Archive for Luglio, 2008

I clandestini di Carta

Posted by xamav on Lug 30 2008 | Notizie, Blog

Riporto l’inziativa, che di questi tempi sembra quanto mai azzeccata, e il link alla pagina della rivista Carta.org

  

“Vi proponiamo la possibilità di autodenunciarvi in ogni momento della vostra giornata, passeggiando e andando in tram, al ristorante o in un negozio: la maglietta di Carta che dichiara il vostro stato di clandestino. Ideale per i cittadini dei comitati (proibiti per legge) contro le discariche (ma domani toccherà a quelli contro la Tav o la base di Vicenza o il Ponte sullo Stretto), i migranti, i rom, i lavoratori in nero[…]” - LINK

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La figa del Cavaliere

Posted by ZefiruccioCrisafulli on Lug 29 2008 | Berlusconi, Satira, Politica, Letteratura

Il premier, nel formare il terzo governo Berlusconi, si è circondato di donne. Di dubbie qualità morali e intellettuali, ma comunque donne. La Carfagna ha sì la gamba corta all’italiana e la caviglia tozza, ma è comunque una donna. La “Ministra” dell’Istruzione porta l’occhiale alla Mughini ma è pur sempre una donna. Un simile comportamento del premier dalla folta chioma, oltre, naturalmente, a far pensare al citazionismo televisivo (ad es. Beato tra le donne) fa venire in mente un libello satirico del grande Gadda, Eros e Priapo, in cui l’ingegnere brianzolo diceva del priapismo del regime fascista (si può dire “fascista” in rete? sì?) e delle sue malefatte nel corso del virulento Ventennio. Qui non si ambisce a tanto ma ci preme sottolineare come il fare da onanista «che c’è andato moscio» del playboy senile che ci governa ci ricorda un po’ quello del buon Benito e di come non giovi al Bel Paese che di bello ha ormai solo le donne del Governo. La ricaduta sull’immagine dell’Italia è la stessa di Anna Falchi che, illo tempore, andò allo Zecchino d’Oro dove pianse, si masturbò fantasticando sul Mago Zurlì e altre simili amenità. Questo perché l’altra metà della pléiade la fanno La Russa, Bondi, Schifani ecc. Vediamo una soluzione al problema e la proponiamo a chi di dovere: fare un programma tipo le Veline (Le Ministrine? Le Vagine?), condotto da Marcello Pera per eleggere con gli sms del pubblico le ministre. Niente ballottaggi, spese, brogli ma un ministro in carne e figa con pochi centesimi di euro.     

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Caccia a ottobre rosso devono averlo girato nella piscina di Arcore

Posted by xamav on Lug 28 2008 | Sinistra, Berlusconi, Satira, Politica

Ma sì, possiamo dire tutto e il contrario di tutto ormai, cosa che quando arrivo a pensare che un limite sia stato raggiunto mi accorgo, più estasiata che sgomento, che non c’è limite alla previdenza. La “previdenza” parola non a caso scelta, che penso sarà difesa con i denti da quel comunista del Silvio Nazionale: “Berlusconi: «La nostra una politica di sinistra. Entro fine anno taglio 37% leggi inutili»” dice Adnkronos (LINK); “Berlusconi, via alle tre riforme «Facciamo una politica di sinistra»” dice il Corriere della sera (LINK). Dice Berlusconi. Certo che a fare meglio della sinistra più della sinistra stessa non è che ci voglia poi tanto, ma non si sta un tantino esagerando?

Forse tra qualche giorno sentiremo che l’articolo 18 va addirittura rafforzato, che bisogna scendere in piazza tutti uniti per richedere salari più alti contro un’inflazione che aumenta in modo spropositato il costo della vita, che i sindacati vanno sotenuti, che bisogna ridare l’Italia ai lavoratori, che le tasse devono essere giuste, che lo stato va difeso, che la magistratura deve seguire il corso, che le mucche volano, che Babbo Natale esiste e che che se mio nonno c’aveva tre palle era un flipper e se ne aveva dieci era un biliardino.

