Rispetto per la vita
La violenza è vita?
Ma una comunità di uomini violenta rispetta la vita?
Cioè la violenza istintiva è preservare la vita, non l’uso della violenza è sinonimo di rispetto della e per la vita.
Ora, abortire è uccidere?
La risposta penso sia in ognuno di noi, ma “non abortire” è “non uccidere”?
Nessuno, come spero direbbero in molti, e come ricorda lo Zio Gino, è contro la vita! Giusto! Dire è bello e affascinante sentirsi pensanti quando ci sono temi importanti. Possiamo dire che si può ragionare sulla vita e sulla morte, in quanto della vita è essenza, ma non credo siamo capaci di farlo in senso assoluto. Se si parla di vita in senso assoluto tutto è vita e tutto ciò che facciamo per spezzare l’assoluto è morte, è uccidere. Uccidiamo un anello del ciclo di vita universale in ogni singolo momento della nostra esistenza. Milioni di cellule, miliardi di composti di organismi muoiono a causa di scelte nostre. Di tutti. Sì, dico scelte anche se inconsapevoli, anche se inculcate e indotte. E ci siamo mai chiesti se siamo liberi di scegliere? Siamo assassini diretti ed indiretti e non ci curiamo mai di ciò. Non pensiamo a una foglia, una mosca, un cane, un pesce, un girino, una formica. Non vediamo… che ci mangiamo chi muore di fame. Il senso assoluto della vita è fuori di ogni semplificazione. E’ fuori di ogni legge umana perchè la vita è la legge. La stessa non vita e la stessa morte rappresentano parte integrante della legge universale. La stessa fine è un inizio perchè non è fine ma è cambiamento. Il tutto nel suo assolutismo è così enorme che sovrasta senza il minimo dubbio ogni dogma regolatore impostoci e autoimpostoci. La sensazione, ovvero il sentire questo fluire assoluto dipende dalle nostre coscienze e dalle nostre anime. Quello che possiamo regolare è il rispetto della vita che viviamo. Cominciamo da lì prima di esaurire le nostre misere energie nel limitare le nostre anime e le nostre menti. Scegliere di non mettere al mondo una vita umana dovrebbe essere una scelta consentita per scegliere di rispettare la qualità della vita di mio figlio nascituro. Non siamo in grado di scegliere perchè la qualità della vita che stiamo vivendo è in senso assoluto disumana, nonostante tutto, e irrispettosa del senso stesso della vita generale.
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Il sabato è un contenitore abnorme di immondizia, il tubo catodico potrebbe essere impiegato per aspirare i rifiuti campani una volta per tutte. Per sbaglio, e per quanto ho potuto reggere senza sentirmi male, ho visto di struscio la diretta mediaset che mostrava un palco indondato di sole a Piazza del Popolo, a Roma. Un fottìo di ragazzini, età media 13 anni, punte massime di pochi ultracinquantenni nostalgici delle fattezze provocanti e acerbe di Non è la RAI. Il pubblico a grande consumo di chewing gum urla a ogni minchiata venga detta da chi in quell’istante cavalchi il palco, dal pitbull presentatore ai finti saranno famosi, ovvero gli illusi ragazzi che dopo qualche mese di scuola a televoto e lacrime da copione, pensano già di essere diventati i nuovi Carla Fracci o Freddie Mercury.
