Oh extraterrestre portami via… e se sei per caso Dio, meglio ancora
La notizia non più fresca, non solo per i mesi estivi di intermezzo, è quella dell’intervista che José Gabriel Funes, direttore della Specola Vaticana, astronomo, membro della medesima Istituzione scientifica della Santa Sede, rilasciò poco tempo fa all’Osservatore romano (LINK).
“E’ possibile credere in Dio e negli extraterrestri”
“Si può ammettere l’esistenza di altri mondi e altre vite, anche più evolute della nostra, senza per questo mettere in discussione la fede nella creazione, nell’incarnazione e nella redenzione”
Queste le dichiarazioni del padre gesuita.
Come dire, sì ok perché se ammettiamo l’esistenza degli alieni perché dovremmo mettere in dubbio tutto quello che dice la nostra religione e tutti i dogmi?
Ma a parte che durante la caccia a streghe e stregoni molti andarono al rogo al solo pensare cose del genere… mi chiedo, perché ora questa clamorosa presa di posizione?
Che sia Dio in verità un alieno? Che sia stato lui a creare tutto e noi a essere solo cavie da laboratorio ingabbiate nel nostro pianeta Terra? Che il Vaticano stia mettendo le mani avanti per non fare brutta figura qualora dovessero davvero sbarcare gli omini verdi? Che altrimenti se non si aggiorna la fede poi tutto crolla in una grossa bolla di sapone succedesse qualcosa di extraterreno e meno mistico ma più fantascentifico?
Certo che sarebbe figo… perché molte credenze radicate nei testi sacri di ogni religione cadrebbero all’istante per qualcosa di molto meno misterioso, forse più inquietante (dipende da come avete vissuto i film di fantascienza), ma di certo che nulla ha a che vedere con quel che ogni credo ha inculcato e spacciato per secoli.
Che va a finire che magari dopo tutte le lotte per dominare le coscienze della gente avevano invece ragione i romani, che almeno pensavano a più Dei (ci sarà mica solo un alieno e quindi più alieni=più Dei) o addirittura gli egizi o addirittura e ancor di più i popoli delle caverne con i loro strani disegni e raffigurazioni…
Certo, lo so, potrei andare avanti all’infinito, e scrivendo non meno cavolate di quante non ne siano già state dette e scritte e ostentate. Però se un giorno dovesse atterrare una navicella voglio alcuni oggetti vicino a me: un paio di birre, un pacchetto di sigarette, qualche salsiccia e una copia di ogni testo sacro esistente. Ne uscirebbe un bel falò. Ah dimenticavo, anche il cellulare di Ratzinger, giusto per sapere che ne pensa…
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Patrick McGrath, Trauma (Bompiani, 2007). Pagine: 252. Prezzo: € 17,00.