Più probabili le ultime tre.

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Chi è Putin, lo zar di tutte le Russie

Posted by MisterX on Lug 27 2008 | Mister X, Politica

Collettivo Mister X: utente/autore Luigino Scricciolo.

Ne parliamo con Osvaldo Sanguigni, studioso di problemi russi

Osvaldo Sanguigni ha studiato Economia Politica a Mosca e ha vissuto per cinquant’anni tra Roma e Mosca, pubblicando studi sull’Unione Sovietica e collaborando a periodici e quotidiani tra cui il manifesto. E’ stato collaboratore della Rai per le questioni sovietiche e ha insegnato presso l’Istituto Orientale di Napoli. Nel suo recente saggio (pubblicato dalle Edizioni ManifestoLibri) “Putin il Neozar”, Sanguigni analizza, a vent’anni dall’inizio della perestrojka, il fallimento del riformismo gorbacioviano che, animato dall’intenzione di trasformare la società sovietica, ha prodotto in realtà il crollo di quella che era la seconda potenza mondiale, e ha innescato un processo degenerativo di cui i popoli dell’ex Unione Sovietica pagano ancora drammaticamente le conseguenze. Giovandosi di una ricchissima documentazione, il volume ricostruisce le tappe, i limiti e i fallimenti della politica gorbacioviana dal 1985 al 1991 rivelandone aspetti del tutto sconosciuti. Si è trattato del più imponente processo di trasformazione che l’Urss abbia mai conosciuto dopo la Rivoluzione d’Ottobre, ma la poltica della perestrojka fu condotta, sostiene Sanguigni, senza una reale conoscenza della società sovietica e senza la capacità di prevedere gli esiti socialmente catastrofici e politicamente autoritari che ne sarebbero scaturiti.

Caro Osvaldo, chi è e cosa rappresenta socialmente Putin?
«Il curriculum personale di Putin può essere così condensato: figlio di operaio, da agente del KGB, chiamato in gergo “cavallo grigio da fatica” a Presidente della Russia. Ora è capo del governo russo. Ma è stato acclamato “leader nazionale” in altri termini una specie di duce . E´ lui oggi la massima concentrazione di potere che esista al mondo. I pilastri del suo regime sono le due camere del parlamento, il Partito “Russia Unita”, di cui lui è capo, che insieme a altri due piccoli partiti dispone di quasi il 90% dei seggi parlamentari, l´intero sistema dei mass media, fatte alcune eccezioni, tutto l´apparato statale, il sistema giudiziario,i sindacati, le organizzazioni padronali, una vasta rete di movimenti e organizzazioni giovanili e non, i clan che governano in nome suo quasi tutte le regioni e le repubbliche, il sistema del capitalismo di stato e, infine, la Chiesa Ortodossa. Putin governa la Russia nell´interesse degli oligarchi, dell´alta burocrazia e dell´èlite politica al potere. Anche per questo l´ho definito nel mio libro neozar. Sulla stampa russa qualcuno lo dipinge come un moderno frate Francesco: alieno dal lusso, modesto, amico dei poveri, ecc. Ma corrono voci, mai smentite, su un patrimonio di 40 miliardi di dollari in suo possesso. Ha fatto arricchire molti e forse ha anche pensato al proprio futuro»

