Collettivo Mister X: utente/autore Luigino Scricciolo.
Ne parliamo con Osvaldo Sanguigni, studioso di problemi russi
Osvaldo Sanguigni ha studiato Economia Politica a Mosca e ha vissuto per cinquant’anni tra Roma e Mosca, pubblicando studi sull’Unione Sovietica e collaborando a periodici e quotidiani tra cui il manifesto. E’ stato collaboratore della Rai per le questioni sovietiche e ha insegnato presso l’Istituto Orientale di Napoli. Nel suo recente saggio (pubblicato dalle Edizioni ManifestoLibri) “Putin il Neozar”, Sanguigni analizza, a vent’anni dall’inizio della perestrojka, il fallimento del riformismo gorbacioviano che, animato dall’intenzione di trasformare la società sovietica, ha prodotto in realtà il crollo di quella che era la seconda potenza mondiale, e ha innescato un processo degenerativo di cui i popoli dell’ex Unione Sovietica pagano ancora drammaticamente le conseguenze. Giovandosi di una ricchissima documentazione, il volume ricostruisce le tappe, i limiti e i fallimenti della politica gorbacioviana dal 1985 al 1991 rivelandone aspetti del tutto sconosciuti. Si è trattato del più imponente processo di trasformazione che l’Urss abbia mai conosciuto dopo la Rivoluzione d’Ottobre, ma la poltica della perestrojka fu condotta, sostiene Sanguigni, senza una reale conoscenza della società sovietica e senza la capacità di prevedere gli esiti socialmente catastrofici e politicamente autoritari che ne sarebbero scaturiti.
Caro Osvaldo, chi è e cosa rappresenta socialmente Putin?
«Il curriculum personale di Putin può essere così condensato: figlio di operaio, da agente del KGB, chiamato in gergo “cavallo grigio da fatica” a Presidente della Russia. Ora è capo del governo russo. Ma è stato acclamato “leader nazionale” in altri termini una specie di duce . E´ lui oggi la massima concentrazione di potere che esista al mondo. I pilastri del suo regime sono le due camere del parlamento, il Partito “Russia Unita”, di cui lui è capo, che insieme a altri due piccoli partiti dispone di quasi il 90% dei seggi parlamentari, l´intero sistema dei mass media, fatte alcune eccezioni, tutto l´apparato statale, il sistema giudiziario,i sindacati, le organizzazioni padronali, una vasta rete di movimenti e organizzazioni giovanili e non, i clan che governano in nome suo quasi tutte le regioni e le repubbliche, il sistema del capitalismo di stato e, infine, la Chiesa Ortodossa. Putin governa la Russia nell´interesse degli oligarchi, dell´alta burocrazia e dell´èlite politica al potere. Anche per questo l´ho definito nel mio libro neozar. Sulla stampa russa qualcuno lo dipinge come un moderno frate Francesco: alieno dal lusso, modesto, amico dei poveri, ecc. Ma corrono voci, mai smentite, su un patrimonio di 40 miliardi di dollari in suo possesso. Ha fatto arricchire molti e forse ha anche pensato al proprio futuro»
Quali sono i pregi e i difetti del regime di Putin?
«Cominciamo dai “difetti”. Il principale non è la mancanza di democrazia. In ciascun paese occidentale è possibile riscontrare momenti dove la democrazia si affievolisce o viene addirittura a mancare. Diceva Togliatti ( Lezioni sul fascismo) riprendendo Gramsci “ogni democrazia è una dittatura”. Il regime russo attuale si distingue innanzitutto per la sua tendenza al totalitarismo intenso come imposizione del pensiero unico e repressione di qualsiasi fermento critico e dissenso, alla quale si accompagna la fomentazione dello spirito nazionalistico dei russi. Chi è contro di me è contro la Russia, dice spesso Putin . E´ un regime che nei suoi tratti non ancora ben definiti richiama alla mente il regime salazariano o fascista .Lo slogan attorno al quale Putin è riuscito a creare questo regime è quello della stabilità ad ogni costo intesa come “normalizzazione” e “pace sociale” . Molti russi hanno votato per Putin e il suo partito spinti anche dalla paura di un possibile ritorno al caos profusa a piene mani dallo stesso Putin. Tuttavia per spiegare il vasto consenso di cui Putin gode tra i russi occorre considerare due risultati della sua azione: a) il ripristino dell´unità della Russia che con Eltsin stava andando in pezzi; b) l´inizio di un ruolo autonomo della Russia nel mondo. Non è possibile attribuire a Putin il buon andamento dell´economia Russa che, come è noto, è legato soprattutto al forte rialzo dei prezzi del petrolio e del gas da essa esportati»
Perchè in Russia nonostante un secolo di socialismo manca un movimento di massa capace di creare conflitto sociale?
«I motivi dell´apatia sociale dei russi sono molti.. Tra essi v´è la mancanza di una moralità diffusa che crea opportunismo. Oggi la Russia è una gigantesca comunità di orfani spirituali. Hanno abdicato a ogni funzione educativa sia lo stato russo che la chiesa ortodossa.. Altra causa è la mancanza di una reale alternativa all´attuale regime ed anche di veri canali di partecipazione. Il PCFR pur avendo una propria estesa rete organizzativa non riesce a suscitare ampi, forti e continuativi movimenti di massa. Tuttavia i russi la protestano a modo loro. La loro massima forma di protesta è il degrado che quando raggiunge il limite estremo di sopportabilità può anche spingere al suicidio»
La Russia sembra una nave appena uscita dalle nebbie che corre il rischio di infrangersi sulle scogliere. Di ciò cominciano a rendersene conto molti giovani, tecnici, intellettuali, sindacalisti indipendenti che si chiedono cosa è la Russia oggi , se sia valsa la pena passare all´economia di mercato e sono alla ricerca di vie per liberarsi dalla camicia di forza della stabilità imposta dal regime di Putin e sviluppare i conflitti sociali ovunque sia possibile.
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