Gremlins, Berlusconi e la morale degli anni ‘80
Ci è capitato di recente di rivedere Gremlins (diretto, sorpresa, sorpresa, da Spielberg) e di apprezzarne la profondità morale.
Il film, raffigura una comunità perfetta, una cittadina yankee con tutti i suoi tipi umani, e l’effetto disastroso che su di essa ha la moltitudine di bestiole cattivissime che sanguinano roba verde e un mogwai buono, buono di nome Gizmo, da cui parte tutta la serie di sfortunati eventi. Le calamità sono dovute alla congenita incapacità della razza umana di rispettare alcune banali regole. La morale del film, pronunziata dal solito saggio cinese, sarebbe che gli umani (occidentali) non sono maturi e che con mogwai buono hanno combinato quello che hanno combinato tutto il mondo - un casino.
Siamo nell’84 (la decade, anzi lo stato mentale, è quello peggiore di tutti), la muraglia berlinese non è ancora caduta e Spielberg, lo semita più lungimirante, raffigura una serie di mostri nani che si vestono e atteggiano come uomini mettendo in piedi un’anarchia violentissima infrangendo leggi umane.
E poi uno vede sui giornali Berlusconi col capello da ferroviere e capisce che sono ancora tra noi…
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