Quali sono i pregi e i difetti del regime di Putin?
«Cominciamo dai “difetti”. Il principale non è la mancanza di democrazia. In ciascun paese occidentale è possibile riscontrare momenti dove la democrazia si affievolisce o viene addirittura a mancare. Diceva Togliatti ( Lezioni sul fascismo) riprendendo Gramsci “ogni democrazia è una dittatura”. Il regime russo attuale si distingue innanzitutto per la sua tendenza al totalitarismo intenso come imposizione del pensiero unico e repressione di qualsiasi fermento critico e dissenso, alla quale si accompagna la fomentazione dello spirito nazionalistico dei russi. Chi è contro di me è contro la Russia, dice spesso Putin . E´ un regime che nei suoi tratti non ancora ben definiti richiama alla mente il regime salazariano o fascista .Lo slogan attorno al quale Putin è riuscito a creare questo regime è quello della stabilità ad ogni costo intesa come “normalizzazione” e “pace sociale” . Molti russi hanno votato per Putin e il suo partito spinti anche dalla paura di un possibile ritorno al caos profusa a piene mani dallo stesso Putin. Tuttavia per spiegare il vasto consenso di cui Putin gode tra i russi occorre considerare due risultati della sua azione: a) il ripristino dell´unità della Russia che con Eltsin stava andando in pezzi; b) l´inizio di un ruolo autonomo della Russia nel mondo. Non è possibile attribuire a Putin il buon andamento dell´economia Russa che, come è noto, è legato soprattutto al forte rialzo dei prezzi del petrolio e del gas da essa esportati»

Perchè in Russia nonostante un secolo di socialismo manca un movimento di massa capace di creare conflitto sociale?
«I motivi dell´apatia sociale dei russi sono molti.. Tra essi v´è la mancanza di una moralità diffusa che crea opportunismo. Oggi la Russia è una gigantesca comunità di orfani spirituali. Hanno abdicato a ogni funzione educativa sia lo stato russo che la chiesa ortodossa.. Altra causa è la mancanza di una reale alternativa all´attuale regime ed anche di veri canali di partecipazione. Il PCFR pur avendo una propria estesa rete organizzativa non riesce a suscitare ampi, forti e continuativi movimenti di massa. Tuttavia i russi la protestano a modo loro. La loro massima forma di protesta è il degrado che quando raggiunge il limite estremo di sopportabilità può anche spingere al suicidio»

La Russia sembra una nave appena uscita dalle nebbie che corre il rischio di infrangersi sulle scogliere. Di ciò cominciano a rendersene conto molti giovani, tecnici, intellettuali, sindacalisti indipendenti che si chiedono cosa è la Russia oggi , se sia valsa la pena passare all´economia di mercato e sono alla ricerca di vie per liberarsi dalla camicia di forza della stabilità imposta dal regime di Putin e sviluppare i conflitti sociali ovunque sia possibile.

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Storia di un’Italia fatta così…

Posted by MisterX on Lug 26 2008 | Mister X

Collettivo Mister X: utente/autore Stefano Longagnani.  

