerto «riflette le difficoltà di trattare con gli azionisti di Alitalia, compresi governo e dipendenti»” (LINK).

Fonte Corriere della sera: “Sul tema Alitalia interviene anche il presidente designato di Confindustria, Emma Marcegaglia: «L’attuale piano di Alitalia, così com’è, prevede una grossa riduzione dei voli che vorrebbe o una logica di moratoria o qualcosa che lasci spazio a Malpensa per ritrovare altre compagnie che vogliano volare dallo scalo lombardo. Così com’è, questo piano - aggiunge la Marcegaglia - dal primo aprile introdurrà un calo dei due terzi dei voli da Malpensa, fatto che penalizza non solo l’aeroporto lombardo ma tutto il Nord” (LINK).

Popularity: 10% [?]

no comments for now

Le 10 ragioni per cui non posso credere in Dio

Posted by alexkc on Mar 18 2008 | Società, Sfoghi, Religione, Opinioni

1) Voltaire riporta una frase che Lattanzio attribuiva a Epicuro: “Se Dio vuole sopprimere il male e non può farlo, è impotente; se può e non vuole, è malvagio, se non vuole né può, è insieme malvagio e impotente; se vuole e può, come spiegare la presenza del male nel mondo?” Ragionamento apparentemente semplicistico, ma assolutamente inattaccabile.

2) Non è possibile credere in un Dio inventato dagli uomini. Gesù sono convinto che sia un personaggio realmente esistito, ma questo non dà verità e sostanza a una sua eventuale natura soprannaturale. Checché ne dicano gli integralisti cattolici non esiste una verità documentabile riguardo a ciò che affermano i testimoni del tempo.

3) La vita è una sola. Non posso vivere nell’incertezza di un aldilà che nessuno mi assicura in maniera incontrovertibile.

4) Credere in una qualsiasi cosa è una questione di coerenza: se si crede nella parola di Dio non si può prendere solo ciò che vogliamo e di conseguenza bisognerebbe seguire anche la parte favolistica della storia, ovvero da Adamo ed Eva in poi, con tanto di diluvio e chi più ne ha più ne metta.

5) Tra le prove della veridicità della natura divina di Dio ci sono la sacra sindone e il sangue di san Gennaro, due falsi, uno risalente a 1300 anni dopo la supposta data ufficiale della Chiesa, l’altro, fatto di una sostanza che, guarda lo strano caso, tutt’altro che soprannaturale, si trova in aree vulcaniche, specie sul Vesuvio.

6) Mi è sempre sembrato strano il conflitto d’interessi all’interno dell’azienda del Principale. Io mi ammalo di tumore e mia moglie chiede la grazia a Padre Pio (che è una sorta di moda autunno-inverno per il popolino, non si chiede più niente alla Madonna o a Gesù Cristo, pare conti solo lui al giorno d’oggi). Se San Pio accontenta le preghiere di mia moglie va contro il Principale? No perché se Dio è onnipotente non credo che la cosa possa non farlo incazzare un po’… ma torniamo sul discorso dell’”onnipotente” e da quel fosso non se ne riesce più.

7) Negare che il vecchio Testamento sia un’accozzaglia di fatti che si contraddicono ogni 7 pagine o giù di lì è palesemente una forzatura… che si faccia una religione sul nuovo testamento, a quel punto ci farei un pensierino.

8 ) Non potrei credere in Dio neanche se esistesse davvero perché l’uomo lo ha reso una figura asservita la maggior parte delle volte ai suoi interessi e nulla più. Né Cristo, né Dio, secondo quanto riportato, avrebbero sostenuto gran parte delle tesi che gli vengono attribuite da vetero conservatori che vedono nel progresso una minaccia all’ordine costituito.

9) Non posso credere in Dio perché se fosse tale non avrebbe bisogno di intermediari umani, ce l’avremmo tutti nel cuore e sapremmo riconoscerlo senza la predica domenicale del prete. E poi quel proliferare di maghi che dicono di parlare con lui e a suo nome, come minimo avrebbe dovuto fulminarli tutti.

10) Se Dio esistesse, più che prendersela con i cosidetti peccatori, sarebbe incazzato nero con quelli che a nome suo hanno bruciato presunte streghe, incarcerato Galileo Galilei e ucciso gente innocente in nome della cristianità.

Sarebbe facile ora affermare che questi 10 punti non hanno una base solida, ma la tesi contraria invece, su cosa si basa? Prima di credere in qualcosa, imparate a credere in voi stessi… quando l’ho fatto io, la vita è diventata molto più semplice!

 

Popularity: 44% [?]

61 comments for now

Next »