Anna esiste, abita a pochi chilometri da casa mia. Quest´anno ha preso la licenzia media: ha preso “buono” e ne è stata molto soddisfatta, come tutti noi che la conosciamo del resto. Anna (questo non è il suo vero nome) ha qualche anno in più dei suoi compagni, ma non è stata bocciata mai; ha iniziato ad andare a scuola solo 4 anni fa, prima non c´era mai andata. Non sapeva né leggere né scrivere, e nemmeno sapeva far di conto; è scappata via dalla sua famiglia per poter andare a scuola. L´educatrice della casa-famiglia che la ospita mi spiega che è scappata via insieme ad un´altra bambina, sua parente; che forse Anna è stata spinta anche da un certo spirito di emulazione. Certo una bambina nomade sulla soglia della pubertà non deve avere molte alternative, molte scelte. O restare in famiglia e ubbidire, o scappare. Anna è scappata.
Quando due anni fa le chiesi, tra una lezione di matematica e l´altra, cosa voleva fare dopo le medie, mi disse che di preciso non lo sapeva, ma che voleva studiare, questo sì, voleva proprio studiare. Me lo diceva un po´ ingenuamente forse, senza sapere bene questo cosa significasse, ma quale studente di seconda media sa davvero cosa significhi? A scuola ce la metteva tutta, conscia di tutte le sue enormi lacune rispetto ai compagni più giovani: alla fine è uscita dalle medie con “buono” e ne è stata contenta.
Anna a settembre non andrà a scuola, ha scelto di frequentare un corso professionalizzante con l´obiettivo di rendersi velocemente indipendente dal punto di vista economico. L´orientamento degli educatori della casa-famiglia è stato molto concreto: Anna è già grande, tra pochi anni sarà maggiorenne e questo farà cessare ogni aiuto economico da parte delle istituzioni. Non sarà come una tagliola allo scoccare del diciottesimo anno, come io ingenuamente pensavo, ma eventuali progetti di inserimento lavorativo potranno supportarla al massimo per alcuni mesi dopo la maggiore età. Anna non può permettersi di “perdere tempo” con la scuola, senza supporto economico resterebbe in mezzo al guado, nella corrente, e ne verrebbe travolta.
Nell´Italia di ieri e ancor più in quella di oggi, nell´Italia della costituzione più bella del mondo che sancisce il diritto allo studio dei “capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi” (art. 34) e prescrive di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” (art. 3), Anna non ha diritti. Non ha diritti in quanto straniera, in quando nomade, in quanto donna, in quanto bambina.
So bene che non basta aiutare Anna, centinaia di bambini e adolescenti in Italia sono in situazioni ben peggiori. Ma lei esiste, abita a pochi chilometri da casa mia, e io stasera scrivo, scrivo per sentirmi meglio, scrivo perché conosco il potere della parola scritta… il potere dell´istruzione, mi verrebbe da aggiungere. Scrivo perché il governo del mio paese, a settant´anni dalle leggi razziste del 1938, vuole prendere le impronte ai bambini di etnia Rom, e io devo urlare in qualche modo che questo è razzismo, null´altro che razzismo. E il razzismo porta all´odio, e l´odio alla violenza, e la violenza alla morte.
Vorrei dare una opportunità ad Anna. Vorrei darle la tranquillità economica di poter provare a cimentarsi con gli studi di una scuola
superiore, che sia lei a scegliere, e che la scelta non dipenda dalla prospettiva di ritrovarsi alla maggiore età con alcuni anni ancora da studiare ma senza potersi mantenere. Non ne ho neppure accennato ai suoi educatori. Prima di fare promesse è necessario avere le spalle coperte. C´è qualcuno che vuole aiutare Anna insieme a me? Mandatemi i vostri impegni, le vostre promesse. Io le stamperò, le metterò una sull´altra, e andrò a parlarne con gli educatori di Anna. Chissà cosa mi diranno…

Per le repliche: vogliadistudiare@yahoo.it

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Jennifer Aniston, elogio sperticato di un’attrice che sotto i capelli nasconde le orecchie à la Spock

Posted by ZefiruccioCrisafulli on Lug 25 2008 | Satira, Società, Sfoghi

Quest’articolo è un hommage all’attrice del titolo. Non perché sia la migliore o sia passata a miglior vita ma perché se lo merita. Perché sì. Era destinata ad avere successo: papà greco, attore di soap (immaginatevi un Ridge mediterraneo con genitali rinforzati con ovatta), mamma modella, Telly Savalas (Kojak) come padrino, Chastity Bono (figlia di Sonny & Cher) come compagna di classe nella scuola di recitazione. Dopo poche apparizioni filmico-televisive arrivano i Friends (1994-2004) e il successo (un decennio di: «Ross e Racher si sposano?»; «Chi si scoperà Rachel nella prossima puntata e con cosa: a)melanzana b)il cetriolo c)il cetriolo di Ross?»; «Oddio, Rachel ha baciato Joey! Con cosa?» ecc.) a cui sarà l’unica sopravvissuta. Oggi, David Schwimmer sfoggia poco e male la sua espressione da persona affetta da sindrome dell’intestino irritabile, Matthew Perry pippa di coca e Courtney Cox si sforza di rendere nullo lo strato di grasso sottocutaneo sugli zigomi, ma di girare cose egregie non se ne parla. Intanto Jennifer ha sposato e ha divorziato da Brad Pitt che le ha preferito una più bella e labbrona che sembra far figli per il solo gusto di dar loro dei nomi bizzarri. Jennifer ne è uscita malconcia ma le abbuffate da tristite non le hanno danneggiato la linea. Ha fatto un film con Ben Stiller (E alla fine arriva Polly, divertente), uno con Vince Vaughn (The Break-up, divertente), uno con Kevin Costner (Vizi di famiglia, divertente) e uno con Clive Oven e Vincent Cassel (Derailed, prova piuttosto opaca dell’attrice che muore perdendo più sangue di una foca monaca capitata per sbaglio sul set dello Squalo). L’attendiamo nel Gambit dei Coen Bros. nel 2009. Felicitazioni!

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Se Berlusca diventa Presidente e poi si ritira soddisfatto, chi la fa la politica? Elkann?

Posted by xamav on Lug 24 2008 | Satira, News, Politica, Italia

Ce lo vedrei proprio bene, dopo la notizia di Lapo Elkann che ‘ruba’ un taxi a Capri dichiarando “E’ un’auto Fiat, quindi roba mia”, non credo ci siano altre prove a cui sottoporrre il rampollo per fargli fare il salto politico. Già si è dimostrato grande comunicatore, aitante con le donne, imprenditore di tendenza e stile. Gli mancano solo le televisioni, in famiglia il calcio non manca. non fosse che Berlusconi ha già dei figli direi proprio che sarebbe il candidato ideale per seguire il nostro amato Premier, che intanto ormai sta facendo di tutto per coronare il proprio sogno. C’è chi da piccolo sognava di giocare in un squadra di calcio, che chi da grande se l’è comprata. C’è chi da piccolo sognava di fare televisione. C’è chi da grande se l’è comprata. C’è chi da piccolo sognava di diventare rappresentante di classe. C’è chi da grande non gli basta il presidente del consiglio… e quindi sta facendo di tutto per arrivare al top, carica papale esclusa per ovvi motivi. Anche se mai dire mai.

Fatto sta che intanto il Premier sta cercando davvero di bruciare i tempi, semipresidenzialismo senza pietà o quel che sia, che diventi subito quel che vuole diventare, perché in fondo se lo merita. Che si è impegnato tanto. Che ha anche i suoi begli anni e tra un malore e l’altro non vorrei che non arrivasse a esudire il suo sogno di Presidente della Repubblica Italiana. Minchia che storia…! Ma sai che bello? Che smacco? Che ambizione?

Io voto per fare cerchio attorno a lui, gli eredi, vedi Elkann, ci sono, ottimi discepoli solo un po’ più scapestrati… ma si faranno… anzi, si sono già fatti e strafatti… teniamo duro con Berlusconi Silvio Nazionale, diciamogli sempre di sì e sbrighiamoci a metterlo a capo di uno stato prima che un Bossi qualsiasi lo divida una volta per tutte. Ché un Bossi è vero che sta dalla sua parte, ma è un vero macello, una mina vagante, rappresentante del parlamento di uno stato che non riconosce (si chiama ossimoro)… E Berlusconi non si merita tanto scombussolamento, non lo meritano le sue coronarie.

Forza Silvio.

Ti voglio bene.

Tuo, fino alla Tua dipartita.

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Jorge Ibargüengoitia, La legge del menga

Posted by Biba on Lug 21 2008 | Recensioni, Libri

Jorge Ibargüengoitia, La legge del menga (e pluribus anum) (Edizioni Noubs, 2008).

Traduzione, introduzione e note di M. Cristina Secci. Pagine: 132. Prezzo: € 13,00.
Noubs per la prima traduce in Italia La ley de Herodes dello scrittore messicano Jorge Ibargüengoitia Antillón. Una raccolta di racconti brevi, per lo più autobiografici, di disavventure per ottenere un mutuo in Messico, furti in appartamento, un incontro con la donna desiderata in presenza del marito, così via fino al limite del paradosso. Come nei romanzi, si combina farsa, sesso e umorismo in una miscela esplosiva. I personaggi - vittime degli eventi e delle loro travolgenti passioni - sono colti in situazioni caricaturali e comiche. Lo scandalo, la denuncia sociale, sono il pane quotidiano di Ibarguengoitia che sottopone la realtà a un estroso, sardonico trattamento. Un autore di culto, spassoso, che ricorda tutta una tradizione di scrittori picareschi e bizzarri - a partire da Boccaccio e Cervantes fino a Rabelais ma anche a Mark Twain, Jorge L. Borges, John Fante, José M. Fajardo, Eduardo Mendoza, Keaton, Chaplin, Woody Allen. La legge del menga uscì in Messico nel 1967 con il titolo La ley de Herodes, che rappresenta “un omaggio alla lingua messicana e al suo astuto gioco sul doppio senso delle parole: La ley de Herodes rima secondo un detto popolare messicano con o te chingas o te jodes che letteralmente significa o sei fottuto o sei fregato. L’autore, nato in Messico nel 1928, morì in un incidente aereo nei pressi di Madrid. Nel volo diretto in Colombia, perirono inoltre il critico uruguayano Ángel Rama e lo scrittore peruviano Manuel Scorza. Le sue opere hanno avuto un successo internazionale. Ne I lampi di agosto smaschera i miti della rivoluzione messicana, (1965, suscitò interesse in un lettore acuto come Leonardo Sciascia: ottenne il Premio “Casa de las Américas” nel 1964, con Italo Calvino tra i giurati - Vallecchi, 1966 - Sellerio, 2002), in Las Muertas (Le morte, Sellerio, 2005) si parla di bordelli, in Delfina & Maria de Jeús González, di assassini seriali, anticipando di molto tempo l’attuale narrativa noir, in Ammazzate il leone (1969) narra le vicende di un attentato contro un tiranno di un’isola immaginaria dei Caraibi (Sellerio, 2005). Sebbene il suo successo fosse proprio decretato dalla vena umoristica, egli affermava di non voler fare ridere nessuno, considerando il ridere un inutile spreco di tempo.

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LIVE FOR EMERGENCY, a sostegno dell’ospedale di Goderich in Sierra Leone

Posted by emionirico on Lug 18 2008 | Pescara, Politica, Società, Notizie, Musica, Eventi, Italia, Abruzzo

www.emergency.it

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Almodóvar, le donne e lo stupro

Posted by alexkc on Lug 17 2008 | Opinioni, Cultura, Cinema

Ho sempre ritenuto, e continuo a farlo, di essere una persona che sa interpretare, nel limite delle mie possibilità fisiologiche,i  sentimenti delle donne. Diverse da noi uomini e forse straordinarie proprio per questo. Discutere con loro arricchisce un uomo perché gli fornisce punti di vista che a lui potrebbero essere sconosciuti.

Detto questo, accade poi in alcune circostanze di essere su posizioni così diverse e incomunicabili che si finisce per chiudersi ognuno nelle proprie posizioni: e qui entra in gioco il buon vecchio Pedro.

Devo essere sincero, a me Almodóvar non ha mai fatto gridare al miracolo. Credo che sia un regista di ottime qualità che conosce molto bene il mezzo cinematografico e sa come sfruttarlo al meglio, ma mi è apparso sempre ridondante e piuttosto monotematico nella sua visione del mondo. In Spagna ritengo ci sia molto di meglio, Amenabar in testa.

Ad Almodóvar mi sento di non poter perdonare una serie di cose: l’aver fatto uccidere dei tori in una finta corrida (da uno come lui mi sarei aspettato qualcosa di più civile), ma soprattutto l’aver ritratto un uomo che stupra una donna in coma come un personaggio altamente positivo all’interno della storia (in Parla con lei).

Ma se fosse semplicemente questo potrei dire che siamo davanti a un film con una morale, se così si può dire, discutibile, ma nulla più

L’inghippo è un altro: perché le donne non vedono la bestialità di questa violenza e ci vedono amore? Perché è l’unico film sul quale non si può neanche tentare una critica perché si viene immediatamente fucilati con lo sguardo?

Lo dico con poca ironia e col tentativo di capire cosa si nasconde dietro tutto ciò…

… donne sono qui ad ascoltarvi!

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